
2005
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SGUARDI TRASVERSALI (Dicembre 2005)
Non ho mai provato una grande simpatia per John Lennon. Non sono mai stato un suo accanito fan. Il suo carisma non mi ha mai affascinato. Forse perché la sua voce nasale e a volte un pochino effeminata non mi è mai piaciuta un gran che, il suo stile di canto non mi ha mai stupito e certamente come strumentista non era un tecnico… Ma era un genio… dannazione!!!
Questo mese , per l'esattezza il giorno 8, ricorre il 25° anniversario della sua morte.
Io sono tra quelli, la minoranza in realtà, che preferiscono McCartney e, comunque, nel famoso dualismo, io, complice il mio amore per la musica americana, ho sempre preferito gli Stones, che notoriamente sono i più “americani” tra gli inglesi…però se non riconoscessi l'immenso valore artistico di Lennon non capirei un cazzo di musica!
Forse proprio perché non sono un suo fan sfegatato, trovo più interessante il Lennon dall'ultimo periodo dei Beatles e degli anni '70, quello maleducato, oltraggioso e spettinato… piuttosto che quello dei primi Beatles: un bravo ragazzo sempre in ordine e composto. Però una cosa devo riconoscere: sempre è stato innovatore e rivoluzionario!
Nel periodo Beatles, Paul scriveva grandi capolavori raffinati, ma John scriveva canzoni veramente diverse… direi musicalmente trasversali, che non possono essere etichettate. Sempre partiva dal Rock'n'Roll, ma poi arrivava da un'altra parte aggiungendo delle stranezze stilistiche che ad altri non era concesso neppure immaginare! E questo è il genio!
Negli anni '70 poi la sua originalità è andata calando o forse si è dispersa anche nelle altre forme d'arte che lo attiravano e lo coinvolgevano, ma il suo talento rimaneva e lo sosteneva nel proporre pezzi di musica che sono entrati nella storia e nell'immaginario collettivo.
Un vecchio adagio recita che chi muore giovane è amato dagli dei e finisce di diritto nell'Olimpo; così è stato anche per John che ha trovato la morte nel modo più violento possibile, l'omicidio, lui che era un portabandiera del pacifismo più ostinato.
Così, con la sua morte, si chiusero tutte le polemiche che accompagnavano ogni sua iniziativa e che erano provocate non solo da quella categoria di benpensanti e bacchettoni che da sempre osteggia il Rock'n'Roll ed i suoi portabandiera, ma anche da quel pubblico che lo aveva troppo amato in passato e che adesso non riusciva a perdonargli completamente sia l'aver contribuito a sciogliere i Beatles, sia il voler sempre procedere in direzioni artistiche alternative e non catalogabili.
Dopo la sua morte, come sempre accade, tutto gli è stato perdonato e la sua immagine è stata strumentalizzata spesso più del dovuto e, probabilmente, al di là di ciò che realmente rappresentava. I “dotti” e i “sapienti” hanno trovato nella sua musica profondi e nascosti significati che probabilmente lui non avrebbe condiviso…o forse sì…chi può dirlo? La cosa più bella, quando si vuole omaggiare e ricordare in modo corretto un musicista, è stare zitti, non dire scemenze e ascoltare la sua musica… e ciascuno troverà qualcosa!!!
Buon Natale e felice anno nuovo da tutta la BigBossBand.
Stevolaz
SPAGHETTI ROCK (Novembre 2005)
Chi segue la BigBossBand da più di qualche anno, o meglio chi ci si è imbattuto anche prima di qualche anno fa, sa bene che, anche in tempi non sospetti, siamo sempre stati grandi estimatori di Adriano Celentano! Infatti fin dai primi tempi abbiamo avuto in repertorio un pezzo fantastico del ragazzo della via Gluck: Sei Bellissima…
Nel presentare il pezzo dal vivo ho sempre chiesto al pubblico chi, secondo loro, fosse l'unico vero rocker italiano… un po' per sfida… essendo ben consapevole che subito, inconsciamente, si pensa a gente come Vasco o Ligabue (di cui comunque ho stima)… io invece ho sempre detto Adriano Celentano!
Musicalmente parlando sono un sacco di anni che Adriano non propone più del sano rock'n'roll nei suoi dischi… si è commercializzato ed è diventato pop!
Bisogna comprendere che sono quasi quarant'anni che non ha più trent'anni e, se vuole continuare a vendere dischi, deve tenere conto del fatto che i suoi cd non li comprano i ragazzini… in più è diventato più stonato di quanto già non fosse in passato… però prima era una stonatura puramente estetica, adesso è quella di uno che non ne ha più tanta voglia!!!
Però non bisogna mai dimenticare che stiamo parlando di un pioniere del rock in Italia: Adriano era uno dei pochi che cantava Jailhouse Rock e Rock Around The Clock in lingua originale (inventandosi qualche parola, come facciamo anche noi) già nel '59: in un paese dalla cultura musicale autonoma e, soprattutto, autoprotettiva come l'Italia, non è cosa da poco!... Gli albori della musica rock in Italia sono Il Tuo Bacio è Come Un Rock, 24000 Baci, Furore… negli anni '60 ha continuato a proporre grandi pezzi di genere ma sempre innovando, contaminando o comunque imprimendo grande originalità come in Festa, Stai Lontana da Me, Pregherò… nei settanta i grandi capolavori e i grandi successi come Azzurro, Soli, Sei Bellissima, Storia D'Amore, Svalutation, Una Carezza In Un Pugno, ecc… negli ottanta, mentre gli altri giocherellavano con i sintetizzatori, lui rispolverava vecchi pezzi americani e faceva due dischi di cover riproponendo canzoni di Elvis, dei Beatles, di Neil Diamond, della tradizione Gospel in due album in italiano diventati ormai classici…poi la musica è passata in secondo piano e si è dato alla TV.
Ma il rock è rimasto!!!
Quello che i media non hanno capito, non solo del recente RockPolitik, ma di tutta la tv del molleggiato, è che anche il “politik” deve essere visto nell'ottica del “rock”! Mi spiego.
Il Rock'n'Roll non è soltanto una musica ritmata in 4/4, è uno spirito rivoluzionario, trasversale, per certi aspetti sovversivo, non sempre giusto, ma mai banale e per nulla accondiscendente! Comunque originale!!!
Questo è Celentano e questa è la sua tv, che poi di tv non ha niente… casomai è cinema trasmesso in televisione! Sbaglia chi lo vuole schierato da una parte o dall'altra: lui sarà sempre puro Rock'n'Roll perché comunque sarà un “guastatore”, sarà “contro”, sarà “diverso”… e SEMPRE puro spettacolo!!!
E per fortuna che esiste ancora gente così!!! Che se ne infischia altamente di tutto e di tutti, che non segue la massa, ma pensa con la propria testa… giusto o sbagliato che sia!
Questo e solo questo è il Rock'n'Roll!!!
Stevolaz
LEGGENDE (Ottobre 2005)
Io sono nato l'8 Luglio. Questo vuol dire che sono nato sotto il segno del Cancro. Non capisco niente di astrologia, ma si dice che le principali caratteristiche del mio segno zodiacale siano l'essere eccessivamente mammone e permaloso, sentimentale e nostalgico. Bene! Mi riconosco pienamente in queste caratteristiche.
Non ne conosco i motivi, ma da sempre trovo più affascinante il passato del presente… anche quando, nella storia contemporanea, sono accaduti fatti storicamente rilevanti e importanti, non li ho mai trovati interessanti come quelli che ho letto sui libri…probabilmente sarà perché la storia acquista maggiore fascino con il passare del tempo…prima è solo cronaca, poi ricordo…e poi mito!...Insomma trovo romanticismo in ciò che è accaduto e freddezza in ciò che accade, trovo più romantici e umani gli eroi di una volta che non quelli di oggi e perciò ho nostalgia di tempi e personaggi che però non ho potuto né vivere né conoscere se non attraverso i libri, la tradizione, i vecchi film…la musica!
Sono passati 50 anni da quando è morto James Dean!
Dean era un genio! Ha fatto solo 3 film e ha potuto godere i benefici solo de “La Valle dell'Eden”, perché sia “Gioventù Bruciata” sia “Il Gigante” uscirono postumi.
Ma da dove arrivava tutto quello che metteva nei suoi personaggi… il fascino, il carisma cioè tutto quello che, dopo che lo hai visto in uno dei suoi film, ti spinge a desiderare di essere come lui?
La risposta più facile sarebbe quella che tutti danno: aveva un gran talento che ha saputo valorizzare con gli studi adeguati. Secondo me è una spiegazione incompleta.
50 anni dopo le tecniche si sono affinate e i talenti non mancano…in più questi talenti possono studiare i grandi del passato e rubare loro trucchi e segreti, con una possibilità di risultato qualitativamente mooooolto maggiore! Ma Brad Pitt, facesse 300 film, non sarà mai James Dean…e Russell Crowe, per quanto provi ad ammantare la sua immagine di aspetto selvaggio, non sarà mai Marlon Brando!
Questo avviene anche nella musica: quando senti un vecchio pezzo di Elvis e vedi un suo vecchio filmato alla TV, ti piaccia o no, ne rimani comunque affascinato! Quando senti cantare Ray Charles non puoi fare a meno di ascoltare! Quando senti Johnny Cash…TI VIENE VOGLIA di ascoltare!
Oggi chi sarebbero i nipotini artistici (grazie a Dio “figli” artistici ne hanno avuti in quantità…) di questi giganti? Mi vergogno solo di pensare a certi nomi…
Il fatto è che oggi abbiamo solo eroi finti e facili, costruiti dai manager e dai media per un consumo disattento e veloce!
Gli eroi di un tempo…quelli erano veri! Era eroe sia il personaggio, sia l'uomo dietro al personaggio. Erano persone con una storia da raccontare e spesso questa storia era fatta di sofferenze e privazioni, di drammi famigliari, di colpe da espiare, di sconfitte da riscattare… erano storie degne dei film che interpretavano o delle canzoni che suonavano…anzi spesso erano anche più incredibili!
Questo era il loro ingrediente segreto e inconsapevole: la vita vera con tutte le esperienze che ti segnano e ti formano! Ma attenzione perché qui c'è una sfumatura: loro non hanno mai voluto esibire queste esperienze, anzi spesso, sempre fallendo, hanno cercato di nasconderle nel tentativo di essere esempi migliori di quanto già non fossero! Questo loro fallimento è la cosa che li rende ancora più grandi ai miei occhi! Li rende umani.
John Ford (uno dei miei registi preferiti) diceva: “…quando la realtà supera la leggenda, stampiamo la leggenda!”…
Prima o poi, aggiungo io, un po' di realtà verrà fuori…e allora…la Leggenda sarà ancora più grande!!!
Stevolaz
TEMPI DURI! (Settembre 2005)
Eccoci qui anche questo Settembre.
A darci il benvenuto troviamo fresco fresco il rock'n'roll del nuovo disco dei Rolling Stones… certo non è "Beggars Banquet", loro probabilmente non scriveranno più una Jumpin' Jack Flash e i pezzi non sono tutti indovinati, ma sono comunque 16 (non sono pochi!), lo stile è sempre quello e sanno ancora graffiare con ruvidi rock'n'roll come Rough Justice o Drivin' Too Fast: da comprare assolutamente, ricordando che un colpo di tosse di Mick Jagger e compagni è sempre meglio di tutto un disco degli Oasis!... e senz'altro è rock vero, non pop travestito!
Quando ho ascoltato il disco la prima volta ero felicissimo perché avevo di nuovo incontrato un po' di vecchio e sano rock'n'roll, ma poi la felicità ha lasciato spazio allo sgomento pensando che questi signori sono tutti ultrasessantenni e dopo di loro resterà il nulla o quasi!
In questi giorni ho avuto modo di fare alcune riflessioni a proposito del mondo musicale genovese delle piccole band come la nostra. Il quotidiano più importante della nostra città, il Secolo XIX, nei giorni scorsi ha pubblicato alcuni articoli che ci riguardano e che meritano alcune considerazioni.
Il primo articolo è stato pubblicato in occasione del concerto che gli Achtung Babies, clone band ufficiale degli U2, hanno tenuto a Genova nell'ambito della Festa dell'Unità. Il giornalista faceva una panoramica su i sempre più numerosi gruppi che si specializzano come tribute bands, facendo intravedere ottime prospettive a chi intraprende una strada del genere, e sottintendendo tempi duri per cover bands generaliste o altri tipi di gruppi che, come noi, propongono anche pezzi originali… per cui sotto ragazzi, specializzatevi tutti a fare gli imitatori: io scelgo Elvis, tu Springsteen, lui i Creedence e così via!
Premetto che sono un tipo suscettibile e che mi offendo facilmente, per cui posso aver travisato il senso dell'articolo che forse voleva essere solo documentaristico, però ha toccato un nervo scoperto e mi sono incazzato. Ho pensato che Elvis era un grande fan di Dean Martin: e se invece di fare quello che ha fatto, proponendo le proprie cose o le cose altrui riviste secondo il suo modo di sentirle, si fosse limitato ad esibirsi nei club di Memphis come imitatore del suo idolo? Certamente sarebbe stato bravo, ma non sarebbe diventato Elvis e oggi non avremmo il rock'n'roll.
Stamane poi apro il Secolo e vedo tutta la sezione “album”, quella degli spettacoli, dedicata a quelli come noi, alle band “da cantina” della nostra città. Dopo una significativa panoramica della ricca proposta offerta dal bacino musicale nostrano, ho letto cose che mi hanno procurato un'altra incazzatura!...”Ci sono moltissimi gruppi, tutti hanno talento, tutti sono belli e bravi… però… non ci sono strutture, non c'è la cultura, ecc…” in sintesi: “…la gente non capisce un cazzo!”
Tante di queste considerazioni sono condivisibili e anch'io mi associo, però faccio anche un “mea culpa”. Innanzi tutto non è vero che il livello qualitativo medio dei gruppi sia così alto: non ho l'arroganza di dire che li conosco tutti, ma in giro ci vado, musica ne sento e quello che penso della maggior parte è censurabile! Per cui: primo passo impariamo a mettere su degli spettacoli degni di questo nome!
Allora prendiamocela con la mancanza di cultura a proposito di live music: O.K.
Non si trovano locali in cui suonare perché i gestori preferiscono i D.J.: costano meno (NON è vero!) e portano più gente perché, presso i giovani, un bel “UNZ, UNZ” tira di più che un accordo di chitarra. Ci può essere della verità in questo, ma la questione è: chi deve fare autocritica? Perché è a questo punto che mi sono incazzato…
Non certo i gruppi: le nostre colpe sono altre, come ho scritto qualche riga sopra. La colpa è dello stesso organo che ha fatto la denuncia: nel nostro caso la stampa, ma comunque dei mezzi di comunicazione complessivamente. Ma come: prima mi fai propaganda per un gruppo che più che musicisti sembrano Gigi Sabani (… il paragone, bellissimo, non è mio purtroppo!), e poi denunci la carenza di cultura musicale? Mi sembra ci sia un po' di contraddizione.
Ma non voglio prendermela soltanto con il Secolo XIX: dove la mettiamo l'orrenda programmazione televisiva infarcita di quiz, pacchi e contropacchi, fiction dalla disarmante pochezza, reality show, Maria De Filippi… e la spiazzante produzione cinematografica che ha il coraggio di investire in gente come Costantino, al confronto del quale Raul Bova, che proprio poteva fare tutto nella vita fuorché l'attore, sembra Marlon Brando!
Tutto è concatenato e l'effetto domino è inevitabile: se i mass-media non alzano il livello della proposta, la gente si arrangia con quello che trova... ed allora non lamentiamoci con i soliti luoghi comuni.
Bene… noi amanti della musica rock però siamo tipi tosti, fatti per lottare e per creare un po' di casino, siamo dei sovversivi e dei piantagrane! Ancora una volta bisogna fare una rivoluzione? O.k., io me la sento… e Voi?
Stevolaz
P.S. Siamo consapevoli di creare sconforto e scompiglio fra il pubblico femminile della BigBossBand, però io, Nickens, Gianni e Stefanino vogliamo rendere omaggio a Luca che si è sposato con Raffaella e in questo momento legge le nostre congratulazioni dall'Australia, dove si trova in viaggio di nozze. AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!
LOOSERS (Agosto 2005)
Tra i 10 film più belli della storia del cinema (…no! Non è un'opinione, non sono i MIEI 10 più belli, ma ho l'arroganza di dire che SONO i più belli… un giorno vi dirò quali sono!) c'è senz'altro UN DOLLARO D'ONORE (Rio Bravo, 1959) di Howard Hawks. Trattasi di un film western, per cui sparatorie, cavalli e polvere… ma soprattutto è un film di “personaggi”: c'è lo sceriffo solitario e con un forte codice d'onore che si sente responsabile per tutti coloro che hanno voluto aiutarlo e sono “finiti male”; c'è la ragazza dal passato compromettente, dalla forte personalità e dalla fiera indipendenza ma anche dalla dolcissima fragilità femminile; c'è il giovane e abile pistolero “talmente in gamba che non ha bisogno di dimostrarlo”; c'è il tipico vecchietto dalla voce gracchiante che si lamenta sempre di tutto e di tutti, ma che lo fa solo per il grande affetto che nutre verso gli altri; … e poi c'è lui il vicesceriffo ubriacone (lo è diventato per una delusione d'amore) che vince la dipendenza dal whiskey per amicizia… ad interpretarlo un grandissimo Dean Martin! Tutti i personaggi sono bellissimi ma la figura del vicesceriffo Dude è quella che preferisco: ogni volta che vedo la scena in cui decide di gettare la spugna e ricominciare a bere, ma sentito il “deguellio” (il canto della morte messicano), riversa il whiskey nella bottiglia “senza versarne nemmeno una goccia”, mi viene da piangere. Dude è un perdente… uno che dalla vita ha solo avuto legnate in faccia… una volta era un grande pistolero… ma adesso è soltanto un “borrachon” che raccoglie un dollaro dalla sputacchiera del saloon per potersi pagare un bicchierino… è fragile, è romantico, sentimentale ed è solo… non ha niente nello stomaco, “soltanto coraggio”… è un vero essere umano! Per questo mi piace più degli altri, perché è raggiungibile: nessuno potrà mai avere la forza morale dello sceriffo o essere veloce come il giovane pistolero, ma a chiunque può capitare ciò che è accaduto a Dude ed essere come lui! Proprio questo rende il personaggio affascinante. Capita con tutti i loosers… sia quelli descritti al cinema che quelli raccontati nelle canzoni… sono più belli perché ci mostrano le loro ferite e le loro debolezze, consentendoci di conoscere le sfumature dell'animo che nella realtà non sono mai bianche o nere, ma hanno mille tonalità di grigio!... per questo, quando Bob Dylan ci canta di loro, amiamo maggiormente Billy The Kid piuttosto che Pat Garret… Perché parlo di questo? Non c'è una ragione particolare, ma io amo il rock'n'roll e anche questo lo è. Elvis diceva che il rock'n'roll è una musica allegra, ma si esprime e nasce dal blues, dal gospel, dal country…già il blues la musica dei loosers per eccellenza: i neri americani, o il gospel che i poveri del sud (bianchi e neri) cantavano a squarcia gola per sentirsi vicino a Dio e lontano dal proprio quotidiano, o il country: chi conosce qualcosa di più strappalacrime di una pura country ballad che parla di una perdita o di una sconfitta? Amo i loosers, mi piacciono di più! Loro hanno più bisogno d'amore degli altri. Memorabile la battuta finale di Dennis Quaid che interpreta Jerry Lee Lewis in “Great Balls Of Fire”: “… se devo andare all'inferno ci andrò suonando il pianoforte!!!”… più looser di così… Stevolaz P.s. Questo era il “pensiero” di Agosto, ma il posto d'onore lo concedo a Stefanino che ha “pizzicato” il quotidiano di Genova “Il SecoloXIX” e lo ha castigato; riportiamo qui di seguito la “rappa” di Stefanino e le scuse del “Secolo”. Bravo Ste!!!
L'importanza dei nomi e dei Miti
(e-mail inviata alla Redazione del Secolo XIX il 03.08.05)
Spett.le Redazione, mi chiamo Stefano Corona, ho 29 anni e da anni oramai sono un Vostro affezionato lettore oltrechè abbonato.
Come tutti i miei coetanei, anche io sono cresciuto sognando di vivere nella residenza di Robin Masters, navigare sul Riptide, fare parte della California Highway Patrol a fianco del mio migliore amico, avere una macchina nera che parla e compie "magie" o vivere nel profondo Sud americano a distillare alcoolici di contrabbando e scorazzare sulla mia macchina arancione in compagnia dei miei due cugini Luke e Denise...
Denise?!?
Ebbene si, stamattina, come tutte le mattine, nel prepararmi per andare al lavoro, ho dato una prima scorsa sommaria, con la promessa di approfondire al mio rientro, al Secolo XIX.
Pagina 13, che vedo?Un articolo "Hazzard, al cinema sventola la bandiera del vecchio Sud" sul film in prossima uscita tratto dal celebre serial della mia infanzia "The Dukes of Hazzard".
Mi getto, nonostante il mio cronico ritardo, nella lettura; dopo poche righe leggo "...la succinta Denise..."...bah, sarà un errore di stampa.
Proseguo la lettura "...Denise, la bella cugina, sempre fasciata in succinti pantaloncini...".
No, allora non è un errore di stampa, qui c'è ignoranza (mi si passi il termine) bella e buona!
Chiunque abbia, anche per sbaglio, visto un solo episodio della serie sa qual'è il vero nome della cugina Duke non fosse altro che per gli stivali, gli hot-pants e la camicia annodata in vita che hanno contraddistinto, nell'immaginario di noi adolescenti, una vera e propria icona erotica.
Perdonate il mio piccolo sfogo, forse accentuato dall'afa soffocante, ma credo che anche Voi, come me, teniate molto ai Vostri ricordi e ai Vostri Miti giovanili...
Probabilmente queste righe Vi lasceranno indifferenti o, ancor più probabilmente, non verranno neanche lette, ma il mio intento era quello di rendere giustizia ad un personaggio della mia, nostra, fantasia che, per qualcuno ha significato qualcosa, mentre, evidentemente, per qualcun altro no!
Concludendo che continuerò ad essere un Vostro fedele e affezionato lettore Vi auguro buon lavoro.
Stefano Corona
P.S.
Per la cronaca, il nome corretto è DAISY DUKE!!!
Cavoli. Mi vergogno ad ammetterlo, ma non me ne sono accorto. Il pezzo è stato mandato dall'agenzia Ansa e l'ho messo in pagina senza che mi sia scattato un sacrosanto campanello d'allarme.
Anche se sono del '65 e ho bazzicato parecchio i telefilm anni Ottanta, non ero un fan in particolare di Bo e Luke, ne ho visto alcuni episodi e mi erano rimaste impresse le inquadrature da dietro di DAISY (!!!) ma il nome, francamente, non me lo ricordavo come quello (indimenticabile) di Pamela di Dallas.
Che dire? Voto 3 all'Ansa (non è la prima volta che ci fa fare brutte figure), voto 4 a me, e chiedo scusa a lei e a tutti i fan di Hazzard. Mi spiace che i nostri sforzi di catturare l'attenzione di lettori più giovani vengano in parte vanificati da brutte cadute come questa, che spero che non si ripeteranno.
A presto
Claudio Paglieri
responsabile delle pagine di cultura e spettacoli del Secolo XIX
CROSSROADS (Luglio 2005)
Aveva ragione il mio professore di matematica: nella sua materia prendevo una caterva di 4 solo ed esclusivamente perché non mi applicavo abbastanza… ed io che mi ostinavo a sostenere che non ero “naturalmente” portato!
Odio la matematica da sempre. Se immaginiamo la nostra vita come una lunga strada, ogni volta che mi sono trovato ad un incrocio, ho sempre scelto la strada che mi tenesse lontano da numeri, addizioni, conti e quant'altro!
Gi studi umanistici! Quelli mi sono sempre piaciuti.
Cosa c'è di più affascinante che andare a conoscere le civiltà del passato, come vivevano, come erano organizzate; e gli studi di pensiero: mi è sempre piaciuto rompermi la testa sui ragionamenti delle dottrine filosofiche; e l'epica, la mitologia, la letteratura in ogni sua forma… quelle sì che sono cose stimolanti e interessanti! Questo pensavo quando ero studente…
L'altra sera ho voluto compiere un atto di autolesionismo: ho guardato Festivalbar su Italia 1.
Non voglio entrare nel merito dello spettacolo che, in quanto tale, ha tutti i pregi e difetti del caso, quello che proprio ho trovato insostenibile è stata la musica. Quanta dottrina musicale sprecata, quanti talenti (molte volte anche meritevoli… se facessero altre cose!) buttati al vento, quanti “artisti”, o presunti tali, nemmeno in grado di tenere il palco, quanta approssimazione nei contenuti (…la maggior parte per lo meno), quanti personaggi inutili, quanto conformismo (che artista è uno che invece di creare le mode ci si adegua? Ma di questo parleremo un'altra volta…), quanta…“pochezza”…
Eppure questa gente è “professionalmente” preparata: dico io come fai a sprecare tutto quello che sai, che hai studiato, che forse ti è costato sacrificio… come diavolo fai a sprecarlo in questo modo?
Non mi ricordo dove, ho letto di un qualche grande pensatore della nostra epoca il quale sostiene che la società dovrebbe “istituzionalmente” scoraggiare i giovani ad imboccare la Via artistica come scelta di vita: in questo modo solo pochi e soltanto i veramente meritevoli o i più tenaci ce la farebbero e tutti gli altri, l'infinita moltitudine (parliamo di musica) che imperversa nelle radio e nei Festival televisivi, potrebbe benissimo fare dell'altro e farlo meglio.
Dannazione: una mattina mi sveglio e mi accorgo che, contrariamente a tutte quelle che sono state le mie scelte, la mia vita ruota intorno alla matematica!
…Ironia della sorte e saggezza popolare…mia madre mi ha sempre ricordato un vecchio proverbio “Non dire mai che non berrai acqua, perché sarà la volta che ci affogherai!”…infatti: per vivere faccio il commerciante (per cui se non faccio bene i conti non mangio!) e la mia passione è la musica, ovvero pura matematica applicata.
Conclusione: la vita ci porta dove vuole Lei, non dove vogliamo noi…o meglio ci porta dove è giusto che noi andiamo e non dove noi crediamo sia giusto andare…
Alla fine, tra venti o trent'anni, la maggior parte di quelli che ho visto esibirsi al Festivalbar potranno dire, misurandosi con la propria coscienza, di aver scelto le strade giuste quando erano ad un incrocio? Probabilmente, se, al momento giusto, avessi saputo riconoscere il mio talento matematico, oggi sarei una persona di maggior successo (non che non sia contento di me, intendiamoci…).
Ma il punto è: potranno loro dire di aver lasciato un segno?Perché l'Arte vale solo se riesci in questo!!!
Visto che, PALESEMENTE, molti non potranno raggiungere questo obbiettivo facciano un favore a sé stessi e a noi che siamo costretti a subirli: si ritirino!
Stevolaz.
STAR WARS (Giugno 2005)
Io sono un fan accanito della saga di Guerre Stellari. In questi giorni è uscito il capitolo finale della saga e, naturalmente, sono andato a vederlo. Come ogni buon fan, mi sono completamente lasciato coinvolgere, dal punto di vista emotivo, in ciò che stavo guardando e così sono andato a casa e mi sono rivisto in DVD tutti e 5 gli altri episodi. Non pago di tutto ciò, mi sono sorbito anche tutto il DVD che racconta il “making of” dei film in cui si narra la storia della produzione: una vera e propria avventura!
A metà degli anni 70, George Lucas era un giovane regista con solo due film all'attivo dei quali uno solo, American Graffiti, un successo commerciale. Decise di investire questo suo successo chiedendo alla casa di produzione di finanziare il suo sogno: un film di fantascienza con effetti speciali mai visti che avrebbero fatto da contorno ad una storia che avrebbe sposato elementi dell'epica classica, Tolkien, tematiche western e i film d'avventura della Hollywood classica.
Naturalmente Lucas aveva ben chiaro in testa cosa voleva, ma, quando ti trovi a creare qualcosa dal nulla, lavorando, nascono nuove idee che ti permetteranno di migliorare ciò da cui eri partito e, se vuoi realizzare al meglio delle tue possibilità il progetto, ti trovi a dover effettuare dei cambiamenti o degli aggiustamenti mentre sei in corsa. Così successe a lui.
Avendo però chiesto alla 20th Century Fox di produrre il progetto, naturalmente i dirigenti della casa volevano avere voce in capitolo, preoccupati per la “commerciabilità” del prodotto su cui avevano investito. Risultato finale: esaurimento nervoso di Lucas che, questo sì, riuscì ad ottenere quello che voleva con dure battaglie politiche e astute manovre per impedire che altri s'impadronissero della sua Opera, ma finì all'ospedale sull'orlo di un infarto! Per questo, con ciò che guadagnò con il primo Guerre Stellari, fondò la LucasFilm, con cui ancora oggi produce i suoi progetti, diventando un indipendente.
In questo periodo siamo impegnati nella lavorazione del nostro primo cd. Abbiamo attrezzato la sala prove in modo da poter effettuare da noi le prese degli strumenti e i mixaggi: in questo modo, a fronte di un abbattimento notevole dei costi, non abbiamo tempi, né scadenze da rispettare.
L'inserimento di un nuovo elemento nella band, avvenuto tra Febbraio e Marzo, ha necessariamente rallentato i lavori, ma ci fornisce anche l'occasione per rianalizzare i pezzi, vivisezionarli, scomporli, ricomporne le singole parti e incastrarle fra loro. E' un lavoro bellissimo che ci permette di stimolare la nostra inventiva e liberare la nostra creatività.
Il fatto di essere indipendenti ci permette il lusso di non dover fare i conti con l'aspetto commerciale del risultato che otterremo. Intendo dire che non dobbiamo fare una cosa che rispetti necessariamente i canoni del gusto corrente perché altrimenti non si venderebbe, ma ci dedichiamo a cercare ciò che secondo noi è bello, rispecchia i nostri gusti e ci identifica. In caso contrario dovremmo fare dei compromessi con noi stessi, e ciò sarebbe fortemente limitativo.
Senz'altro questo è l'aspetto positivo del fare un disco in questo modo; altri sono gli aspetti negativi: mancanza della quantità di denaro necessaria ad assecondare ogni tua idea, difficoltà nella distribuzione e diffusione del prodotto finale… insomma tutte le possibilità che ti concede un contratto discografico!
Non c'è dubbio che sarei strafelice se un produttore mi desse la possibilità di realizzare la mia musica professionalmente, ma non posso fare a meno di chiedermi se per questo dovrei “vendermi l'anima”!
Sono sicuro che ciò che è successo a Lucas per Guerre Stellari sia sempre successo e succederà sempre: d'altronde chi investe dei soldi vuole essere sicuro di non buttarli! Credo anche però che chi produce un'opera debba farlo non solo per avere un ritorno economico, ma anche perché un pochino crede sia nella stessa che nel suo ideatore. Il buon produttore deve saper vedere lontano, deve essere prima di tutto un appassionato, un conoscitore, non un semplice uomo marketing capace solo di fermarsi alla logica dei numeri! Credo però che figure del genere siano una razza in estinzione e i risultati, sia nella musica che in altri campi artistici, purtroppo sono evidenti…
Viviamo un'epoca in cui del rock'n'roll non frega un cazzo a nessuno e il valore di un artista è messo in secondo piano rispetto a come o da chi viene promosso! Allora aggrappiamoci alla nostra fortuna: la libertà! Avremo la possibilità di fare le cose come vogliamo e saremo gli artefici del nostro destino, nel bene e nel male.
Quanto a noi non è che abbiamo molta scelta… nessuno ci darà dei soldi per produrre il nostro disco, e perciò faremo da soli facendo tutto ciò che ci sarà possibile: ecco perché il prodotto finale sarà una stravalidata! Non ne ho il minimo dubbio!
…Se poi qualche produttore che lo ascolterà si facesse avanti non ci farebbe schifo, altrimenti continueremo a suonare da Angelino al Quaalude il venerdì sera!... e non è poco!
Stevolaz
RE! (Maggio2005)
Recentemente mi sono trovato nella condizione di dover rinfrescare le mie nozioni storiche riguardo a Rolling Stones e Beatles. Nel fare questo ho avuto un gran piacere riascoltando grandi album e canzoni bellissime di queste due mitiche band.
Per una settimana, tutti i giorni, ho guardato documentari e concerti, letto interviste e ascoltato cd capolavoro. Naturalmente il materiale lo conoscevo a memoria perché certe cose sono popolarissime e poi, per uno che vive la musica come la vivo io, non conoscere le due band più famose della storia sarebbe come per un prete non conoscere la Bibbia!
Il problema è che quando abbiamo troppa confidenza con una cosa, tendiamo a trascurarla.
Spesso sono troppo preso dal cercare di ritrovare, in artisti per me nuovi o di cui non ho mai sentito parlare, le emozioni che provavo quando ascoltavo per la prima volta il White Album o Exile On Main Street e così dimentico che tutte le volte in cui sento le chitarre di Mick Taylor e Keith Richards in Sweet Virginia o l'assolo di Gorge Harrison in Back in U.S.S.R. provo un brivido.
Probabilmente il fatto che per me non siano novità, mi porta a non avere l'iniziativa di ascoltarle! Ma sbaglio di grosso!!! Per fortuna ogni tanto mi capita di “incontrarle” per qualche circostanza e così prendo spunto per riascoltarmi anche qualcos'altro.
Riguardo me, questo è quanto più vero se parliamo di Elvis.
Chi mi viene a trovare a casa, troverà sempre un cd di Elvis dentro allo stereo, ma perché il più delle volte mi serve a ripassare qualche pezzo che dobbiamo suonare con la Band… raramente mi siedo sul divano ed ascolto un disco di Elvis per il piacere di farlo. Per un fan e un appassionato di musica in generale, quale io mi ritengo, questo è grave!
Ebbene, dopo essermi fatto la “pera” di Rolling e Beatles di cui ho detto prima, mi sono sentito terribilmente in colpa verso il Re: lo avevo trascurato.
Allora ho iniziato a riascoltarmi una quantità monumentale di materiale, dalle prime incisioni degli anni '50, attraverso le prove di maturità di fine anni '60 e inizio ‘70, fino ai live e ai dischi malinconici e melodrammatici degli ultimi anni.
Springsteen dice che tutti dovrebbero avere un disco di Elvis! Ha ragione! Elvis è l'unico e solo Re!
Bob Dylan ha detto, parlando di chi lavora nel music business, che tutti provano ad essere Elvis, anche inconsapevolmente! Ha ragione! E questo è vero a partire dalla sua prima apparizione alla TV nazionale nel 1956!
Questo perché, nella sua carriera, Elvis ha fatto tutto, nel bene e nel male, e lo ha fatto prima degli altri.
Se parliamo di musica, certamente Bill Haley e Chuck Berry facevano rock'n'roll puro prima di lui, ma è anche vero che solo con Elvis il genere ha conosciuto la sua totale affermazione e dignità.
Elvis non è mai stato un purista, ma un miscelatore di generi, il primo nella storia della musica leggera! Non ha inventato il rock'n'roll, ma ha iniziato la cultura del rock'n'roll.
Prima di lui non esisteva l'isteria dei fans: quante volte, molto prima che ciò accadesse a gruppi come i Led Zeppelin, i suoi concerti venivano interrotti per esigenze di ordine pubblico… le ragazzine gli tiravano la biancheria intima sul palco già nel '55 almeno 10 anni prima che capitasse a Jim Morrison… subì la censura da parte dei media molto prima che gli Stones diventassero famosi… si dimostrò solidale con la cultura afroamericana, dimostrando una mentalità molto aperta e liberal, prima che Dylan o Springsteen pubblicassero i loro primi lavori e in tempi in cui ai neri non era permesso neppure salire sugli stessi autobus dei bianchi… scioccò il pubblico con i suoi vestiti sgargianti diversi anni prima dell'arrivo dei Queen o di Elton John e per primo ha capito l'importanza dell'immagine nel rock… faceva volare chitarre sul palco già quando si esibiva al Louysiana Hayride nel '55, almeno 20 anni prima dell'avvento dei Clash e della cultura punk… è stato il primo musicista bianco ad entrare in una classifica blues al tempo in cui Eric Clapton era solo un ragazzino… ha inventato l'album natalizio: adesso lo fanno tutti… il suo ciuffo e le sue basette hanno fatto moda 10 anni prima del caschetto dei Beatles… il merchandising dietro all'immagine di una star è nato con lui…certo è stato anche l'imbambolata star hollywoodiana, ma quanti cantanti di oggi ci provano da Bon Jovi a Madonna? Comunque i suoi film (anche quelli più brutti) sono stati quasi tutti campioni d'incasso… i suoi show piu' famosi sono stati copiati da tutti (sia la serie Umplugged di MTV dal '68 Comeback Special, sia i vari Diva's Live che hanno sempre ripreso la formula Las Vegas di Elvis)…..
… La reggenza di Elvis si percepisce soprattutto da una cosa: nelle interviste, non parla mai degli altri… non sente il bisogno di fare confronti; tutt'altro avviene con gli altri grandi: Lennon, Jagger, Clapton, Dylan, Hendrix, Fogerty e anche i suoi contemporanei come Jerry Lee Lewis, Chuck Berry, Little Richard, Ray Charles, Bo Diddley, ecc… lo usano sempre come metro di paragone, quasi fosse l' unità di misura!
Peter Guralnick nella sua biografia su Elvis “L'Ultimo Treno Per Memphis” scrive che il Colonnello Parker, quando nel 1956 divenne il manager di Elvis, disse ad un suo collaboratore: “… il ragazzo è una furia della natura… può fare di tutto… e io farò in modo che faccia tutto!”
Certo ha mantenuto la sua parola, ma a costo della vita del suo “ragazzo”!
“Ci sono stati molti pretendenti…molti ragazzi in gamba, ma c'è stato un solo Re!”
-B. Springsteen-
Stevolaz.
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MUSICA DI SOPRAVVIVENZA (Aprile 2005)
• ELVIS PRESLEY – Elvis Presley RCA VICTOR 1956
• ABBEY ROAD – The Beatles APPLE 1969
• STICKY FINGERS – The Rolling Stones VIRGIN 1971
• THE RIVER – Bruce Springsteen COLUMBIA 1980
• LAYLA & OTHER ASSORTED LOVE SONGS – Derek & The Dominoes POLIDOR 1970
• BAYOU COUNTRY – Creedence Clearwater Revival FANTASY RECORDS 1969
• LIVE AT FILLMORE EAST – Allman Brothers Band CAPRICORN 1971
• 20TH CENTURY MASTERS: THE BEST OF CHUCK BERRY – Chuck Berry MCA 1999
• SECOND HELPING – Lynyrd Skynyrd MCA 1974
• AMERICAN III: SOLITARY MAN – Johnny Cash AMERICAN RECORDINGS 2002
… Ecco qui! Se dovessi partire domani per un'isola deserta e mi dicessero che potrei portare solo 10 LP, scieglierei questi. Dolorose e numerose sono state le esclusioni, e ci tengo a sottolineare che i sopraelencati non sono in ordine di preferenza: non me la sono sentita di fare una cosa del genere, proprio sarebbe stato troppo! Però sono abbastanza soddisfatto, perché sono riuscito a fare un riassunto esaustivo di quelli che sono i miei gusti e i miei riferimenti musicali.
ELVIS PRESLEY è il primo album di Elvis alla RCA, anzi è il primo album di Elvis.
Nei suoi precedenti due anni di attività gli LP non erano ancora diffusi tra il pubblico e il Re aveva solo inciso 45 giri alla SUN RECORDS di Memphis. Anzi alla RCA decisero di inserire nella lista dei pezzi anche alcune canzoni che Elvis aveva registrato alla SUN l'anno precedente: non vi dico quali sono per non togliervi il piacere di andare a riconoscere da soli il caratteristico sound delle registrazioni di Sam Philips. Tutto in questo disco è leggendario a cominciare dalla copertina (che i Clash omaggiarono 23 anni dopo per il loro LONDON CALLING), fino ad arrivare ai session-men (oltre ai “fedelissimi” Scotty Moore, Bill Black e DJ Fontana, anche Chet Atkins, Floyd Cramer e Shorty Long), per non parlare delle canzoni che sono autentici classici del rock'n'roll! Se si vuole avere l' LP che ha iniziato la rivoluzione, bisogna avere questo!
ABBEY ROAD mi fa incazzare! Non per il disco in quanto tale, ma perché solitamente un appassionato alle prime armi lo ascolta presto (non conosco il motivo ma per qualche strana ragione è così) e decide che quello deve essere il metro di paragone per valutare la musica da quel momento in poi. Invece, proprio per le sue particolarità, la sua originalità, il suo altissimo valore artistico e la sua completezza, dovrebbe essere considerato una gemma a parte che non può essere paragonata a nient'altro.
STICKY FINGERS secondo me è l'album di rock'n'roll perfetto. Dal punto di vista della struttura, dovrebbe essere considerato lo scheletro di riferimento di chiunque si accinga a produrre un disco rock! Ogni scelta è quella giusta: da ascoltare e riascoltare.
THE RIVER è una delle ragioni per cui gli anni '80 hanno avuto un senso! E' un disco doppio e non è né una raccolta, né un disco di fine carriera, anzi… Testi bellissimi e melodie struggenti accanto a travolgenti rock'n'roll… in quasi un'ora e mezza di musica Springsteen tocca tutte le corde della mia sensibilità, dalla più cupa tristezza alla più spensierata gioia! Che bello!!!
Secondo me LAYLA sta agli amanti della musica rock come gli Harlem Globetrotters agli amanti del basket! Duane Allman ed Eric Clapton sono i campioni del mondo della chitarra elettrica e danno tutto quello che hanno! Lasciano andare le chitarre così completamente che non vorresti sentir finire gli assoli! Non si capisce mai quando uno faccia il solista e l'altro il ritmico! E' una gara di bravura, ma non saprei dire chi vince.
Basterebbe Proud Mary per giustificare la scelta di BAYOU COUNTRY , ma Born on the Bayou e l' arrangiamento di Good Golly Miss Molly dove le mettiamo? E la chitarra di Fogerty… e la voce di Fogerty… e i Creedence…
Diciamo la verità: al primo ascolto me lo ha menato alla stragrande, ma poi l'ho riascoltato il LIVE AT FILLMORE EAST degli Allman Brothers,e ho capito perché sia stato definito il migliore album live di tutti i tempi! Ritmiche incalzanti, melodie particolari, sonorità innovative, tecnica perfetta, vecchi blues suonati con freschezza… sembra una grande, bellissima jam session che non finisce mai: una festa!
Come faccio ad andare su di un'isola deserta e a non portarmi Chuck Berry? Devo (!) portarmi il THE BEST perché Chuck è uno della vecchia guardia: per lui gli album non sono “espressioni”, ma solo contenitori! Per quelli della generazione di Chuck (Elvis, Little Richard, Jerry Lee Lewis, ecc…) l'album altro non è che un piccolo juke-box dove tu puoi scegliere quale canzone suonare. Saranno poi i figli di questa generazione a concepire LP come un puzzle di cui le canzoni sono i singoli tasselli.
Però io mi devo portare un disco di Chuck perché lui è stato il più grande scrittore country a cantare blues, e il più grande scrittore blues a cantare country!
SECOND HELPING è quanto di meglio uno che è cresciuto a film western e pop corn come me potrebbe chiedere! Ogni volta che l'ascolto mi viene in mente Hazzard e la famiglia Duke! Ma avete presente che stravalidata che è Sweet Home Alabama? Il problema è che questo pezzo è diventato talmente popolare che ormai lo si sottovaluta, ma… cazzo è bellissimo! E poi tutti gli altri, mi danno proprio soddisfazione, dopo che ho ascoltato tutto il disco non ho più bisogno d'altro.
Nonostante io ritenga Johnny Cash più maturo e completo, fino a qualche anno fa avrei fatto per lui le stesse considerazioni che ho fatto per Chuck Berry, ma poi ha pubblicato una serie di dischi (4 in tutto) intitolata AMERICAN RECORDINGS. SOLITARY MAN è quello che mi è piaciuto di più, ma sono tutti capolavori. Certo Johnny è vecchio, ha la voce tremante e suona poco la chitarra… però che feeling, che groove, che sound: il più ruvido dei sound acustici! Volevo portarmi sull'isola un disco moderno,e (anche se i pezzi in scaletta sono tutti datati) con questo disco ci riesco!
Secondo me questi sono dischi che chiunque dovrebbe ascoltare e conoscere: in questo modo il pubblico odierno avrebbe più spirito critico e tanti “caproni” che pensano di fare rock sarebbero ridimensionati, ma questa è un'altra storia.
Quanto a me probabilmente, dopo tutto questo bel discorso, se dovessi veramente partire per un'isola deserta, forse mi porterei solo dischi di Elvis!!!
Stevolaz.
CAMBIAMENTI (Marzo 2005)
Una delle cose che odio di più al Mondo è dover andare in qualche ufficio della Pubblica Amministrazione per sbrigare delle faccende.
Sicuramente tutti mi possono capire se dico che andare alla Posta è una fatica immensa, perché non importa a che ora tu ci vada, ma stai sicuro che nove volte su dieci troverai la coda agli sportelli ad attenderti.
Per non parlare dell'Anagrafe o del Catasto, e chi più ne ha più ne metta…
Il mio pensiero è sempre per i poveri impiegati: come mi sentirei io a fine giornata se, per tutto il giorno, tutti i giorni, dovessi fare la stessa cosa e avessi a che fare con centinaia di persone incazzate perché sono state in coda per un' ora, magari, per pagare una bolletta salata o una multa?
La risposta è: distrutto, senza stimoli, fiaccato nel morale e nell'entusiasmo!
Sono terrorizzato dall'idea che mi possa accadere una cosa simile ed è questo il motivo per cui cerco sempre (non so con quale successo) di approcciare le cose in modo sempre diverso e i cambiamenti non mi spaventano.
Così nel mio lavoro, ma anche nella musica.
Certamente non parlo del genere musicale che mi piace e mi interessa: sono e rimarrò sempre un rocker!!! Parlo del modo di affrontare le problematiche che inevitabilmente si manifestano quando si cerca di portare avanti un progetto.
Il fatto è che Budo ha lasciato la BigBossBand. Senza liti né discussioni: semplicemente nella sua vita non c'è più tempo per il nostro gruppo.
Ultimamente veniva alle prove demotivato e senza stimoli. Questo non perché non volesse più suonare, ma perché non aveva più tempo da dedicarci e veniva per non deluderci, forse si sentiva obbligato: come uno che lavora al Catasto!
Certamente continuerà a collaborare con noi e la cosa farà piacere sia a lui che alla Band.
Ma la BigBoss non si ferma, e perciò abbiamo trovato qualcun'altro con la “febbre”!
Si tratta di un chitarrista di gusto, preciso e professionale che ha portato in seno al gruppo una nuova ventata di entusiasmo e di voglia di crescere. Il suo nome è Luca “LOU” Minetto ed avrete occasione di salutare il suo debutto dal vivo Sabato 19 Marzo al Quaalude di Genova (vedi la sezione live).
Dunque un caro saluto a Budo, che certamente sarà sempre gradito ospite sia nelle uscite dal vivo della band che nelle registrazioni in studio, ma un caloroso benvenuto a Luca e alla sua Fender Strato americana!
Il 19 sarà una grande serata: non mancate!!! Good Rockin' !
Stevolaz.
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L'INTERPRETE (Febbraio 2005)
Alla fine del mese scorso Paul Newman ha compiuto 80 anni. Lui è sempre stato uno dei miei attori preferiti, con quella sua classe innata, frutto di un misto tra spocchia, durezza, simpatia e fragilità e poi ha recitato in alcuni dei miei film preferiti come “La lunga estate calda”, “Lo spaccone”, “Nick mano fredda”, per non parlare dei superclassici “La stangata” e “Butch Cassidy”.
Newman è unanimamente considerato uno dei più grandi attori di sempre, ispiratore, con il suo stile, della maggioranza degli interpreti che hanno cominciato a calcare le scene dagli anni '70 in poi.
Nel cinema essere grandi attori è gratificante: tutti riconoscono un grande interprete e, anche se uno non capisce un c… cavolo di cinema, chiunque si sente in grado di esprimere un parere rispetto alla performance dell'attore in questione. Questo avviene perché il cinema è un'arte visiva, e la vista, senza ombra di dubbio, è quello che, dei 5 sensi, è ritenuto, forse non a ragione, il più importante: un buon odore ci spinge a cercare di vedere da dove provenga; se assaggiamo qualche pietanza ad occhi chiusi, vogliamo vedere di che cosa si tratti; la voglia di toccare un oggetto ci proviene dalla vista dello stesso; se un rumore o un suono attira la nostra attenzione, siamo spinti a guardare da dove provenga.
Voi direte:”Stevolaz si è rincretinito!”…forse.
Il fatto è che questa volta me la voglio prendere con quelli che sottovalutano l'arte dell'interprete nella musica.
La musica non si vede, si ascolta, e se uno sente un cantante intonato o un chitarrista veloce o un percussionista o un pianista tecnicamente abilissimi, pensa che siano bravi a fare quello che fanno, senza soffermarsi a cercare di capire come lo fanno, per cui si ritiene che MOLTI siano bravi e si cerca il valore aggiunto. Nella maggioranza dei casi, lo si trova nell'essere anche autore oltre che interprete: allora il soggetto in questione viene spesso considerato “PIU' BRAVO”.
Beh, Newman sarà anche un monumento come attore, ma come regista non vale una cicca: ha diretto 3 film in 50 anni di carriera, e fanno tutti schifo!
Certo, questa non è una regola assoluta: ci sono grandi interpreti che hanno fatto cose favolose anche dietro la macchina da presa, ma non è detto che le due cose debbano andare per forza a braccetto.
Si può essere grandi anche solo interpretando, attraverso l'interpretazione si può essere creativi, originali e unici. Si può dar vita ad uno stile, ad una tecnica ad una nuova prospettiva di lettura. Quest'arte è indipendente dalla dottrina, è una dote naturale: è un talento.
In Italia, da 30 anni a questa parte, tendiamo a schifare, nel campo della musica leggera (non parliamo di rock per carità), l'arte dell'interpretazione. Senza ombra di dubbio la figura predominante è quella del cantautore, mentre l'interprete puro è ormai una razza in estinzione.
Sacrosanto diritto: l'autore della canzone ha anche l'ambizione di rappresentare in prima persona le emozioni che l'hanno spinto a scrivere una certa cosa. Ma è sempre in grado di farlo bene?
Esempio classico è “Il cielo in una stanza”: Gino Paoli ha imparato a cantarla decentemente solo da pochi anni, eppure la proponeva (senza vergogna!) già 40 anni fa in alternativa ad un' inarrivabile interpretazione di Mina. La doveva proprio fare anche lui, dico io?
L'opinione pubblica ha lo stesso atteggiamento dei professionisti: tende a perdonare un'interpretazione scadente se si trova davanti ad uno che oltre ad essere interprete è anche autore.
Io lo trovo sbagliato. Se uno è un bravo autore, bene! Buon per lui. Ma se vuole valorizzare veramente la sua opera, deve guardarsi allo specchio e vedere se sarà in grado d'interpretarla a dovere, e, nel caso, dovrà cercare qualcuno in grado di farlo. Altrimenti è soltanto uno che vuole pavoneggiarsi.
Bisogna saper valorizzare l'interpretazione: Bob Dylan non ha più suonato il pezzo “Tomorrow is a long time”, di cui è autore, da quando Elvis ne pubblicò una sua versione nel 1967, perché “… è la mia, ma come faccio a farla meglio?”. E' anche vero che nessuno saprebbe interpretare “Stolen car” come la fa Springsteen, e che esiste una considerevole quantità d'interpreti scadenti in circolazione, ma questo è un altro discorso.
Non esistono valori assoluti, si può solo cercare di usare il buon senso. Good Rockin'!!!
P.S.
Detto questo, vorrei sgombrare il campo da alcuni dubbi che sembrano tormentare sia qualcuno del pubblico che ha la bontà di venirci ad ascoltare, sia (e questo è grave) qualche collega musicista che ogni tanto mi capita di sentire nei locali:
Knockin' on heaven's door è di Bob Dylan, non dei Guns'n'Roses
Sweet home Chicago è di Robert Johnson, non dei Blues Brothers
Johnny B. Goode è di Chuck Berry, non la soundtrack di Ritorno al Futuro
Blue Suede Shoes è di Carl Perkins, non di Elvis
Stand by me è di Ben E. King, non di John Lennon
Love in vain è di Robert Johnson, non dei Rolling Stones
... la lista sarebbe ancora lunga, ma in ogni caso la cosa importante è sempre la stessa: non dire cazzate!!!
Stevolaz.
PROPOSITO PER L'ANNO A VENIRE (Gennaio 2005)
Parliamo un po' di noi...
Quest'anno a Novembre la BigBossBand compirà nove anni ed entrerà nel suo decimo anno di vita!
Non me ne vogliano gli attuali membri della Band (che sono diventati miei fratelli!), ma non posso fare a meno di pensare con un po' di nostalgia al tempo in cui è iniziata questa avventura: tre ragazzi di poco più di 20 anni che già suonavano insieme in un gruppo (altra storia, altro genere, altro sound) che incontrano Stevolaz, il quale fino ad allora era solo stato un fanatico del rock'n'roll ma non aveva nemmeno mai pensato all'eventualità di far parte di una band, e che dopo aver cantato e suonato insieme per due settimane durante una vacanza in Sardegna, decidono di andare a provare una volta in uno studio... così per divertirsi un po' a far finta di essere Elvis e i Blue Moon Boys.
Di lì in avanti tutto è stato automatico: "Cazzo come ci siamo divertiti", "dobbiamo rifarlo prima o poi...", "se mettessimo su un gruppo di rock'n'roll?".
L'embrione della BigBossBand era questo:
Stevolaz - voce (adesso non sarò capace a suonare la chitarra, ma prima non ero nemmeno capace di tenerla a tracolla!)
Budo - chitarra elettrica
Ricky "il Principe" Bolognini - basso
Stefano "Johnny Fango" Atzeni - batteria.
Poi la formazione si è allargata: abbiamo preso un batterista vero (Andrea Unali), Ricky e Fango sono tornati ai loro "propri" strumenti (rispettivamente chitarra e basso) e abbiamo inserito anche una corista (Antonella Gliori).
Diciamo la verità: tecnicamente facevamo cagare, se ascolto le nostre prime registrazioni all'Orange Studio di Marassi o a al Black Studio di Nervi mi viene voglia di suicidarmi! Però che entusiasmo, che voglia di divertirsi, che spensieratezza!
Negli anni poi la band è passata attraverso crisi, divorzi e nuovi matrimoni, delusioni e rinascite... tutto per arrivare, attraverso un faticoso ma importante processo di arricchimento e maturazione, alla formazione attuale che, ormai da circa 4 anni, suona e si diverte insieme.
Di certo non siamo arrivati da nessuna parte e dobbiamo ancora mangiare "tanti panini" prima di arrivare a certi livelli, ma una cosa è sicura: quando suona la BigBossBand il divertimento non manca!
Certo, anche noi abbiamo i nostri momenti di stanca, i nostri periodi grigi durante i quali abbiamo un calo di entusiasmo e la noia ci assale...
...ma poi Gianni urla:"Te la ricordi questa?" e parte con un riff in do, Nickens comanda gli stacchi, Stefanino scandisce la ritmica, Budo sorride e si unisce agli altri, io inizio a cantare i primi versi di Jailhouse Rock e dimentichiamo tutti i guai e i malumori ritrovando la Strada.
Questo sarà il buon proposito per l'anno nuovo: rinfrescarsi, tonificarsi e ritrovarsi nel buon vecchio rock'n'roll!!!
P.S. L'8 Gennaio Elvis compie 70 anni... già "compie"... non penserete mica che sia morto?
Buon compleanno!
Stevolaz.