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COSE BELLE (Dicembre 2006)

 

In questi giorni mi sono trovato ad ascoltare veramente tanta musica. Che bello!!!

Mi piace un casino stravaccarmi sul divano ed ascoltare un disco. Quando ero studente era una cosa che facevo regolarmente tutti i giorni dopo mangiato: finivo di pranzare e dopo, in quella parte della giornata che i messicani chiamano “l'ora della siesta”, mi stendevo sul divano e ascoltavo un bel disco… ogni giorno uno diverso… l'ho fatto per anni, a partire dalle scuole medie…e ho imparato ad amare il rock'n'roll, il blues, il rock, il country, le “ballad”, i gospel, ecc…

Adesso posso farlo più raramente, ma quando ho il tempo mi accomodo davanti allo stereo… distendo comodamente le gambe, appoggio la testa, schiaccio “play”, chiudo gli occhi e dimentico tutti i guai!!!

Da tre anni a questa parte la BMG (ex RCA), depositaria ditutto il materiale di Elvis, ha avviato una serie di edizioni per collezionisti, intitolata Follow That Dream, le cui emissioni propongono del materiale alternativo, come prove studio o jam session, del Re. Naturalmente sono abbonato a queste emissioni e le ho prese tutte… l'ultima mi ha colpito in modo particolare!

Si tratta di una registrazione effettuata da Elvis stesso con il suo personale registratore a bobine portatile, fatta in un momento di pausa, durante le prove del famoso show del '68 per la NBC Television.

Elvis e Scotty (Moore), imbracciate le chitarre, si misero a strimpellare, insieme agli amici, i loro vecchi successi… tutto tra risate, chiacchiere e cori improvvisati. Ascoltare questo tipo di materiale mi piace… per due ragioni.

Anzitutto mi permette di “sbirciare dalla serratura” e di entrare minimamente nella sfera del privato del Re, e in secondo luogo mi fa apprezzare maggiormente il suo talento: la voce di Elvis è nuda in questi casi, eppure è lo stesso eccezionale… il suo feeling, il suo approccio alle canzoni, anche quando è per gioco, è lo stesso che si può sentire nelle sue migliori performance ufficiali!!! Untalento unico ed inimitabile! Un esempio e un maestro per tutti!

Altro materiale che ascolto in questo periodo è quello dei Creedence.

Ero in terza media, quando il fratello maggiore di un mio compagno di scuola mi consigliò di comprarmi un disco di Fogerty & co. Mi disse che dal momento che mi piaceva cosec tanto Elvis, sicuramente avrei apprezzato anche i CCR… eaveva ragione:Fogerty, naturalmente, è figlio del suo tempo e i suoi pezzi, e lo stile dei Creedence nell'interpretarli, sono sicuramente figli di quell'epoca e perciò si possono trovare atmosfere tipiche degli anni a cavallo tra i '60 e i '70… però hanno delle caratteristiche di semplicite0 che richiamano la tradizione del blues e del country, per non parlare degli echi rockabilly presenti in più di un pezzo dei Creedence (basti pensare alla loro bellissima cover-fotocopia di My Baby Left Me dello stesso Elvis).

Questo attaccamento al, per cosec dire, “traditional”, rende la musica dei CCR “tipicamente” americana! Chi ascolta un loro pezzo senza conoscerli, intuisce subito che sono un gruppo statunitense, mentre la stessa cosa non potrebbe accadere con una canzone dei Byrds ad esempio.

In più sono divertentissimi, sia da ascoltare che da suonare. Se li trovate, fatevi un regalo a Natale: CHRONICLE VOL 1 e Vol 2. Sono due cd che raccolgono il meglio del gruppo… a mio avviso è il miglior “The Best Of” che sia mai stato concepito fino ad oggi su qualsiasi artista rock.

Ascoltate musica e che sia buona! Lasciate stare le schifezze che vi propinano per radio o in televisione… non hanno né anima, né cuore.

Buon Natale da tutta la Big Boss Band.

 

Stevolaz

OH GEORGE!!! (Novembre 2006)

 

Questo mese uscirà un nuovo disco dei Beatles!!! La notizia ha dell'incredibile! Il mondo attendeva questo evento da più di trentacinque anni!!! Le canzoni non sono nuove, ma avranno nuovi arrangiamenti, nuove sovraincisioni, nuovi mixaggi… quindi forse… anzi… sec… in un certo senso… saranno nuove!!! Ma è tutto vero??? No… cioè sec… anzi… mah! Vediamo di capirci qualcosa…

Le opere di un artista non sempre sono comprese dai suoi contemporanei, anche quando sono d'immenso valore. Elvis ha faticato parecchio ad imporsi a livello nazionale, perché agli inizi i bianchi non capivano la parte nera della sua musica e i neri non ne capivano la parte bianca.

Io non sono appassionato di pittura, ma Vincent VanGogh, quando era in vita, non riusciva a mantenersi con la sua arte ed è morto pazzo poiché non sopportava l'incomprensione del mondo in cui viveva… altri invece hanno potuto godere i frutti della loro abilità, e così come Leonardo Da Vinci era mantenuto da illustri mecenati che gli commissionavano opere di vario genere, cosec i

Beatles hanno avuto successo da subito e, per tutto il periodo che hanno suonato assieme, non hanno conosciuto crisi di popolarità. In buona sostanza, però, le opere di questi veri artisti, come di moltissimi altri, che siano stati compresi o meno dai propri contemporanei, sopravvivono al passare del tempo.

L'arte vera, quella perfetta, è immortale!!! Sopravvive a tutto perché è oggettivamente bella e perciò trascende le mode, le tendenze… addirittura la storia!

Leggo di questo nuovo disco: si intitolerà “Love” (che originalità!) e conterrà alcuni dei vecchi successi dei Beatles rimixati, rimasterizzati e (leggo dal sito internet) “riconcepiti” da Sir George Martin e suo figlio.

Per chi non lo sapesse, George Martin è lo storico produttore artistico dei Beatles. Il produttore artistico è una figura molto importante.

E' quello che ti aiuta negli arrangiamenti, che ti suggerisce come far rendere al meglio un pezzo che hai concepito, che , nella canzone, vede sfumature che, a volte, nemmeno tu che ne sei l'autore riesci ad intravedere….. George Martin era il 5° Beatles! Tanto è vero che anche lui è stato eletto baronetto come gli altri…

George Martin sei impazzito??? Perché avrai sentito il bisogno di fare una cazzata come questo “Love”?

Attenzione! Martin è un grande! Di quelli veri! Non si scherza su questo. Sicuramente il disco (che, per inciso, non ho ancora sentito) sarà bellissimo e piacerà al pubblico. Non discuto… ma io conosco i dischi dei Beatles!

Quelli originali! Quelli in cui partecipavano, anche a livello produttivo, Lennon, McCartney, Harrison e Starr!

Quelli in cui erano loro, tutti e 4, a mettere l'ultima parola!

Questa “cosa”, anche se ottima, sarà una manipolazione senza l'avvallo di almeno 2 componenti del gruppo… e questo non mi piace… puzza di manovra per far soldi!

L'altra sera ero a cena da un amico e, pur avendo gusti musicali piuttosto diversi, ci trovavamo d'accordo che oggi, negli anni 2000, un fenomeno musicale come sono stati i Beatles nei ‘60 o lo stesso Elvis nei '50 non potrebbe accadere… troppo marketing è entrato nell'industria musicale e quando si pianifica, si uccide l'arte che, invece, è imprevedibilità… improvvisazione… scatto… rivoluzione… stravolgimento delle cose esistenti.

I dischi dei Beatles, quelli veri (!), sono opere d'arte immortali!!! Non hanno bisogno di essere rilette o modificate per piacere al pubblico del giorno d'oggi… se qualcuno non le capisce è un problema suo e non le merita!!!

Qualcuno ha mai pensato di disegnare un orecchino al naso della Gioconda?... Non c'è nulla da ridere….. sarebbe un modo per attualizzare la sua immagine e magari i ragazzini sarebbero maggiormente invogliati ad interessarsene!!!

 

P.S. Tanti auguri a noi!!! Questo mese la Big Boss Band compie 10 anni!!!

 

Stevolaz

LUNGA VITA AL PIRATA (Ottobre 2006)

 

Io non lo so che cavolo succede a questo mondo…ma qui, ragazzi (!), stiamo veramente andando a fondo!!! A volte rimango sconcertato…credo di essere un extraterrestre…eppure ho sempre pensato di essere “mediamente” scemo…Chiunque mi conosca può testimoniare quanto io non sia attaccato ai soldi…non che ne abbia molti…non sono ricco, ma proprio per questo penso che quando ne ho un pochino sia giusto godermeli…tanto, a meno che non si avveri il sogno e un ricco zio d'America che non ho mai conosciuto mi lasci in eredità il suo giacimento petrolifero in Texas, non diventerò mai miliardario!

Questo però non vuol dire che non dia la giusta importanza ai soldi…proprio in ragione del fatto che me li devo sudare!!!...non ne faccio una malattia…ecco tutto!

Come me, la Big Boss Band non è attaccata ai soldi…certo crediamo giusto che si tenga presente che mettiamo a disposizione di un locale una certa attrezzatura, e pensiamo sia legittimo che ci venga riconosciuto il servizio che prestiamo…servizio che non è un semplice “…oggi andiamo a suonare…”, ma vuol dire ore di prove che, per quanto piacevoli, significano lavoro, se fatte con scrupolo come cerchiamo di fare noi!

Sia chiaro: la Big Boss Band non suona per guadagnare, anche perchè a quest'ora saremmo morti di fame…noi suoniamo perchè siamo innamorati della musica e del rock'n'roll, suoniamo perchè è bello condividere la musica con gli altri, suoniamo perchè ci piace ricevere e trasmettere emozioni, suoniamo per stare insieme, suoniamo per sognare! Suoniamo per passione!

Purtroppo però non sempre la stessa passione è riscontrabile nei gestori dei locali che propongono musica live! Soprattutto nelle nuove generazioni!

Una volta Genova era una bella piazza per le band come la Nostra, c'erano i locali disponibili e funzionavano…perchè chi si occupava di quei locali era innamorato di quello che faceva e, lui per primo (!), era appassionato di musica…

Adesso c'è la desolazione! Tanti locali hanno cambiato gestione e quindi anche politica e impostazione…altri hanno mantenuto la stessa immagine, ma, nella maggioranza dei casi, la musica non è passione, ma solo uno strumento per fare incasso… così fanno suonare gruppetti commerciali che, pur essendo a volte meritevoli, secondo me, non hanno ragione di esistere come le “party band” o le “tribute band”… impedendo, spesso, al proprio locale di esprimere a pieno le proprie potenzialità e sottovalutando i loro stessi clienti… perchè la gente riconosce le cose belle quando ha l'opportunità di vederle o di ascoltarle!!!

Per cui attenzione appassionati di musica live… i tempi saranno sempre più duri… ormai i gestori dei locali non sono più interessati al genere di musica che proponi, l'unica cosa che vogliono sapere è se ti porterai gente al seguito!!! E questo è molto triste.

Venerdì scorso abbiamo suonato al Quaalude di Genova…è stata una buona serata e ci siamo divertiti! Il Quaalude è un vero rifugio, un'oasi nel deserto che ho descritto prima! Angelino è il capitano di questa nave pirata che da più di vent'anni riscalda le notti genovesi e da quasi dieci anni la Big Boss Band suona nel suo locale… da lui NON ho mai sentito dire frasi del tipo: “… a me interessa che mi porti un po' di gente che consumi…”!!!

Spesso però dice una cosa: “SUONIAMO!!!”.

Lunga vita al Pirata!

Ciao,

Stevolaz

IL BUFALO BIANCO (Settembre 2006)

Innanzi tutto una premessa:

ho fatto un errore imperdonabile… ho lasciato fuori dalla lista dei miei 10 film preferiti un titolo che non posso escludere… ma poiché non mi sento di eliminare nessuno di quelli che ho scritto, la mia lista “dei 10” diventa la lista dei “10 + 1” !

Ebbene il film è INTRIGO INTERNAZIONALE del 1959 per la regia di Alfred Hitchcock. Grandi gli interpreti: il magnifico Cary Grant, James Mason, Eve Marie Saint e un giovanissimo Martin Landau. Un mix impareggiabile di intrigo, suspence e humor… viene affrontato il tema della perdita della propria identità… ma non è il protagonista che non riconosce più sé stesso, è il resto del mondo a scambiarlo per qualcun' altro… un vero incubo! Il tutto dosato in modo insuperabile da quello che forse è il regista più divertente della storia del cinema!!! Imperdibile!!!

Colmata questa grave lacuna, passiamo ad altro…

 

La notizia è di questi giorni. In una fattoria del Wisconsin è nato un bufalo bianco!!!

La cosa è molto importante, perché, secondo un'antica credenza indiana, in special modo delle tribù Chayenne e Sioux, il bufalo bianco è un dono del Grande Spirito!

Il bufalo bianco non nasce da altri bufali bianchi, come sarebbe lecito aspettarsi, ma da bufali dall'usuale colore marrone, e per questo l'avvenimento è salutato come un'evento eccezionale!

Come noto, gli indiani d'America considerano il bufalo un animale sacro, ma la nascita di un bufalo bianco è una cosa speciale, portatrice di pace e benessere per tutta la tribù!!!

Nei giorni scorsi, guardando distrattamente la tv, mi sono imbattuto in un programma interessante. Non ho idea di cosa si trattasse, ma si parlava del panorama discografico internazionale e ho voluto ascoltare.

Il giornalista di turno era, come al solito, acritico ed incompetente e con tutta naturalezza andava spiegando come, al giorno d'oggi, viene lanciata una carriera nel mondo musicale.

Tutto parte da un'indagine di mercato: “…vediamo un po' cosa vuole oggi il pubblico!”… si commissionano, alle agenzie di marketing, dei sondaggi per capire gusti, tendenze ed esigenze…

… una volta capito “cosa” serve, si delinea a tavolino un personaggio con caratteristiche precise di aspetto e di comportamento… proprio come fanno i romanzieri o gli sceneggiatori cinematografici!!!

La fase 3 è quella più facile… ma anche la più vile! Si prende il “fortunato” di turno, solitamente figlio o nipote o amico di “qualcuno”, e gli si fa interpretare la parte che, come abbiamo detto poche righe sopra, qualcun altro ha scritto.

A volte il “fortunato” è anche dotato di talento e, in ragione delle sue qualità, propone cambiamenti o idee diverse da quella di partenza… ma… NO… un momento!!! Chi potrebbe assicurare che, se si facesse così, il progetto avrebbe successo? Non si pùò rischiare!!! Ci sono troppi interessi in gioco… o si agisce secondo il piano prestabilito, o si trova qualcun altro!

OK! Adesso il PRODOTTO è pronto ad essere lanciato sul mercato secondo quanto stabilito da un'attenta e ben calibrata campagna pubblicitaria!

Capito? Ecco perché oggi abbiamo una proposta musicale piatta, compiacente ed insignificante! Perché ormai non si cerca più l'artista, ma il prodotto! Una volta si cercava l'artista che fosse bravo… perché se era bravo poteva piacere al pubblico e quindi avere successo. Oggi invece si cerca solo la cosa che avrà (!) successo.

Il risultato è quello che potete ascoltare guardando Mtv o accendendo una radio qualsiasi… la musica non propone più mode o tendenze, ma vi si adegua… è tristissimo!!!

Però la settimana scorsa ho intravisto un raggio di sole in questa tenebra… ho visto il bufalo bianco!

Vicino a dove lavoro c'è una scuola superiore e perciò i ragazzi che la frequentano non hanno più di 19 anni, ovvero il campione su cui i “capoccioni” di cui sopra basano le loro strategie di marketing. Bene un paio di ragazzi, usciti da scuola, entrano nel mio negozio per fare, bontà loro, un acquisto… hanno un lettore cd portatile nelle orecchie e si dividono gli auricolari… per rivolgersi a me se li sfilano via, ma non mettono la pausa al cd che stanno ascoltando e il volume è piuttosto alto così riesco a sentire… JAILHOUSE ROCK!!!!!!!!!

Il bufalo bianco è nato!!!

Stevolaz

P.S. In questo momento il nostro amico e fratello Poldo è in viaggio di nozze con la sua bellissima sposa!!! La Big Boss Band, con il cuore gonfio di felicità, vi augura ogni bene!!! Ciaoooooooooooo

Stevolaz

SOTTO L'OMBRELLONE (Agosto 2006)

 

Siamo ad Agosto…si è in ferie dal lavoro…relax…e ci si ritrova al mare o la sera davanti ad una birra a parlare di cazzate…e allora o.k.! Ecco il mio contributo.

Non mi piacciono le classifiche!!! Non mi piacciono affatto! Soprattutto se i soggetti delle classifiche sono opere d'arte. Penso sia stupido, da parte di chiunque e quindi anche dalla persona più esperta, affermare o voler stabilire con oggettiva imparzialità che, per esempio, Melissa degli Allman Brothers sia meglio di Who'll Stop The Rain dei Creedence o viceversa… come si fa? Certamente si può dire che entrambe sono meglio di qualsiasi cosa uno come, per esempio, Ricky Martin possa solo pensare (figuriamoci pubblicare su disco!!!)…oppure si può dire che, soggettivamente, si possa preferire l'una all'altra…ma quando ci si trova di fronte a risultati artisticamente così alti si può solo ammettere che si è di fronte a grandi cose! Punto!

Però è bello anche fare i provocatori e di solito con classifiche o elenchi preferenziali ci si riesce!

Sono anni ormai che ho stilato l'elenco dei dieci film più belli della storia, ed è arrivato il momento di dire al mondo quali siano! Naturalmente è stato dolorosissimo fare una scelta di dieci titoli…non pretendete, anche, che li elenchi secondo una classifica di valore che sarebbe, per me, impossibile da fare…comunque eccoli:

•  LO CHIAMAVANO TRINITA'

(1970) di E.B. Clucher

Con Terence Hill, Bud Spencer, Farley Granger

Non me ne frega un beneamato di registi come Fellini, Zeffirelli, Monicelli, DeSica (Vittorio), Steno, Rossellini, Benigni e chi più ne ha, più ne metta…e ancora di meno dei grandi attori italiani come Gassman, Mastroianni, DeSica (Vittorio), ecc…di tutti i film che questi grandi possono aver girato, nessuno si avvicina nemmeno lontanamente alla classe, allo splendore o al valore artistico di questa autentica genialata perfetta in tutto!!!

•  IL GRANDE SONNO

(1946) di Howard Hawks

Con Humphrey Bogart, Lauren Bacall

Da un libro di Raymond Chandler, una sceneggiatura di William Faulkner, la regia di Howard Hawks…signori il non plus ultra dei narratori americani!!! Talmente aggrovigliato che nemmeno gli attori, mentre lo giravano, avevano capito la sceneggiatura!!! Una leggenda di film. Bogart scrive i comandamenti del duro cinematografico e la Bacall quelli della bella e perversa!!!

•  RITORNO AL FUTURO

(1984) di Robert Zemekis

Con Michael J. Fox, Christopher Lloyd

Produce Steven Spielberg che decide di finanziare questa storia pensata dal suo compagno di college Zemekis e che nessuno a Hollywood voleva realizzare!!! Sostanzialmente: un film sul futuro ambientato nel passato (i mitici anni '50 americani!!!)…oppure è il contrario??? Comunque geniale! Dulcis in fundo…Johnny B. Goode…

•  SENTIERI SELVAGGI

(1956) di John Ford

Con John Wayne, Jeffrey Hunter, Natalie Wood

I detrattori di Ford e Wayne li hanno sempre definiti come dei reazionari, antisemiti e figli di puttana!!! In realtà loro stessi amavano definirsi figli di puttana, ma riguardo ai reazionari antisemiti, guardatevi questo capolavoro assoluto ed immortale che sotto un plot apparentemente semplice e tagliato con l'accetta, nasconde invece mille sfumature!!! Dolce, crudele e malinconico…come il personaggio di Wayne che racchiude in sé l'essenza e le contraddizioni degli U.S.A.

•  GREASE

(1978) di Randal Kleiser

Con John Travolta, Olivia Newton-John

Un film a base di rock'n'roll!!! Come ascoltare Hound Dog per 2 ore di fila o vedere una maratona di puntate di Happy Days…forse il mio apprezzamento per questo film trascende il suo reale valore…ma ogni volta che lo vedo, m'innamoro di Olivia Newton-John e voglio essere come John Travolta!!! Voi no?

•  LA GRANDE FUGA

(1963) di John Sturges

Con Steve McQueen, Charles Bronson, James Coburn, James Garner, Donald Pleasance, Richard Attenborough

Uno dei primi esempi, insieme a I Magnifici Sette, di film corali della storia. Neanche a dirlo, i miei due personaggi preferiti sono gli americani (interpretati da McQueen e Garner), ma la sceneggiatura è un gioiellino! La fuga in moto di Steve McQueen è un cult assoluto!

•  IL PADRINO

(1978) di Francis Ford Coppola

Con Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Robert Duvall, Diane Keaton, Talia Shire

Cosa dire? Il film potrebbe benissimo finire dopo i primi 5 minuti, ovvero dopo che Brando ha fatto il suo monologo d'apertura! Io lo conosco a memoria battuta per battuta!!! E Al Pacino? Non è mai stato più mostruoso di così…nemmeno quando ha fatto Scarface.

Cinema d'autore e blockbuster allo stesso tempo! Take Care Business!!!

•  PULP FICTION

(1994) di Quentin Tarantino

Con John Travolta, Bruce Willis, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Harvey Keitel, Christopher Walken

E' il film che ha resuscitato John Travolta…solo questo basterebbe per me! Però è in questa lista perché è davvero qualcosa di bello e diverso. E' un punto di rottura e da lì in poi si è dovuto tener presente che esisteva anche un altro ingrediente da mettere nella torta!!! Nell'epoca moderna, in cui è rimasto davvero poco da inventare, non è cosa trascurabile…

•  LA STANGATA

(1974) di George Roy Hill

Con Paul Newman, Robert Redford, Robert Shaw

Il film che ha inventato il colpo di scena!!! Ma non sarebbe servito…una colonna sonora da sballo, una sceneggiatura brillante, due protagonisti che più validi non si può!!! Non saprei dire quante volte l'ho visto…ma sono davvero tante!

•  UN DOLLARO D'ONORE

(1959) di Howard Hawks

Con John Wayne, Dean Martin, Angie Dickinson, Walter Brennan, Ricky Nelson

Signore e Signori ecco la quintessenza del mito americano: il western!!!

Le gambe di Angie Dickinson (all'epoca Miss Gambe degli Stati del Sud), i brontolii del “vecchietto” per eccellenza Walter Brennan, Dean Martin che canta My Rifle, My Pony And Me, Ricky Nelson che lancia al volo un fucile e spara ai cattivi e…su tutti, lassù il Duca! Niente altro da dire.

 

Se avrete occasione di parlare con me di cinema e non li avete mai visti, cambiamo argomento che è meglio…ma se l'argomento alternativo deve essere la musica, pensate bene a ciò che avete intenzione di dire, perché potreste peggiorare la situazione…

P.S. Naturalmente fuori classifica ci sono tutti i film di Elvis!!!

Buon bagno!

 

Stevolaz

IT'S ONLY ROCK'N'ROLL…BUT WE LIKE IT!!! (Luglio 2006)

…Non ne conosco il motivo… chissà come mai?... sarà che è il mese con il primo caldo… ma secondo me Luglio è veramente rock'n'roll. Attenzione non rock, ma rock'n'roll!!!
Spesso si tende a confondere il rock con il rock'n'roll, ma io credo che siano due cose distinte… certo hanno moltissimi aspetti in comune e, di sicuro, qualche volta un pezzo rock può contemporaneamente essere rock'n'roll o viceversa, ma ci sono alcune decisive differenze tra i due generi e non tutti se ne accorgono.
Muddy Waters docet :”Il blues ha avuto un figlio… e l'ha chiamato rock'n'roll…”!
Muddy questo lo diceva negli anni '50, quando l'allora neonato rock'n'roll andava imponendosi nei cuori e nelle orecchie dei giovani americani e rubava al blues l'etichetta e, soprattutto il mercato, di musica “selvaggia”. Logico quindi che i bluesman dell'epoca come, appunto, Muddy o BB King o Fats Domino nutrissero un sentimento di sufficienza verso quello che, di fatto, essi ritenevano un appropriamento indebito di musica da parte della cultura bianca. È comprensibile: in ogni campo, e quindi anche in quello musicale, si tende sempre a far notare che una certa cosa è “figlia” di un'altra, conferendo alla cosa d'origine un'importanza maggiore proprio per il fatto di essere generatrice. Ma questo non è mai capitato al rock'n'roll!
I primi vagiti del rock'n'roll si ebbero con il rockabilly. Questi era un genere che nasceva dall'aggiunta di elementi sessualmente espliciti e tipici del rhythm'n'blues, alla parte più allegra e scanzonata della musica country chiamata hillybilly. Il risultato era un ritmo frenetico e allegro, condito da testi le cui allusioni sessuali erano piccanti e spiritose. Dietro l'angolo il rock'n'roll!
L'evoluzione era più estetica che musicalmente sostanziale… l'elemento sesso divenne sempre più importante e dichiarato e anche il modo di proporre le canzoni diventava sempre meno misurato, accompagnato com'era da urla e movimenti selvaggi. La ritmica diventava sempre più prepotente grazie ad un uso più spregiudicato della batteria e all'introduzione di riff di chitarra sempre più frequentemente studiati e quadrati, anziché lasciati all'improvvisazione. Il tutto condito da un'atmosfera, sempre e comunque, spensierata, allegra e scanzonata.
Questo era rock'n'roll!!!
Poi Elvis partì per 2 anni di militare, Jerry Lee Lewis finì nei guai sposando una cugina minorenne, Chuck Berry si ritrovò in galera, Little Richard ebbe una crisi mistica e prese i voti, Buddy Holly morì in un incidente aereo, Carl Perkins avrebbe impiegato anni a riprendersi da un grave incidente stradale, Johnny Cash, consumato da alcol e droghe, spese un paio d'anni per rimettersi in carreggiata….. il mondo cambiò e i giovani maturarono… così anche la loro musica.
Quel tono allegro e divertito, di cui parlavamo prima e che era stato tratto distintivo del rock'n'roll, si tinse di nero perché il mondo non era più ottimista, impaurito com'era dalle tensioni tra russi e americani… i testi delle canzoni andavano sempre maggiormente in direzioni “politiche”, i giri di accordi uscivano dagli schemi tradizionali del blues e aumentava l'uso degli accordi in “minore”, l'impatto sonoro s'irrobustiva con l'introduzione del basso elettrico e con i suoni sempre più sporchi ed aggressivi delle nuove chitarre e dei nuovi amplificatori… insomma… il rock'n'roll ebbe un figlio e lo chiamò rock!!!
Affiancato a questo suo discendente così serio e possente, il progenitore leggero e spensierato divenne una cosa piccola… musica spiritosa con cui divertirsi ma da non prendere troppo sul serio… tutto il contrario di quanto accadde al blues, che invece, a suo tempo, divenne musica per raffinati buongustai. Ancora oggi i musicisti, che non siano veri appassionati del genere, ti dicono:”… tanto i rock'n'roll sono tutti uguali…”
Io non la penso così!
... Sarà che è Luglio… il primo caldo… si esce la sera e tutti hanno il sorriso stampato in faccia… sarà perché era una calda e torrida notte quel 5 Luglio quando un ragazzo di 19 anni iniziò a strimpellare con la sua chitarra scordata un vecchio pezzo di Arthur “Big Boy” Crudop……. ma lo suonava con un arrangiamento tanto strano… non si era mai sentito niente di simile prima.....
“… Well that's all right mama, that's all right with you…..”

 

Stevolaz

PARLIAMO DI GUSTI? (Giugno 2006)

Da dove nascono i gusti di una persona? Sono cose scritte nel codice genetico di ogni individuo, oppure sono cose che si affinano esclusivamente con il tempo e l'educazione? Non saprei dire…
Gli antichi greci, padri del pensiero della moderna civiltà, ritenevano che tutti i neonati nascessero uguali e li paragonavano ad un foglio bianco sul quale scrivere attraverso l'educazione e la filosofia: in questo modo non era possibile che un ragazzo cresciuto nell'ambiente giusto potesse avere una vita non degna… da allora sono passati molti anni…
Senz'altro esiste una risposta scientifica  e io non la conosco, ma a me piace pensare che ciascun uomo sia unico ed irripetibile, per cui tra tutte le informazioni contenute nel DNA dovrebbero esserci anche quelle che individuano, almeno per linee generali, gusti ed inclinazioni personali… con il passare del tempo queste linee generali si formano e si particolarizzano attraverso le esperienze che ciascuno vive… ed è così che, secondo me, si creano gusti e preferenze, che però sono una cosa in divenire… mutevole nel tempo…non sono cose statiche… non esiste un momento in cui uno dice: “ecco ho formato i miei gusti!”… Proprio perché la loro formazione è influenzata dalle cose che ci circondano, dall'habitat in cui viviamo, esse sono un'esperienza in continua evoluzione.
Se guardo al panorama discografico negli anni tra il 1965 e 1975 vedo che alcune delle figure che si dividevano la scena musicale (qualcuno di loro affermato già da parecchio tempo, qualcun altro all'apice del successo e qualcuno a inizio carriera…) erano queste… ditemi se ne conoscete qualcuno:
ELVIS PRESLEY, THE BEATLES, CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL, THE ROLLING STONES, THE ALLMAN BROTHERS BAND, THE BYRDS, JIMI HENDRIX, ERIC CLAPTON, THE BAND, BOB DYLAN, JANIS JOPLIN, THE DOORS, THE BEACH BOYS, LYNYRD SKYNYRD, THE DOORS, ECC…  più tutti gli altri… alcuni mi piacciono di più, altri di meno, altri ancora non mi piacciono affatto, ma erano tutti dei grandi!!!... ancora: non solo le superstar, ma anche le “seconde linee” erano artisti di grandissima caratura, spesso autori o interpreti di grandi classici del rock!!!
Ecco alcuni album usciti nel 1969:
ABBEY ROAD (The Beatles) / BACK IN MEMPHIS (Elvis Presley) / GREEN RIVER (Creedence Clearwater Revival) / LED ZEPPELIN (Led Zeppelin) / LET IT BLEED (The Rolling Stones) / TOMMY (The Who) / BALLAD OF EASY RIDER (The Byrds) / NASHVILLE SKYLINE (Bob Dylan) / I SAY A LITTLE PRAYER (Aretha Franklin) …ecc… tutti questi erano in classifica e, un po' per uno, si sono passati il testimone alla vetta di “Bilboard”, senza considerare il fatto che sono album che hanno mercato ancora oggi, essendo diventati dei classici…
Seguendo la teoria dell'evoluzione del gusto che ho provato a delineare qualche riga sopra, sarebbe lecito pensare che nel corso degli anni tutto sia migliorato e che i figli e i nipoti artistici di quei grandi musicisti o di quei mitici album sopra citati siano chissà quali capolavori… e invece il risultato di cotanta evoluzione, quelli che dovrebbero essere gli X-Men musicali sono… Britney Spears, Ricky Martin, Robbie Williams, Oasis, ecc….. insomma a me fanno cagare!!!
... Ma farebbero cagare anche voi che li ascoltate e che, magari, comprate i loro dischi se solo poteste avere un metro di paragone! Purtroppo non potete averlo perché le tv, le radio e i media in generale, vi bombardano dicendovi quanto siano bravi. La verità è che se non si è appassionati, non si ha lo stimolo di andare a cercare, di andare a scoprire i Veri Grandi… se così fosse vi rendereste conto di quanto sia desolante il panorama musicale attuale…..
…Tutto è talmente triste, che John Fogerty, al suo secondo tour consecutivo in Europa, per il secondo anno consecutivo (scusate la ripetizione, ma è per ribadire!!!), ha deciso di non far tappa in Italia… ora quando i promoter scelgono le tappe dei tour per gli artisti, non lo fanno a caso, ma in base ai dati di vendita… evidentemente Fogerty da noi non vende un cazzo!!!... ma pare che, per fortuna (!), Christina Aguilera venga in Italia quest'anno… mi raccomando, non perdetela!


Stevolaz

ROCKIN' FOLK! (Maggio 2006)

Stramaledetto Bob Dylan!!! Lo odio… e lo amo… lo odio perché, diciamoci la verità, non ha mai saputo né cantare né suonare, ma lo amo perché ha scritto delle canzoni meravigliose!!!
Ripeto CANZONI!!! Meravigliose! Non poesie, non saggi, non trattati… ma canzoni! Perché se si mettono insieme parole e musica, il risultato è una canzone.
Quando Dylan ha iniziato il suo percorso artistico era un fan di Hank Williams, Elvis Presley, Johnny Cash, ma viveva un'epoca molto diversa di quella in cui erano diventati famosi i suoi idoli… l'America e il mondo dei primi anni '60 erano un focolaio di tensioni sociali, razziali e politiche (penso a Kennedy, Martin Luther King, Castro e la questione cubana, l'inizio della guerra fredda, ecc…) e la “ribellione” giovanile, che negli anni '50 proveniva da inquietudini senza causa e si manifestava nel selvaggio rock'n'roll, adesso era una cosa complicata, maturava e diventava lotta contro il “sistema”.
In un panorama simile uno come Dylan non poteva passare inosservato e quindi sfondò! Ad un tratto diventò il rappresentante della protesta sociale della giovane America e i suoi dischi venivano apprezzati più per il dato politico che per quello musicale!
Per un certo periodo la cosa funzionò e a lui piaceva, ma poi…
Ad un certo punto Dylan ebbe un sussulto. Era già famoso, all'apice del successo, i grandi gruppi come i Beatles, i Rolling Stones o i Byrds, guardavano a lui come ad un mentore, i vertici di Washington tremavano ogni volta che c'era un suo concerto, la rivoluzione di cui egli si faceva portabandiera era nel pieno della sua espressione... ma decise di fare un gesto incredibile: decise di abbandonare la chitarra acustica e le ballate folk che tanta gloria gli erano valse, per imbracciare la chitarra elettrica e cercare un suono più ruvido e più rock… certo, non avrebbe mai lasciato l'impegno sociale che ancora oggi lo accompagna, ma decise di ritirarsi dalla politica.
Il suo pubblico non lo perdonò, se non con il passare del tempo.
Non mi sono mai documentato troppo su Bob Dylan e perciò non sono in grado di fare un'analisi che sia “storicamente” veritiera di questa sua scelta, però ho una mia opinione.
Se sei un'artista è certo che ti faccia piacere che gli altri apprezzino o, quantomeno, valutino la tua arte in quanto tale. Ad un certo punto le canzoni di Bob Dylan non venivano più recepite da un punto di vista musicale, ma solo da un punto di vista politico… ma Dylan non era (e non è!) un uomo politico e così decise di impastare la voce con il sound delle chitarre elettriche, così forse la gente avrebbe ascoltato non solo quello che diceva, ma anche come lo diceva. Certo questo non dev'essere stato l'unico motivo scatenante di questa svolta, ma credo che abbia giocato una parte importante.
In questi giorni è uscito l'ultimo album di Bruce Springsteen “We Shall Overcome”. Il Boss ha ripreso le canzoni del, da noi semi sconosciuto, folk-singer Pete Seeger e ne ha fatto un inno alla gioia!!!
Ho letto numerosi articoli su diversi giornali e su internet che commentavano questo disco, ma,  come spesso purtroppo accade quando si parla dei dischi di Springsteen, si parla poco di musica e molto d'altro. Come è noto i testi del Boss sono sempre molto attenti alle tematiche sociali e il suo impegno in questo senso è incredibilmente forte e riconosciuto, però… parliamo anche un po' di musica dannazione!!! In fondo, prima di qualsiasi altra cosa, Bruce Springsteen è il più grande rappresentante della musica rock del nostro tempo. Certo è un'acuto osservatore del mondo che lo circonda ed è giusto sottolineare l'impegno civile che egli, credo sia evidente, vuole sia una parte importante del suo lavoro, ma, per favore, ascoltiamolo anche un po' con le orecchie di chi vuole sentire buona musica fatta bene… nell'epoca di Britney Spears e Robbie Williams ne abbiamo bisogno!
Allora ascoltiamoci questo disco che non è il più bello di Springsteen, ma cazzo quanto è bello…
I testi e le storie sono tutt'altro che leggeri, ma d'altro canto parliamo di Pete Seeger, uno che, insieme a Woody Guthrie, ha fatto dell'impegno sociale una missione nella vita! Springsteen però non ha scelto di recitarli accompagnato da una semplice chitarra acustica, ma ha voluto una band dal sound “ubriaco” che ricreasse le atmosfere di una vecchia cantina del quartiere francese di New Orleans. Ha voluto fare musica, e musica particolare!!!
Qualcuno mi ha detto che sembra “una festa di paese”, ed è così… è allegro, coinvolgente, semplice, scanzonato, fresco, divertente… sound dixie, cori gospel, anima country e, su tutto, la voce di Springsteen… dura come una pietra!!!
Parliamo di musica dannazione… c'è molto da dire!!! Altrimenti la gente crederà che l'unica differenza tra il Boss e gli Oasis stia solo negli argomenti trattati e nelle tematiche affrontate, piuttosto che in una concezione musicale profondamente diversa…
Dylan voleva fare musica, certo… parlando di determinate cose, ma voleva,  e vuole ancora, fare musica! Lo stesso credo sia per il Boss, altrimenti appenderebbe la chitarra ad un muro!
O.K.! Lasciamogliela fare e vogliamo loro bene per questo!

Stevolaz

WESTERN (Aprile 2006)

Per conto mio, solo uno è il genere cinematografico per eccellenza: il western!
Se escludiamo i cosiddetti “sottogeneri”, i film vengono catalogati secondo convenzionali categorie ben limitate anche se dai contorni non troppo precisi:
•       Drammatici, i cui sottogeneri sono il melodramma, lo storico, il sentimentale, il biografico, ecc…
•       Commedie, i cui sottogeneri sono il comico, la farsa demenziale, il musical, di nuovo il sentimentale, ecc…
•       Avventura, i cui sottogeneri non si contano, si va dal poliziesco (che a sua volta comprende noir e spy story) al cappa e spada, dall' action movie al fantascientifico, per non dimenticare il thriller (da cui discende l'horror), ecc…
Drammi e commedie esistevano già dalla notte dei tempi in tutti i teatri del mondo e, in una certa misura, anche il musical esisteva prima dell'arrivo del cinematografo, se è vero che le opere liriche o i balletti sono storie raccontate in musica.
Il western però è un'altra cosa. Intanto nasce con il cinema… qualcuno direbbe che è il cinema! E poi può essere un genere a sé o tutti gli altri insieme.
I western non sono semplici film in costume dove si ritrovano dei cowboys a cavallo che sparano… i western hanno tematiche, situazioni e stereotipi fortemente caratterizzanti… così possono essere western sia semplici film d'avventura, sia struggenti melodrammi… sia serrati polizieschi, sia divertenti commedie.
Come accennavo prima, le storie del vecchio west hanno potuto conquistare la qualifica di “genere” perché sono nate con il cinema… non ne sono sicuro, ma credo che il western intitolato “La Grande Rapina Al Treno”, quello che si concludeva con la famosa scena del bandito che spara al pubblico puntando la cinepresa, fosse il primo lungometraggio della storia ad avere senso “narrativo”, cioè raccontava una storia compiuta con tecniche di sceneggiatura e montaggio. A buon diritto, quindi, si può affermare che il western abbia alfabetizzato l'arte cinematografica, contribuendo in maniera determinante a definirne modi, tempi e convenzioni.
I grandi western parlano di amicizia, amore, libertà, vendetta, vittorie e fallimenti... hanno bellissimi ed imponenti paesaggi a fare da contorno e, anzi, spesso questi stessi sono i veri protagonisti della vicenda. I personaggi, siano essi bianchi o indiani, cattivi o buoni, devono sempre lottare contro un mondo di convenzioni per affermare il proprio diritto all'esistenza. Spesso sono vagabondi disillusi e cinici, altre volte ubriaconi delusi dalla vita, oppure sono sceriffi tutti d'un pezzo che, nel bene o nel male, non scendono mai a compromessi.
Adoro i western!!!... Sempre e comunque sono film nei quali nessun uomo può dire ad un altro cosa fare o dove andare!!!
Mi ricordano qualcosa…qualcosa di libero e selvaggio…di ribelle…il rock'n'roll!!! Appunto!!!

Stevolaz

 

 

QUESTIONE DI COGNOMI (Marzo 2006)


Questione di cognomi…già…oppure di… coglioni? Mah...vediamo di capirci qualcosa.
La storia dei cognomi è molto antica.
In tempi arcaici, il cognome non era in uso…proprio non esisteva. La prima comparsa di una cosa che poteva somigliargli l'abbiamo sul finire dell'epoca della Repubblica nell'antica Roma. Iniziò allora, infatti, l'uso dei tre nomi…ma facciamo un esempio: Marco Tullio Cicerone.
Marco era il preanomen, quanto di più simile al nostro nome proprio;
Tullio era il nomen, ovvero quello che ne indicava il ceppo famigliare (i latini lo chiamavano gens) e perciò la cosa più simile al nostro cognome;
Cicerone era il cognomen, ovvero il soprannome che serviva ad ovviare alle possibili omonimie;
Riassumendo: se io fossi un personaggio del “De Bello Gallico”, Cesare avrebbe scritto di me come “Stefano Dentone Stevolaz”!!!
Con l'avanzare della storia, anche i modi che le persone usano per distinguersi cambiano…perciò da i tre nomi romani dell'epoca repubblicana, si passa ai due dell'epoca tardo-imperiale, dopo la caduta dell'impero e con l'avvento delle invasioni barbariche si ritorna ad un nome solo per poi ricominciare l'uso dei nomi multipli in epoche successive…Gli studiosi affermano che l'uso del cognome, così come lo intendiamo oggi, sia da far risalire intorno al secolo XI.
Possiamo dunque affermare, in tutta tranquillità, che l'uomo ha dovuto creare un sistema di nomi multipli perché il nome proprio non era sufficiente a distinguere un individuo da un altro.
A volte, però, incontriamo casi di comunanza di cognomi tra persone che nemmeno si conoscono e allora abbiamo il rischio di confonderci…ripensandoci forse il sistema romano era più affidabile!!!
Chiariamolo subito: per me esiste un solo McCartney al mondo che di mestiere fa il musicista…e si chiama PAUL!!!!!
Facendo distrattamente zapping in televisione nelle settimane scorse, sento parlare, un po' qua e un po' là, di un nuovo “fenomeno” musicale che ha venduto tonnellate di dischi in tutto il mondo…le ragazzine gli “muoiono” dietro, riesce a coniugare lo stile di un grande crooner con quello di una consumata rock star, bla bla bla bla bla…il suo cognnome è McCartney…ma il suo nome non è Paul…è Jesse!!!
L'altra sera accendo la tv, giro su Rai1…c'è SanRemo…superospite: McCartney…ma Jesse dannazione, non Paul! Allora lo guardo: prima ancora che comici a cantare lo detesto! E voglio che cominci al più presto, così lo posso detestare di più!!!
Poi comincia…lo ascolto…finisce…mi ha fatto schifo…ma non riesco ad odiarlo! In fondo che colpa ne ha lui? E' solo un ragazzino belloccio di 19 anni che ha fatto un disco pop non più schifoso della maggioranza di quelli che si sentono in giro al giorno d'oggi e che ha la sfiga di chiamarsi McCartney di cognome!Ma dico io…questo avrà un agente o qualcuno che lo rappresenta?
Allora non è questione di cognomi…ma di coglioni!!! Secondo me se ti chiami Leonardo e vuoi fare lo scienziato…come minimo devi scoprire la fusione fredda!!! Se ti chiami McCartney e vuoi fare il musicista…non lo fare che è meglio!!! Oppure inventati un nome d'arte…una volta si usava!!! Naturalmente sono consapevole che l'agente di Jesse è un “furbacchione” e non si è lasciato sfuggire l'occasione di sfruttare un cognome del genere…ma questo contribuisce a confermare la bassa opinione che ho dell'industria musicale del giorno d'oggi!
Senza scomodare capolavori assoluti del periodo Beatles di Sir Paul, provate ad ascoltarvi “Maybe I'm Amazed” del periodo Wings confrontandola con il singolo di Jesse che gira per le radio….. HO RAGIONE OPPURE…HO RAGIONE???
Stevolaz

 

COSE DA ASCOLTARE E VEDERE QUANDO CI SI SENTE DI MERDA (Febbraio 2006)

 

Piccolo prontuario aggiornabile per momenti difficili:
•       Elvis che canta BABY LET'S PLAY HOUSE nella registrazione originale del 1954
•       Il monologo di apertura de IL PADRINO recitato da Marlon Brando
•       John Travolta/Tony Manero che balla in assolo per far vedere al fratello quanto sia bravo ne LA FEBBRE DEL SABATO SERA
•       Il video di BORN IN U.S.A.
•       Dean Martin che canta, insieme a Ricky Nelson, MY RIFLE MY PONY AND ME in UN DOLLARO D'ONORE
•       Duane Allman che accompagna alla chitarra acustica Delaney & Bonnie in COME ON IN MY KITCHEN
•       Lo show televisivo della NBC intitolato THE '68 COMEBACK SPECIAL, che segnò il ritorno di Elvis sul trono del rock dopo 8 anni di prigionia dorata a Hollywood
•       I Beatles che suonano GET BACK sul tetto della Apple in pieno centro a Londra
•       La “mano destra” e la “mano sinistra del diavolo” ovvero Terence Hill e Bud Spencer nei film di Trinità
•       Il suono della chitarra di John Fogerty in PROUD MARY
•       L'assolo di chitarra di Eric Clapton nella versione acustica di OLD LOVE suonata durante l'MTV UNPLUGGED
•       MELISSA della Allman Brothers Band
•       Michael J. Fox/Marty McFly che suona JHONNY B. GOODE in RITORNO AL FUTURO
•       La scena del funerale ne IL GRANDE FREDDO  sulle note di YOU CAN'T ALWAYS GET WHAT YOU WANT dei Rolling Stones
•       Le 3 serie televisive più belle della storia: HAPPY DAYS, HAZZARD, STARSKY & HUTCH
•       Ethan Edwards ovvero il personaggio interpretato da John Wayne in SENTIERI SELVAGGI
•       Rita Hayworth in GILDA, Lauren Bacall ne IL GRANDE SONNO, Marylin Monroe in NIAGARA, Faye Dunaway ne IL CASO THOMAS CROWN, Kim Basinger in 9 SETTIMANE E ½
•       Le chitarre di Jerry Reed e Chat Atkins che duettano in JERRY'S BREAKDOWN
•       L'assolo di pianoforte eseguito da Johnny Johnston in WEE WEE HOURS di Chuck Berry
•       Paul Newman che suona il banjo in memoria della madre defunta in NICK MANO FREDDA
•       La versione di RUSTY CAGE  che Johnny Cash canta nel disco UNCHAINED
•       IT'S TOO LATE  di Carol King ascoltata la domenica mattina appena alzati
•       La scena in cui  i Cruisers provano per la prima volta ON THE DARK SIDE nel film LA BANDA DI EDDIE
•       Le 7 regole da rispettare quando si gioca a biliardo che dice Don Johnson/Marlboro Man nel film HARLEY DAVIDSON & MARLBORO MAN
•       Muhammad Alì nel documentario WHEN WE WERE KINGS
•       Il piano di Professor Longhair in TIPITINA… è già uno spettacolo il solo ascolto, ma il non plus ultra è vederlo eseguirla nel documentario PIANO BLUES di Clint Eastwood
•       Steve McQueen che gioca con la palla da baseball rinchiuso nella cella di punizione ne LA GRANDE FUGA
•       La Big Boss Band e gli Used Cars insieme sul palco del Quaalude a Natale che suonano e cantano THE LION SLEEPS TONIGHT e OH HAPPY DAY
•       HEARTBREAK HOTEL

 

Stevolaz

 

 

 

BLUES (Gennaio 2006)


Peter Guralnick è uno degli scrittori di musica americana più rispettati sia dalla critica che dal pubblico. Nella sua quarantennale carriera (ha iniziato a scrivere di rock'n'roll nel 1964 all'età di 20 anni) ha scritto di musica per le maggiori testate editoriali specializzate degli Stati Uniti e i suoi libri sono il punto di riferimento per chiunque voglia conoscere la “vera” storia del Rock'n'Roll.
Tutti coloro che hanno scritto di musica americana dagli anni '70 ad oggi si sono confrontati con i sui scritti. Per citare solo alcuni dei suoi libri (sono poi quelli che ho letto io) SWEET SOUL MUSIC, IN CERCA DI ROBERT JOHNSON, L'ULTIMO TRENO PER MEMPHIS, CARELESS LOVE.
Naturalmente quello a cui sono più legato è L'ULTIMO TRENO PER MEMPHIS, dove si racconta la vita di Elvis, dalla nascita al 1958 quando partì per il servizio militare e fu costretto a stare lontano dalle scene per ben 2 anni. Ebbene, nella prefazione, dove l'autore segna il tracciato da seguire per poter comprendere pienamente il testo, Guralnick fornisce in sottotesto quella che, secondo me, è la più calzante definizione di Blues.
Faccio un passo indietro: in questi giorni mi sono trovato ad ascoltare parecchia musica… ma non ero in vena di ascoltare né cose dai ritmi frenetici, né cose troppo spinte. Ho ascoltato album come “Back in Memphis” del 1969 di Elvis, “The Man Comes Around” del 2000 ultimo lavoro di Johnny Cash, “Modern Sounds in Country & Western Music” del 1961 di Ray Charles e “If You Knew My Mind” del 2005 prima pubblicazione ufficiale di un quasi illustre sconosciuto della Louisiana che risponde al nome di Greyson Capps. Mentre ero immerso nell'ascolto, così per puro divertimento, cercavo di catalogare ciò che stavo ascoltando…questo era country, questo era blues, questo era folk, questo non avrei saputo dire…ecc…quando mi sono reso conto che ciò che stavo facendo era immensamente stupido!!!
Uno dei doni più graditi, che mi sono stati fatti in occasione delle appena trascorse feste natalizie, è un libro: MYSTERY TRAIN di Grail Marcus. Io non conoscevo questo testo scritto nel 1974, ma pare che sia anch'esso una delle più importanti pubblicazioni esistenti sulla musica Rock. Devo ancora finirlo, ma la lettura mi coinvolge e, almeno fino ad ora, mi appassiona veramente tanto!
In questo libro si parla del Rock'n'Roll come di vera e propria cultura americana… in una stessa frase vengono citati Mark Twain ed Elvis Presley, The Band e Abramo Lincoln, Robert Johnson e Tennessee Williams…il blues, il country, il rock'n'roll non vengono mai trattati come generi musicali individuali, ma come un solo ed unico genere: musica tradizionale americana.
Questa apertura mi ha fatto capire quanto fossi stupido a cercare di catalogare ciò che stavo ascoltando e mi ha permesso di fare una scoperta: la musica è una e sola, che importa quali siano le sue caratteristiche tecniche o stilistiche, che importa il modo in cui è eseguita… l'importante è che arrivi all'Anima di un uomo…
Ma torniamo alla definizione che Peter Guralnick fornisce di Blues.
In un passaggio del libro che ho citato sopra, egli afferma di essere un grande ammiratore di Elvis perché era un grande cantante Blues…“…Blues inteso non come genere, Elvis ha cantato di tutto nella sua carriera e certamente non è mai stato un cantante di genere…il Blues inteso come Sentimento, come Anima… qualsiasi cosa cantasse, fossero frenetici rock'n'roll o dolci ballate, cantava dell'Anima dell'Uomo…”
Dannazione!!! Questa è la definizione di musica che voglio! Questo è quello che ciascuno di noi che ascolta musica, come qualcosa di più che un semplice passare il tempo, cerca! Forse questo è quello che cerca ciascun uomo nel cammino della vita… la propria Anima!
Ebbene quando si ascolta musica che ci entra dentro, ci procura emozioni, sentimenti… che ci fa venire i brividi… voglia di piangere, ridere…voglia di stare soli o di cercare compagnia per condividerla, quella è buona musica…quella è musica dell'Anima…è Blues…appunto!!!

Stevolaz