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PAUL NEWMAN (Ottobre2008)
Questi sono tutti i film con Paul Newman che ho visto in vita mia. Direi che è un buon 90% del lavoro che ha fatto per Hollywood in carriera. Accanto alla data di produzione, ho messo anche il nome del personaggio interpretato, perché penso che il modo in cui, un attore, vorrebbe essere omaggiato, sia proprio ricordando le sue maschere.
Se John Wayne è il mio personaggio cinematografico preferito (questo perché Wayne ha sempre portato sullo schermo sé stesso!!!), Paul Newman è il mio attore preferito! C’è stato un periodo della mia vita in cui ne avevo studiato la camminata e il modo di muoversi… perché volevo essere come lui! Si possono immaginare i risultati… e ho lasciato perdere subito…;-)
Paul Newman è morto! Se ne è andato un grande. Newman era l’ultimo dei ribelli senza causa. Faceva parte di un gruppo di studenti che l’Actors Studio di New York formò negli anni ’50 e che imposero un nuovo stile di recitazione, basato sulla totale identificazione con il personaggio… parevano usciti da una favola, per quanto erano tutti bravi e belli: Marlon Brando, Montgomery Clift, James Dean, Marylin Monroe… e Newman, appunto! Con quel modo di recitare, così caldo e passionale, con quei personaggi portati sullo schermo, così problematici e complessi, e con l’ incredibile precisione nel tratteggiare ogni sfumatura dell’animo dei vari caratteri, decodificarono il moderno modo di far l’attore.
Di quelli che ho citato, proprio Newman è sempre stato il mio preferito. Sarà perché piaceva tanto a mia madre e, quando ero piccolo, mi faceva guardare tutti i suoi film… fatto è che ho imparato ad amarlo pure io e negli anni, con i suoi film, da me visti e rivisti, è diventato un “compagno” del mio crescere e diventar grande.
Il fatto che Newman fosse un grandissimo attore è testimoniato dal fatto che in carriera ha tratteggiato spesso uomini assolutamente lontani dal suo modo di essere. Infatti egli è sempre stato un attore piuttosto cerebrale, puntiglioso… ma ha interpretato spesso figure spontanee e disinibite! Ha sempre odiato che gli si facesse notare il fatto che fosse un bell’uomo, ma si è trovato a portare sullo schermo un gran numero di personaggi che enfatizzavano quest’aspetto! Non ha mai nascosto di essere un progressista ed è stato uno dei primi attori di Hollywood a prestare il suo nome per iniziative umanitarie, eppure moltissimi caratteri, a cui a prestato le sue fattezze, non erano dediti a null’altro se non a se stessi! Ha condiviso un matrimonio felice per più di 50 anni, eppure i suoi personaggi, sono spesso persone talmente ambiziose e corrotte che respingono decisamente ogni idea di famiglia, umanità e moralità. Si pensi allo Spaccone: Eddie Felson è arrogante, presuntuoso, egoista ed irresponsabile… e questo gli impedisce di avere un qualsiasi legame, siano donne o amici!
Però, nonostante queste negatività, non riusciamo mai ad odiare questi personaggi! Intanto perché sono destinati alla solitudine, e poi perché, alla fine, hanno sempre la possibilità di salvarsi… questo perché sono consapevoli di essere disgustosi e trasformano questa consapevolezza in motivo di fascino. Newman era perfetto per questo genere di ruoli… principalmente perché era un bell’uomo! Poteva interpretare ladri, galeotti, teppisti, donnaioli… ogni genere di uomo senza scrupoli, ma i suoi tratti gentili suggerivano sempre intelligenza e sensibilità. A quest’aspetto deve essere aggiunta un’altra fondamentale considerazione: Newman è stato capace d’interpretare meglio di tutti i suoi colleghi e, anche con maggior coerenza, il perfetto modello dell’antieroe moderno e, allo stesso tempo, ha saputo personificare perfettamente le ribellioni e le problematiche del suo tempo.
Newman è stato in grado di creare una galleria di personaggi memorabili molto più numerosa di parecchi suoi colleghi che, sulla carta, avrebbero avuto le sue stesse possibilità. Primo fra tutti Eddie Felson de “Lo spaccone”… ambizioso, arrogante, incapace totalmente d’amare, ma con una vulnerabilità, una fragilità umana ricchissima di sfumature! Che dire di “Nick mano fredda”, la scena in cui piange la morte della madre suonando il banjo, farebbe lacrimare i muri! Ben Quick l’incendiario della “Lunga Estate Calda” o il Brick de “La gatta sul tetto che scotta”… due personaggi che paiono fratelli per la fragilità nascostissima dalla strafottenza e dall’incuranza nei confronti del prossimo! Hud il selvaggio… completamente corrotto e indegno della nostra ammirazione! E, infine, che dire di Butch… pura poesia!
Paul Newman rimarrà per sempre l’ultimo ribelle!!! Le scelte che ha fatto in carriera sono degne della generazione a cui apparteneva… quella di Elvis e James Dean… sempre a ribellarsi contro qualcosa, che fosse un’idea, una persona, un’autorità precostituita! I suoi personaggi sono così arroganti, spavaldi ed egoisti, perché è il mondo nel quale vivono che li ha resi così… in fondo all’animo sono incredibilmente sensibili ed umani… ma l’unico modo che hanno di sopravvivere è con la noncuranza del prossimo, ed è per questo che si ribellano a tutto ciò che li circonda.
Questo è il tratto che più mi piace… l’umanità nascosta di queste persone. Newman è riuscito a farcela vedere.
Signore e signori… Paul Newman!
Ciao
Stevolaz
SWEET WEREWOLVES (Settembre 2008)
Ben ritrovati!
Un’altra estate è passata ed ora ci buttiamo di corsa verso l’autunno…
Io non sono solito ascoltare la radio… non mi piacciono molto le programmazioni! C’era una radio che mi piaceva… ROCK FM… ma me l’hanno fatta chiudere! Che si fottano tutti quelli che lo hanno reso possibile! ... Ma questa è un’altra storia!
Insomma, come dicevo, io non ascolto molta radio, ma una mattina, al bar mentre facevo colazione, mi è capitato di sentire un dj che annunciava un pezzo rock! Lo ha presentato con grande enfasi, dicendo che purtroppo, ormai, non si sentono più cose del genere… che la buona musica pian piano scompare… (… e a me veniva da pensare: “…e bravo stronzo! Hai ragione! Grazie a gente come te, la buona musica non si sente più!!!), eccetera, eccetera, eccetera… bla bla blaaaaaa!!!
Ok, parte il pezzo… pa pa pa pa pappappappaaaa… pa pa pa pa pappappappaaaaa… e mi cadono le braccia! Ora spiego!
La canzone in questione è “All Summer Long” di Kid Rock. Parla dell’estate del 1989, quando il nostro deve aver perso la verginità con una biondona del Michigan e insieme cantavano “Sweet Home Alabama” dei Lynyrd Skynyrd! Ho pure guardato il video su YouTube e l’ho trovato divertente… si vede Kid Rock che guida un motoscafo, con scritto cowboy sulla prua, tutto attorniato da pupe degne della copertina di PlayBoy!
Insomma il pezzo vuole chiaramente essere un’omaggio alla già citata “Sweet Home Alabama”… ne riprende le atmosfere, ne richiama il sound, la cita apertamente con fraseggi di chitarra e di pianoforte… insomma un bel plagio camuffato da omaggio!!! Già, perché i furbacchioni (ovvero Kid Rock e la sua ciurma di strateghi…) non sapendo come fare a sfornare un hit di successo cosa han pensato di fare? Hanno preso una canzone che è monumentale, per la sua importanza nelle storia del rock, le hanno cambiato le parole… aggiustato qua e là (… ma nemmeno molto, in fin dei conti…) la melodia e modificato il riff caratterizzante…. Et voilà!!!
Ebbene… si sono resi ancora più ridicoli, perché ad un ascolto un pochino più attento… chiunque conosca un po’ di rock’n’roll si accorgerà che il tentativo di plagio camuffato ai danni di “Sweet Home Alabama”, è sfociato in un plagio involontario di un’altra canzone storica!!!
Infatti “Werewolves Of London” di Warren Zevon è U-G-U-A-L-E al pezzo di Kid Rock!
Allora io dico per l’ennesima volta…. LA VOGLIAMO FINIRE DI VENDER FALSI MITI?????
Questi signori che si occupano di marketing e di vendite…. Ma perché non vanno a lavorare per qualche compagnia petrolifera del cazzo o per qualche azienda che commercia in carta igienica???
Giù le mani dalla musica, schifosi succhiasangue che non siete altro!!! Giù le mani dal rock!
Ciao
Steavolaz
SOUNDTRACK (Agosto 2008)
Ricordo che fino a pochi anni or sono, ogni estate era caratterizzata da una colonna sonora specifica che i media propinavano in mille salse. Per cui ecco che la tale canzone diventava un tormentone che si poteva ascoltare a qualsiasi ora del giorno e della notte in televisione, alla radio, nei locali notturni… insomma… ovunque!
Quest’estate non mi sembra sia caratterizzata da niente del genere e può essere una buona occasione per andare a riscoprire qualche musicista che non abbiamo mai sentito nominare, o che abbiamo sentito nominare, ma di cui non abbiamo mai sentito nulla… ecco allora il mio contributo. Alcuni dischi che io trovo belli e che voglio condividere con tutti:
Ecco qui… così anche per quest’anno sappiamo cosa ascoltare in spiaggia! Ci tenevo… avevo paura che vi sentiste soli!
Ciao,
Stevolaz
VERAMENTE ROCK (Luglio2008)
Sono andato a Savona a vedere Sheryl Crow! Ha suonato all’interno del Priamar, che è una fortezza situata accanto al porto della città, dove, già nel Medio Evo, sorgeva il cuore dell'abitato savonese.
La scenografia era stupenda… all’aperto, ma all’interno delle mura di questa splendida struttura, la nostra Sheryl si è esibita davanti ad un pubblico non troppo numeroso per meno di due ore… ma regalando uno spettacolo intenso e molto, molto bello!
La band ha suonato in semi-acustico con suoni semplici e poco effettati. La resa sonora è stata eccezionale e si sono potute apprezzare le gesta dei musicisti che sono davvero bravi e che hanno saputo regalare delle bellissime emozioni!
Sheryl mi è parsa molto simpatica… è sembrata una persona molto semplice e “sincera” nell’esprimere la sua anima musicale. Ha instaurato con il pubblico un contatto informale di condivisione… insomma, senza tante cazzate, è salita sul palco e ha fatto la sua musica con umiltà e, almeno così mi è parso, con il sincero desiderio di regalare uno spettacolo piacevole. Ci è riuscita!
Io ho tutti i dischi di Sheryl Crow… non posso definirmi un fan, ma sono uno a cui la sua musica piace molto. Apprezzo soprattutto il fatto che faccia un rock prevalentemente classico, che non concede molto agli stili o alle caratteristiche del rock moderno. Mi spiego meglio. Anche se più giovane di Sheryl, posso tranquillamente affermare che Alanis Morissette è una sua contemporanea musicale… ebbene… quando ascolto le canzoni di quest’ultima, sento un qualcosa di diverso rispetto ai canoni con cui sono abituato a concepire il rock… sento una componente pop che, anche quando c’è in minima parte, mi allontana troppo da ciò che mi piace assaporare quando ascolto musica!
Sheryl, invece, come ho già detto, è molto classica. L’attaccamento alla tradizione, nella sua musica, si sente parecchio. Nei suoi album si trovano echi folk di sapore country molto, molto evidenti… il suo stile nel canto si rifà alla migliore tradizione southern americana… il sound generale della sua discografia è direttamente figlio delle grandi rock band di classic rock.
Qualcuno potrebbe dire che le differenze che sento siano dovute ad una diversità di stile… non è questo il discorso! La differenza è, invece, nel gusto musicale… non voglio dire che uno sia migliore dell’altro, ma che è sostanzialmente diverso.
Non a caso Sheryl collabora spesso con i grandi nomi della musica tradizionale americana… lo ha fatto con Johnny Cash e lo continua a fare con Willie Nelson… spesso il suo nome è scritto in cartellone con quello dei grandi nomi del rock come i Rolling Stones, Eric Clapton, Bob Dylan o John Mellencamp e ha partecipato a molti tributi alla musica rock del passato per celebrare miti del calibro di Elvis, i Beatles, Hank Williams o Waylon Jennings. Insomma… questi sono i suoi punti di riferimento musicali, per cui non può che fare musica che piace anche a me!
Bene, bene! Spero di aver stimolato qualcuno! Se non avete nulla, procuratevi qualcosa! Ne vale la pena.
Ciao,
Stevolaz
JOHN FOGERTY (Giugno 2008)
Sono anni ormai che faccio la caccia a John Fogerty e, in tutta onestà, mi ero quasi rassegnato. Per aver la possibilità di vederlo suonare, avrei continuato a comprare i DVD dei suoi concerti, oppure avrei dovuto pianificare una trasferta all’estero espressamente dedicata.
Nonostante i Creedence Clearwater Revival, il mitico gruppo di cui era il portabandiera, siano, ancora oggi che si sono sciolti da più di trent’anni, uno dei gruppi che vende maggiormente al mondo, Fogerty e la sua musica non sono particolarmente famosi in Italia. Mi spiego meglio: i Creedence hanno dei livelli di vendita paragonabili a quelli dei Beatles, ma, mentre l’italiano medio conosce perfettamente Paul McCartney e la sua musica, pochi sapranno rispondere alla domanda “… conosci John Fogerty?”… a meno che non si cominci a canticchiare Proud Mary… a quel punto la risposta sarà “ah siiiiiiiiiii, la conosco quella…”. Credo sia per questo che Fogerty in Italia non c’è mai venuto… fino ad ora!!!
Questo mese ha suonato a Milano. Noi c’eravamo! E cazzo(!) che concerto! Eccezionale!
Io ci sono cresciuto con la musica di John Cameron Fogerty ed è stato un sogno divenuto realtà aver avuto la possibilità di vederlo live!
Ho conosciuto i Creedence nella prima metà degli anni ’80… avrò avuto 13 anni o giù di lì… ricordo che in tv, su una neonata Rete 4, passava lo spot di una compilation a loro dedicata e lo slogan recitava qualcosa del tipo “… vivi l’America con i Creedence Clearwater Revival!!!”… in sottofondo c’erano brevi brani di Proud Mary, Have You Ever Seen The Rain?, Travellin’ Band… UNA FIGATA!!! Corsi al mio negozio di dischi preferito e comprai immediatamente il 33 giri… quel disco l’ho consumato!!! Da allora i Creedence sono stati un elemento fondamentale del mio gusto musicale.
John Fogerty è nato in California… West Coast… ma con la musica di quella regione c’entra davvero poco. Infatti quando sono usciti i Creedence, nella seconda metà degli anni ’60, i gruppi provenienti da quella parte degli States avevano un gusto molto più “morbido” del suo. Se penso a gente come ai Beach Boys o ai Byrds… perfino agli Eagles, penso a delle rock band con un gusto tendente al pop… molto più vicini alle nuove tendenze che venivano dall’Europa, che non alla tradizione musicale del loro paese che, comunque (ci tengo a precisarlo!), rimaneva alla base della loro musica. L’opera di Fogerty e dei Creedence aveva, però, un gusto più marcatamente “traditional”.
I riferimenti musicali, che sono alla base delle composizioni fogertiane, li si possono trovare nelle cover che gli stessi Creedence hanno inciso nella loro carriera: My Baby Left Me da Elvis, Good Golly Miss Molly da Little Richard, Before You Accuse Me da Bo Didley, The Nigh Time Is The Right Time da Ray Charles… per non parlare dei grandi classici della tradizione americana Cotton Fields o The Midnight Special… solo per citarne alcuni!
Insomma a Fogerty piace il Country, il Blues e il Rock’n’Roll! E si sente!
Pezzi come Born On The Bayou, Fortunate Son, Travelin’ Band, Who’ll Stop The Rain?, Bad Moon Rising, Lookin’ Out My Backdoor, Down On The Corner, Have You Ever Seen The Rain?, Proud Mary… sono tutte canzoni entrate di diritto nella storia della musica! Questa è una verità incontrovertibile!!!
Insomma John Fogerty è un mito… è uno di quelli che ha scritto il manuale del Rock’n’Roll e tutti gli altri DEVONO sempre tener in considerazione ciò che lui ha stabilito! Questo è un privilegio di pochi grandi!
Qualche anno fà, fantasticando come ero (e sono…) solito fare, avevo immaginato il mio gruppo rock dei sogni: Elvis Presley come voce solista, Levon Helm alla batteria, Paul McCarteny al basso, Ray Charles al piano e organo, e alle chitarre Duane Allman, Keith Richards e… John Fogerty!
Niente male, vero?
Ciao,
Stevolaz
CITAZIONI (MAGGIO 2008)
Secondo me, molti tendono a sottovalutare la cinematografia come arte. Sarò ancora più chiaro: molti tendono a sottovalutare la cinematografia più commerciale, in quanto, essendo destinata alla massa, non avrebbe diritto ad essere considerata “opera d'arte”. Io ritengo che questa cosa sia un'emerita stronzata e la storia dice che ho ragione: infatti film che, all'epoca della loro uscita, erano considerati poco più di “pop-corn movies”, con il tempo hanno visto riconosciuto il loro valore, perché, pur non dimenticando che il cinema deve far soldi per campare, gli autori e gli attori mettevano dedizione e talento in ciò che facevano e il risultato era di molto superiore a quello che, ad una prima occhiata, poteva sembrare.
Il risultato è che spesso nelle sceneggiature dei film di puro intrattenimento, troviamo delle battute, delle frasi, dei dialoghi che ci toccano, ci fanno riflettere o, semplicemente, ci divertono… insomma… tutto quello che serve per darci emozioni ed arricchirci lo spirito.
Qui di seguito ho voluto condividere con tutti, alcune delle frasi o dei dialoghi che mi hanno aiutato nei momenti difficili o che semplicemente mi hanno divertito… a volte educato perfino… perché nei film, come nelle canzoni, ci devi credere, se vuoi goderteli fino in fondo!
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.
(Bluto, Animal House)
Osgood, voglio essere leale con te: non possiamo sposarci affatto
Perché no?
Beh'... in primo luogo io non sono una bionda naturale...
Non m'importa
... e fumo, fumo come un turco...
Non m'interessa
Ho un passato burrascoso: per più di tre anni ho vissuto con un sassofonista
Ti perdono
Non potrò avere mai bambini...
Ne adotteremo qualcuno
Ma non capisci proprio niente, Osgood! Sono un uomo!
Beh, nessuno è perfetto
(Jerry/Daphne e Mr. Osgood, A Qualcuno Piace Caldo)
Sono 126 miglia per Chicago: abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio e portiamo tutti e due gli occhiali da sole.
Vai!
(Jake & Elwood, The Blues Brothers)
Ok ragazzi, questo è un blues con il riff in si, perciò occhio agli accordi e statemi dietro!
(Marty McFly, Ritorno Al Futuro)
Trovasti il paradiso tuo in America. Commercio avviato, vita sicura, polizia che ti protegge, e giustizia nei tribunali.
A che ti serviva un amico come me?
Ma ora, vieni da me e mi dici: "Don Corleone dammi giustizia"; però non lo fai con rispetto, tu non offri amicizia.
Non ti sogni nemmeno di chiamarmi Padrino, invece ti presenti a casa mia il giorno che si marita mia figlia e mi vieni a chiedere un omicidio a pagamento.
Io vi chiedo giustizia...
Questa non è giustizia, tua figlia è ancora viva.
Anche loro hanno à soffrire chiddu che lei soffre. Dicite u prezzo e io pago.
Ma che feci, Bonasera. Che ti feci mai per meritare questa mancanza di rispetto. Se venivi da me in amicizia i bastardi che hanno sfigurato tua figlia avrebbero la punizione oggi stesso. E se per questo un onest'uomo come te si trovasse dei nemici, quelli diventerebbero nemici miei, e avrebbero paura di te.
Mi volete come amico?... Padrino?
Bravo, un giorno... e non arrivi mai quel giorno, ti chiederò di ricambiarmi il servizio. Ma fino a quel momento, consideralo un dono in occasione delle nozze di mia figlia.
(Don Vito Corleone e Bonasera, Il Padrino)
Allora, sto uscendo. Se vedo qualcuno là fuori l'ammazzo! Se qualche figlio di puttana mi spara addosso non ammazzo soltanto lui, gli ammazzo anche la moglie e tutti i suoi amici! E poi gli brucio anche la casa! Meglio che nessuno spari! Voglio che facciate per Ned un bel funerale! E non azzardatevi più a sfregiare prostitute! Altrimenti torno e vi ammazzo tutti, figli di puttana.
(William Munny, Gli Spietati)
Penso che ti ritroverai, quando tutta questa merdata sarà finita, penso che ti ritroverai ad essere un figlio di puttana sorridente. La faccenda è che in questo momento hai talento, ma per quanto sia doloroso il talento non dura, e il tuo momento sta per finire. Ora, questa è una merdosissima realtà della vita, ma è una realtà della vita davanti alla quale il tuo culo deve essere realista. Vedi, questa attività è stracolma di stronzi poco realisti che da giovani pensavano che il loro culo sarebbe invecchiato come il vino. Se vuoi dire che diventa aceto, è così; se vuoi dire che migliora con l'età, non è così. E poi, quanti combattimenti credi di poter ancora affrontare? Eh? Due? Non ci sono combattimenti per i vecchi pugili. Eri quasi arrivato ma non ce l'hai mai fatta, e se dovevi farcela ce l'avresti già fatta. Sei dei miei?
(Marcellus Wallace, Pulp Fiction)
Sono il più forte che tu abbia mai visto. Anche se mi batti, resterò sempre il migliore.
(Eddie Felson, Lo Spaccone)
In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l'unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed, se io riesco a reggere alla distanza, e se quando suona l'ultimo gong io sono ancora in piedi... se sono ancora in piedi… io saprò per la prima volta in vita mia che... che non sono soltanto un bullo di periferia. (Rocky Balboa, Rocky)
Ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti.
(Harry Callaghan, Una 44 Magnum Per L'Ispettore Callaghan)
Vieni in California, vedrai che bello, ci divertiremo da matti!!
(John McClane, Trappola Di Cristallo)
Bere champagne a temperatura ambiente è come ascoltare i Beatles senza tappi per le orecchie! (James Bond, Agente 007 Missione Goldfinger)
Devo tenermi la mia angoscia, la devo proteggere, perché mi serve, mi mantiene scattante, reattivo, come devo essere.
(Vincent Hanna, Heat La Sfida )
Non è finito niente. Niente! Non è un interruttore che si spegne! Non era la mia guerra! Lei me l'ha chiesto, non gliel'ho chiesto io. E ho fatto quel che dovevo fare per vincerla, ma qualcuno ce l'ha impedito. E il giorno che torno a casa mia, trovo un branco di vermi all'aeroporto, che m'insultano, mi sputano addosso, mi chiamano assassino e dicono che ho ammazzato vecchi e bambini. E chi sono per urlare contro di me, eh? Chi sono, per chiamarmi assassino, se non sanno neanche che cavolo stanno strillando.
(John Rambo, Rambo)
Striker, ora ascolta e ascolta bene. Non c'è nessuna differenza tra un aereo e una bicicletta, ma c'è differenza tra un bicicletta e un aereo. Ma per te non fa alcuna differenza perché non sai andare in bicicletta. Se atterri te lo insegnerò.
(Kramer, L'Aereo Più Pazzo Del Mondo)
Hai sbagliato, Carlito. Hai sbagliato. Ma sono i riflessi di un tempo che tornano a galla.
(Carlito Bregante, Carlito's Way)
Un amico serve quando hai torto. Quando hai ragione non ti serve a niente.
(Bear, Un Mercoledì Da Leoni)
La Forza è quella che dà allo Jedi la possanza. È un campo energetico creato da tutte le cose viventi. Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia.
(Obi Wan Kenobi, Guerre Stellari)
Sapete che cosa si fa il primo giorno che si è a Parigi? Ci si procura un po' di pioggia… una pioggia che non sia troppo forte però… e una persona veramente carina con la quale girare in taxi. La pioggia è importante perché essa dà a Parigi un profumo speciale, sono i castagni bagnati dicono..
(Sabrina, Sabrina)
Fino a quando non ho sentito quel pezzo di musica, avevo dimenticato come mi ero ridotto
(Dude, Un Dollaro D'Onore)
Dio è con noi perchè anche lui odia gli Yankee, urrà!
No, non è con noi, perchè anche lui odia gli imbecilli!
(Tuco & il Biondo, Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo)
E' pesante! Di che materiale è?
E' la materia di cui sono fatti i sogni!
(Sam Spade & Kasper Gutman, Il Mistero Del Falco)
Parlami delle banche australiane
Sono ricche, mature e succulenti
Le banche o le donne?
Oltre le banche, anche le donne...
(Butch Cassidy & Sundance Kid, Butch Cassidy)
La morte di un uomo è la cosa più privata della sua intera vita!!!
(J.B. Books, Il Pistolero)
Uccidere un uomo è una cosa grossa! Gli togli tutto quello che ha… e tutto quello che sperava di avere!
(William Munny, Gli Spietati)
La troveremo alla fine! Te lo prometto! Questo è sicuro come… il sorgere del sole!
(Ethan Edwards, Sentieri Selvaggi)
Gli ufficiali americani sono tutti così maleducati?
Si, circa il 99%
Bene, nel periodo che trascorrerà con noi, avrà l'occasione di imparare un po' d'educazione! Dieci giorni d'isolamento, Hilts!
CAPITANO Hilts!
Venti giorni!
Bene. Hu… spero di trovarla ancora qui, quando sarò uscito!
(VonLuger e Hilts, La Grande Fuga )
Ti rendi conto dei pericoli a cui vai incontro?
Il pericolo più grande è la tua bocca!
(Vivian Sternwood e Philip Marlowe, Il Grande Sonno)
Non sopporto insulti, non sopporto ingiustizie, non sopporto prepotenze! Se qualcuno mi offende o mi tradisce, prima o poi, si aspetti la mia vendetta!
(J.B. Books, Il Pistolero)
Voi non dovete passare ogni giorno della vostra vita a provare che siete innocente, ma io si!
(John Robie, Caccia Al Ladro)
Se questo aereo decollerà e tu non sarai con lui, te ne pentirai. Forse non oggi, forse non domani, ma presto ... e per il resto della tua vita.
(Rick Blaine, Casablanca )
La più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto al mondo è stata quella di convincere tutti che lui non esiste.
(Kaiser Souze, I Soliti Sospetti)
So solo che ti amo.
Questa è la tua disgrazia.
Aspetta Rhett...Rhett...se te ne vai, che sarà di me, che farò?
Francamente… me ne infischio.
(Rossella O'Hara e Rhett Butler, Via Col Vento)
Hey, è una specie di magia!
(Conor McLeod, Highlander)
Hallie è tua adesso. Vai in quella stanza e accetta la nomination. Hai voluto insegnarle a leggere e scrivere… fa che legga dei tuoi successi!
(Tom Doniphon, L'Uomo Che Uccise Liberty Valance)
Le brave persone restano al fondo… i bastardi e la schiuma vengono a galla!
(Lew Harper, Detective Story)
E allora vai, corri, ragazza, corri… compra un biglietto dell'autobus e sparisci! Cambia il tuo nome, tingiti i capelli, scompari! E allora forse, bada… forse, potrai liberarti di me!
(Ben Quick, La Lunga Estate Calda)
Mia madre voleva che facessi il contadino!
Mio padre voleva che giocassi a baseball…
Bhè sei il miglior giocatore che abbia mai avuto… e il più grande battitore che abbia mai visto!
(Pop Fisher e Roy Hobbs, Il Migliore)
A tutti noi per Dio! A Dom e ai privilegi della gioventù! A ciò che siamo stati e ciò che siamo… e a ciò che saremo!
(Gardner, Fandango)
Lo sapevo che ci avresti pisciato sopra! Avanti, forza, pisciaci sopra! Un aumento vuol dire che sei bravo, lo capisci? Lo sai quante volte mi hanno detto che ero bravo in vita mia? Due, due fottutissime volte… con l'aumento di oggi e ballando in discoteca!
(Tony Manero, La Febbre Del Sabato Sera)
Hey STEEEEELLLLLAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!
(Stanley Kowalsky, Un Tram Che Si Chiama Desiderio)
Che cosa vuoi sentirti dire amico? Che ogni tanto mi va di sentire il sapore di una pistola? Ho anche la pallottola pronta per l'occasione… guarda… con la punta cava, per essere sicuro che mi faccia un buco in testa da parte a parte! Ogni singolo giorno mi sveglio e penso perché non dovrei farlo! Ogni singolo giorno! E lo sai perché non lo faccio? Ti farà crepare dal ridere! Lo sai perché non lo faccio? Il lavoro! Per il senso del dovere!
(Martin Riggs, Arma Letale)
Vorrei che ci fosse un solo giorno in cui non mi sentissi così confuso!
(Jim Stark, Gioventù Bruciata)
Ci sono cose da cui un uomo non può fuggire!
(Ringo Kid, Ombre Rosse)
Quando una ragazza ha meno di 21 anni è protetta dalla legge, quando ha superato i 65 è protetta dalla natura, a qualsiasi età intermedia è caccia libera.
(Comandante Matt Shermann, Operazione Sottoveste)
Alla fine tutte le cose si fondono in una sola, e un fiume l'attraversa. Il fiume fù scavato dal grande fluire del mondo, e scorre tra le rocce dall'inizio dei tempi. Sopra le rocce sostano gocce di pioggia senza tempo. Sotto le rocce sostano le parole, e alcune delle parole sono le loro. Sono tormentato dal fiume.
(Narratore, In Mezzo Scorre Il Fiume)
La rivoluzione è sempre uguale. Si tratta dei buoni contro i cattivi. Bisogna vedere chi sono i buoni…
(Bill Dollworth, I Professionisti)
Bhè… arrivare secondo è meglio che arrivare terzo!
(Junior Bonner, L'Ultimo Buscadero)
Ti è andata male Lonnehan. Che vuoi che ti dica… a questo gioco servono un po' di cervello e un po' di culo!
(Henry Gondorff, La Stangata )
La ragione per la quale le ho chiesto di venire qui… tutte quelle persone… quelle milioni di persone! Io non pensavo che saremmo potuti arrivare a tanto… lei deve credermi, non lo pensavo! Deve credermi!
Vede Herr Janning… avrebbe dovuto immaginarlo la prima volta che ha condannato a morte un uomo sapendolo innocente!
(Hernst Janning e Giudice Dan Heywood, Vincitori e Vinti)
Bhè d'ora in poi dovrai camminare nelle mie scarpe, e forse ti passerà un po' di tutta quella voglia di ridere che hai!
Ma una cosa la puoi ancora fare, conservare un po' di quella illusione che faceva muovere noi altri,
quelli della vecchia generazione e anche se lo farai con il tuo solito tono da burla, te ne saremo grati lo stesso, perché in fondo ai miei tempi eravamo dei romantici, credevamo ancora di poter risolvere tutto faccia a faccia con un buon colpo di pistola.
Allora il west era immenso, sconfinato, deserto, un posto dove non si incontrava mai due volte la stessa persona, poi… bhè poi sei arrivato tu ed è diventato piccolo, affollato, ci si incontra continuamente.
Eppure se tu puoi ancora andare in giro acchiappando mosche, lo puoi fare anche perché prima
ci sono stati quelli come me, si quelli che devono finire sui libri di scuola perché la gente
deve pur credere in qualcosa, come dici tu.
Ma non potrai certo farlo per molto tempo ancora, il paese è cresciuto, cambiato,io non lo riconosco più e già mi sento straniero… e un buon colpo di pistola non basta più, ma tu lo sai già, perché questo è il tuo tempo… non più il mio.
(Jack Bouregard, Il Mio Nome è Nessuno)
Ciao,
Stevolaz
SHINE A LIGHT (Aprile 2008)
L'appuntamento è al cinema! A partire da venerdì 11! Shine A Light! Il documentario diretto da Martin Scorsese sui Rolling Stones uscirà nelle sale in questa data e… ragazzi… non perdetelo!
Il film è stato realizzato nel corso del tour del 2006 e va ad aggiungersi al già ricco curriculum rock del regista italo-americano. Aveva iniziato tanti anni or sono con il bellissimo "The Last Waltz", concerto d'addio di The Band e di una cultura, quella hippy, giunta al crepuscolo… ha continuato con lo sforzo produttivo del progetto "The Blues", sette film, di cui uno diretto da lui, che hanno celebrato la cultura nera e la sua musica… è andato avanti con "No Direction Home" su Bob Dylan, realizzato magnificamente senza aver mai incontrato il protagonista del film… oggi ci regala "Shine A Light" per celebrare la più grande rock'n'roll band di tutti i tempi!!! Già, perché, piaccia o no, le cose stanno così!
Non mi vergogno a confessarlo: io ho scoperto che gli Stones erano inglesi a 18 anni!!! Avevo già molti loro dischi ed avevo anche già assimilato molta loro musica… insomma ero già un fan! Ma ero convinto fossero americani. All'epoca non ero interessato alla parte storica della musica, ma solo al sound, al ritmo e al puro piacere di ascoltare una bella canzone… così mettevo un loro disco e mi divertivo a perdermi dentro quelle chitarre tonanti sulle quali la voce di Mick Jagger sbeffeggiava il mondo!
Come biasimarmi? I pezzi dei Rolling sembravano scritti da Chuck Berry, le cover che trovavo nei dischi erano tutte classici del blues, addirittura, qualche volta, hanno fatto del country (vedi la bellissima Far Away Eyes, dall'album Some Girls)!!! Perciò… anche se ho scoperto che sono inglesi… non me ne frega un cazzo!!! Per me sono americani!
Se il rock'n'roll è ribellione, noncuranza delle formalità, trasgressione, sesso, vizio e divertimento, gli Stones ne sono la personificazione. Hanno fatto del rock un codice comportamentale, una filosofia di vita… e gli sono stati fedeli! Ecco perché sono la band rock più grande… non c'entra niente la longevità, è una questione di sostanza, di quello che rappresentano nei fatti.
Ma parliamo di musica. Ci sono dei dischi che, se sei appassionato di musica rock, devi avere… e sono dischi dei Rolling Stones! Mi limiterò a citarne solo 3:
In un'intervista di qualche anno fa, Keith Richards attribuiva la longevità del successo del gruppo al fatto che da 40 anni gli Stones vanno suonando “la stessa canzone”. Niente è più vero di questo. Infatti Mick Jegger aggiungeva che lo schema dei loro pezzi è molto semplice: tema, ritornello, un inciso dopo l'assolo, che dia una variazione, e un riff portante di chitarra! Tutto qui! Semplice vero??? Provateci voi!!!
Gli Stones non sono innovatori melodici, anzi… sono molto celebrativi del passato e spesso tornano alle radici del blues e della musica tradizionale americana! Non sono maestri di tecnica… c'è, anzi, chi sostiene che vadano, spesso e volentieri, poco a tempo! Non sono accattivanti… piuttosto, se dovessi trovare una definizione per il loro sound, li definirei invadenti!
Ma che cavolo hanno, allora, che me li fanno amare così tanto??? Sarà forse a causa di quel tipo che parla forbito, veste elegante e si aggira con un bastone, chiedendo di avere Sympathy nei suoi confronti, che li assiste?
Qualcosa c'entra di sicuro!
“… huu, huu…”
Stevolaz
TALENTI (Marzo 2008)
Il mese scorso mi trovavo a girare su internet, per la precisione su Myspace. Come molti di voi sapranno, Myspace è un sito che fornisce a chiunque la possibilità di avere una pagina personale, per farsi conoscere dagli altri utenti della rete.
Per chi si diverte con la musica, ma anche per i professionisti, o per chi aspira a diventare tale, ben presto Myspace è diventato uno strumento preziosissimo. Infatti il gruppo o il musicista iscritto può creare la sua pagina di presentazione e far sentire la sua musica, il tutto assolutamente in modo gratuito! Anche noi abbiamo il nostro spazio… ve lo ricordo: www.myspace.com/thebigbossband
Ebbene, navigando su questo sito, uno come me ha la possibilità di andare ad esplorare un universo che altrimenti gli sarebbe inaccessibile. Fino a pochi anni or sono, succedeva infatti che, per poter andare a scovare dei musicisti di “genere”, che suonassero quel tipo di musica che, comunemente, viene definita rock americano, l'unico modo fosse leggere riviste specializzate. Quest'operazione aveva però un limite importantissimo: sulla rivista leggi! Non puoi ascoltare nulla e devi fidarti del tuo istinto e di ciò che qualcun altro ha ascoltato per te.
Con Myspace questo limite è definitivamente superato: tu puoi trovare un artista che t'incuriosisce per il genere che suona e ascoltare la sua musica… poi, puoi andare a curiosare tra la lista dei suoi amici e trovare il link alla pagina di qualche altro artista che, probabilmente suona lo stesso genere, oppure ha le stesse radici musicali, e così via…
Come detto, il mese scorso mi trovavo a curiosare sulla pagina di un artista che è nostro “friend”… così… per curiosità, sono andato a vedere nella lista dei suoi amici e ho visto qualche nome che m'incuriosiva… ho cliccato e via! Ecco ho scoperto due artisti, secondo me bravissimi, che voglio segnalarvi.
Il primo e Todd Snider! Pura America!!!
Sarà che il tizio è di Nashville, Tennessee… sarà che le sue canzoni sono un po' come le nostre… con pochi accordi ed una melodia semplice semplice che vi si appoggia sopra… sarà che non lo avevo mai sentito e mi ha entusiasmato all'idea della “scoperta”, ma la musica che ho trovato sulla sua pagina mi è veramente piaciuta. Tanto che sono subito andato su Amazon a comprare uno dei suoi dischi… il “ragazzo”, infatti, è nel giro da un bel po' di tempo e musica ne ha fatta parecchia… “Thin Wild Mercury” è un pezzo con sonorità molto simili a quelle che vorrei per il nostro disco, “Just Like Old Times” ha il tipico andazzo southern del classic rock, “Guaranteed” deve avere qualche anno ma è rock vero di chiara influenza beatlesiana… non parliamo poi del frame di “Don't Be Cruel” con cui, il nostro, omaggia Elvis: divertentissimo!
Il secondo artista è Hayes Carll!
Qui siamo ancora più “classic”, se possibile!!!
Il ragazzo è di Huston, Texas… ha una voce impastata di whiskey che è una meraviglia… il suo stile è veramente divertente e divertito… si notano molto influenze dei padri del country-rock del west, primo fra tutti di Waylon Jennings. Anche qui gli accordi e le melodie sono molto semplici e i suoni veramente tradizionali, con l'utilizzo di chitarre elettriche, acustiche, dobro e quant'altro possa ricreare una sana e genuina atmosfera rock! “Faulkner Street” è un pezzone rock di quelli che piacciono a me, svelto ma non frenetico e con chitarre calde che escono da tutte le parti… “A Girl Downtown” ha un sapore western che gli è dato dall'utilizzo del banjo e una melodia fluida e giocosa che diverte molto… “I Got A Gig” è un vero pezzo rock che avrebbero potuto scrivere i Rolling Stones… che altro dire??? Il ragazzo è al suo secondo cd in uscita ad Aprile… io lo comprerò!!! Fatelo anche voi!
Viva il rock and roll e tutti quei pazzi che ancora continuano a credere che una chitarra sia meglio di tante cazzate!
Ciao,
Stevolaz
FICHI E SFIGATI!!! (Febbraio 2008)
Mi ricordo di una volta, ero in prima superiore e dovevo fare un tema. L'argomento trattato era qualcosa del tipo “La moda e i giovani d'oggi”… o qualcosa del genere… Dovete sapere che io, in generale, ero una schiappa a scuola, ma scrivere mi piaceva e a fare bene i temi in classe ci tenevo… ero felice di esprimere le mie idee. Per questa ragione mi lanciai in un'analisi sociologica accuratissima della gioventù di allora, in cui la faceva da padrone l'apparire, più che l'essere, sottolineando anche come l'esibizionismo e l'edonismo portavano ad essere maggiormente accettati nelle “compagnie” di amici. Impiegai tre ore a scriverlo e, alla fine, dopo aver letto e riletto, tagliato qua e aggiunto là, venne fuori un “temone” di due protocolli di cui andavo fierissimo, convinto che mi avrebbe fruttato un buonissimo voto!
Dopo due settimane, la professoressa portò i compiti corretti. Io ero sicuro di andare incontro alla gloria… perché avevo scritto bene e argomentato meglio… le mie considerazioni erano state brillanti e avevo arricchito il tutto con un'ironia raffinatissima!!!
Voto: 5!
Ero esterrefatto! Non potevo credere che quello che ritenevo essere uno dei miei lavori migliori, avesse avuto un risultato insufficiente! La prof. mi stroncò: la costruzione del tema andava anche bene, ma era infarcito di troppa ironia, espressa con un linguaggio “marcatamente gergale”!!! La cosa peggiore, però, quella che era stata determinante nell'appiopparmi il 5, era che le mie argomentazioni non erano condivisibili! Mi portò l'esempio della figlia… la ragazza aveva personalità e capacità decisionale propria e, mai e poi mai, avrebbe cercato di essere “alla moda” per essere accettata dagli amici.
Me ne tornai a casa, quel giorno, con il morale sotto i tacchi! Ero deluso e vinto! Com'era possibile che quella non condividesse certe cose!!! Io avevo detto solo quello che avevo osservato e, dannazione, ero convinto che fosse inconfutabile!!!
All'epoca abitavo a Chiavari e il sabato pomeriggio avevo l'abitudine di andare dal mio negozio di dischi preferito, “Music Record”, per comprarmi un Lp o una cassetta. In quel periodo avevo letto, non ricordo dove, che i Beatles erano ammiratori di Elvis e, comunque, sapevo che Elvis aveva inciso diverse loro cover a cavallo tra gli anni '60 e '70. Per cui avevo deciso di andare alla scoperta dei “Fab Four” ed ero nel pieno della mia esplorazione. Avevo già acquistato i dischi precedenti… quel giorno toccava a “Stg. Pepper”. Entro nel negozio e, come mia abitudine, mi metto a leggere la copertina del disco… era una sorta di rito… ancora adesso prima di comprare un cd, mi leggo tutti i titoli, tutti i crediti… cerco di innamorarmene… voglio prima immaginarmelo e poi, quando vado a casa me lo ascolto voracemente, avendo creato questa sorta di aspettativa.
Ebbene, sono lì che mi faccio gli affari miei, quando un vociare famigliare mi arriva alle orecchie. Metto il naso oltre lo scaffale e intravedo, senza che loro se ne accorgano, la mia prof di italiano con la figlia! Erano venute a comprare un disco per la ragazza. Curiosissimo decisi di spiare che album avrebbero preso. Non ricordo quale fosse, ma era l'ultimissima compilation di non so quale DJ! Mi misi ad osservare come la ragazza, che aveva la mia stessa età, fosse vestita: pantalone di “tale”marca, cappottino di “tal'altra”, borsetta fica e scarpe in tinta! Poi guardai me: i miei soliti jeans (porto ancora oggi stesso modello e marca!), giacca sportiva sullo stile di quelle che si possono vedere in un film degli anni '50, scarpe da ginnastica e in mano un disco di almeno vent'anni prima!!!
Mi misi a pensare… in effetti, ero l'unico dei miei compagni di classe che ascoltasse rock classico, anzi… che ascoltasse rock!!! Non mi era mai interessato possedere un paio di scarpe firmate e, in generale, pur avendo le mie frequentazioni, non avevo una vita sociale incredibilmente vivace… insomma non ero un fico!!! La ragazza, invece, quella sì che era “cool”… come dire… una “giusta” insomma! Allora capii!!! Il mio 5 non era stato dovuto al fatto che le mie argomentazioni fossero sbagliate, ma al fatto che fossero corrette! Ero felice! Avevo visto giusto, perché ero un alieno e avevo avuto la possibilità di essere osservatore di una parte di mondo di cui non facevo parte! Per la prima volta, mi sentivo “fieramente” uno sfigato!!!
Non sarò mai un fico, è una cosa che non ho in me! Per me Elvis è e sarà sempre il re del rock'n'roll! Spero che i Rolling Stones e Springsteen continuino a suonare fino a quando avranno un alito di fiato in gola! I miei chitarristi preferiti sono Eric Clapton e John Fogerty! Mi piacciono Clint Eastwood e John Wayne, Paul Newman e Steve McQueen. I miei attori viventi preferiti sono John Travolta e Bruce Willis!!!
Sono uno sfigato! Fiero di esserlo!
Ciao,
Stevolaz
RICETTA ANTI-DOWN!!! (Gennaio 2008)
Quasi tutta la letteratura sportiva tratta del fatto che per ottenere qualcosa nella vita, bisogna sudare sette camice… lo sport è una perfetta allegoria della vita, con le sofferenze che impone per il raggiungimento di un obbiettivo non garantito. Niente è facile e niente viene per caso. Tutto, ma proprio tutto, è il frutto di lavoro, rinunce, sacrifici e fatica.
Uno dei miei film preferiti è “IL MIGLIORE”, 1984, di Berry Levinson e con Robert Redford come protagonista. Il romanzo, dal quale il film è stato tratto, è uno dei primi libri che io ricordi di aver voluto leggere volontariamente.
Redford era perfetto nel ruolo di Roy Hobbs, un predestinato, un talento naturale, un giovane che avrebbe avuto tutte le fortune nel baseball professionistico, ma che, per un incidente dovuto alla sua giovane età ed inesperienza, vede la sua carriera e la sua vita andare a fondo! Quindici anni dopo, ad un'età che vedrebbe qualsiasi uomo di sport andare in pensione, la sorte decide di dargli una seconda possibilità con un ingaggio come battitore presso una squadra di bassa classifica ma di serie A. Sarà la sua rivincita, come sportivo ma soprattutto come uomo!
Prendiamo ad esempio “ROCKY”, 1976, di John G. Avildsen. Ragazzi!!! Quello sì che era veramente un perdente… un emarginato… uno sfigatone a cui la vita sembrava aver riservato un posto schifoso nella periferia del mondo! Ma ecco che la sorte si ricorda di lui. Rocky è consapevole che non vincerà l'incontro con Apollo Creed… il campione ha troppa classe!!! A Balboa interessa solo resistere… RESISTERE… perché così saprà con certezza di non essere soltanto un bullo di periferia. Questa è la grandezza dell'uomo. Non fare mai le cose solo per dimostrare qualcosa agli altri, ma prima di tutto per sé stessi… perché se un uomo non ha stima di sé, non vale niente!
Meno mitico dei due esempi precedenti, ma non per questo meno calzante all'argomento è “COLPO VINCENTE”, 1986, di David Anspaugh. Qui il protagonista è l'allenatore di una squadra giovanile di basket. Il coach, interpretato da un grintosissimo Gene Hackman, ha avuto pessime esperienze nell'allenare squadre professionistiche e cerca riscatto prendendosi cura di questa squadretta della provincia americana. Attraverso un tortuoso cammino di redenzione personale, il nostro guiderà i suoi ragazzi alla gloria, non senza però aver insegnato loro sia quanto sia dura la vita, sia quanto sia duro raggiungere obiettivi importanti.
Le volte in cui mi sento giù, io faccio sempre due cose: guardo film sullo sport e ascolto rock'n'roll! Si, rock'n'roll… quello vero però! Ci sono 3 pezzi rock'n'roll che sono veramente importanti per tirarmi sù il morale.
Il primo è senz'altro “BABY LET'S PLAY HOUSE” di Elvis… non l'avete mai sentita? Procuratevela!!! L'inizio con quel “… oooo baby, baby, baby….” tutto singhiozzato ed ammiccante basterebbe a smuovere le montagne… ma poi inizia la storia, che è ancora meglio! “… senti bambina… ascolta cosa ti dico… vieni, andiamo… io voglio giocare alla casa con te!”… ragazzi… è la voce ghignate e lasciva di Elvis, tutta riverberata e proveniente direttamente dagli anni '50, che dice queste cose… proposte oltraggiose e mooolto, mooolto pericolose per il mondo bacchettone e benpensante dell'epoca! Una scarica di adrenalina pura!
Chi non conosce “JOHNNY B. GOODE” di Chuck Berry smetta di leggere adesso e non venga mai più a visitare il nostro sito!!! Il riff di chitarra più famoso della storia… il più amato e il più imitato! L'unico songwriter di colore che abbia mai scritto con temi tipici della country music è lui: il mitico Chuck… ma non è tutto merito suo… se suo cugino Marvin non gli avesse fatto sentire per telefono la strana musica di quel tizio venuto da chissà dove… come si chiamava?... ah ecco, si… ora ricordo: Marty McFly… hehehehe;-)))
Si è sempre abusato di “BLUE SUEDE SHOES” di Carl Perkins e, per questo, la si è sempre sottovalutata! Ma attenzione però… siamo di fronte all'essenza massima del rock'n'roll! “… tu puoi farmi di tutto… bruciare la mia casa, rubarmi la macchina o bere il mio liquore… ma… non azzardarti nemmeno a sfiorare le mie scarpe di camoscio blu…”! Non riesco nemmeno ad immaginare un argomento più anni '50 di questo… Avete mai sentito parlare del film manifesto di quell'epoca con James Dean intitolato in Italia “Gioventù Bruciata”?... Bene! Il titolo originale era “Rebel Without A Cause”, ovvero “Ribelle Senza Causa”… appunto l'argomento di “BLUE SUEDE SHOES”!
Ricapitolando! Se vi prende male male… la ricetta è questa: 3 drammoni sportivi che vi facciano capire come niente sia gratis… a seguire 3 rock'n'roll per buttarvi definitivamente alle spalle i cattivi pensieri e ritrovare il buon umore!!!
Ciao
Stevolaz.
GUITAR PLAYERS! (Dicembre 2007)
Quando avevo 13 anni o giù di lì, mio padre arrivò a casa con un regalo. Per chi viveva in casa insieme a me, non era difficile capire che consideravo la musica, e il rock'n'roll in particolare, uno degli elementi fondamentali della mia vita. Credendo di farmi cosa gradita, il babbo mi fece vedere cosa aveva comprato di così speciale… era una chitarra. Era una classica color legno scuro, molto semplice e da pochi soldi, ma perfetta per imparare almeno i primi accordi. Quando me la diede, mi propose di andare a prendere qualche lezione, dicendomi che mi avrebbe divertito imparare uno strumento con cui accompagnarmi, dal momento che mi piaceva così tanto cantare… dannato me!!! Bastava che dicessi qualcosa del tipo… “Che bello!” oppure “Sì, ci stò!”… e sarei diventato un chitarrista dignitoso… invece dissi un secco “No! Non ne ho voglia”. Il fatto è che sono sempre stato un po' ribelle e trovo difficile fare delle cose che non partono dalla mia volontà… è sempre stato così fin da piccolo. Ecco perché poi, diversi anni dopo, ho imbracciato la chitarra ed ho imparato, almeno, ad accompagnarmi. Mi era scattato un “click” in testa. La previsione che aveva avuto mio padre, a proposito dell'esigenza di accompagnarmi nel canto, si era avverata e adesso ero io che volevo imparare. Purtroppo però questo avvenne in età adulta e, come tutti sanno, imparare qualcosa da grande, non è la stessa cosa che impararla da bambino. Risultato: potevo essere un discreto chitarrista e invece sono quel che sono… ma pazienza. Ecco perché rimango incantato di fronte ai grandi guitar players e, quando sento un bel suono di chitarra, o un riff bello corposo, o un assolo fatto bene, sono affascinato e ammirato dall'abilità dell'esecutore. Io non sono capace a fare certe cose, per me sono difficoltose: chi ci riesce ha tutto la mia ammirazione!!!
Ci sono alcuni chitarristi che influenzano profondamente le mie scelte musicali e che, nel corso degli anni, hanno contribuito in modo determinante alla formazione del mio gusto. Voglio parlare di loro.
SCOTTY MOORE: qualcuno lo ha definito “il chitarrista che ha cambiato il mondo”! Scotty è stato il solista per Elvis dagli esordi nei primi anni ‘50 fino al 1968. Ha sempre suonato delle Gibson preferibilmente con una tecnica chiamata “finger-picking” che, come dice il nome, è caratteristica del fatto che le corde vengano pizzicate con le dita. Grande ammiratore di Chet Atkins, Scotty è stato il primo chitarrista solista di una rock band come possiamo intenderlo oggi, ovvero con un suono, uno stile e una presenza fortemente caratterizzanti: quando senti una chitarra suonata in quel modo, è al modo di Scotty Moore! Quando sento un pezzo con Scotty alla chitarra non posso non sentirmi di buon umore! Non c'è una tecnica sopraffina, ma c'è un notevole gusto e un'ammirevole coraggio nell'andare ad interpretare lo spirito del rock degli albori. Un vero pioniere!
B.B. KING: il mio metro di paragone, nel giudicare chitarre blues, è BB King. I puristi del genere, forse, non sono troppo d'accordo con me, ma me ne sbatto! Il suono di BB è quello del blues di Memphis e a me non serve altro. Tendo sempre a visualizzare il sound delle sue chitarre con un cilindro... credo sia per via dell'estrema pulizia e calore del suoni che usa. Quasi mai lo sentiremo suonare una ritmica tradizionale, BB dice di non essere capace ad accompagnarsi…. Così possiamo godere di riff spocchiosi alla “Rock Me Baby” e di assoli estremamente eleganti alla “Thrill Is Gone”.
CHUCK BERRY: ragazzi secondo me Chuck è la chitarra rock per antonomasia. Per quanto mi riguarda lui ha inventato il modo di suonare il rock con riff incalzanti e bicordi martellanti. Che altro serve?
KEITH RICHARDS: colui che Chuck ha definito suo unico erede! Il grande Keith è principalmente un chitarrista ritmico: negli Stones non è mai stato la lead guitar : Brian Jones, Mick Taylor, Ronnie Wood… loro sono quelli bravi, quelli tecnicamente dotati… ma il sound, il tiro, il groove li mette Keith e non è poco!
ERIC CLAPTON: “slowhand”, come viene chiamato, mi piace per il rispetto che ha sempre mostrato nei confronti della tradizione. Clapton è un mostro sacro della chitarra, una leggenda vivente. La cosa che mi piace di più in lui è il fatto che è estremamente eclettico… ha suonato di tutto nel rock, dalla psicadelia, al country, al blues… sempre con estrema abilità! Non mi ha mai impressionato per la sua capacità innovativa, ma per l'estrema cognizione di causa in qualsiasi cosa facesse. Ha fatto del gusto, unito alla tecnica, il suo marchio di fabbrica! Difficile che non mi piaccia una sua chitarra. Quando suona acustico, poi, lo trovo impareggiabile!
DUEANE ALLMAN: questo tizio che, almeno qui in Italia, esclusi gli appassionati, non è molto conosciuto, è stato inserito, dalla rivista Rolling Stones, nella classifica dei 100 migliori chitarristi di sempre, al 2° posto dopo Jimi Hendrix. A me piace di più Duane! A mio gusto personale, risulta essere perfetto! Esponente di punta della tecnica “slide”, ha creato uno stile ed un sound caratteristici del southern rock e, ancora oggi, le sue chitarre risultano essere moderne e fresche, permeate, come sono, da grande inventiva ed originalità.
JOHN FOGERTY: a mio modo di vedere non c'è chitarra più americana di quella di John Fogerty! Per questo è uno dei miei preferiti: lo sento suonare e penso ad una strada sterminata nel deserto del Nevada, al fiume Mississippi o ad un campo di cotone del Tennessee. La chitarra di Fogerty è tutte queste cose per me!
STEVIE RAY VAUGHAN: quanto è bello ascoltare Stenie Ray che suona la chitarra. Lo trovo ipnotizzante. Mi sono infatuato del suo stile quando ho ascoltato per la prima volta un suo pezzo strumentale intitolato “Scuttle Buttin'”… sembra che ci siano almeno un paio di sovraincisioni, perché non è possibile che un uomo da solo abbia suonato ad una simile velocità!!!... Invece no! Solo una pista di chitarra, solo Stevie Ray. Ascoltare la sua chitarra vuol dire capire cosa sia uno stile definito e riconoscibile fra un milione!!!
MARTY STUART: alzi la mano chi lo conosce!!! Se non siete appassionati di musica country, non potete conoscerlo. A me piace molto perché i suoi suoni di chitarra sono tradizionali e moderni al tempo stesso. Mi spiego meglio: Marty suona con uno stile molto originale, i suoi fraseggi non sono mai banali… però il suono vero e proprio della sua chitarra è veramente “traditional”!
KENNY WAYNE SHEPHERD: il suo stile deve molto a Stevie Ray Vaughan, è ancora molto giovane e deve dimostrare tutto il suo valore… avrà tempo per farlo, ma tra i chitarristi di nuova generazione è uno dei miei preferiti. Non entrerà nella storia come tutti quelli che ho citato in quest'elenco, ma, se non altro, contribuisce a tenere in vita un po' di classic southern rock e di blues negli anni 2000. Non è cosa da sottovalutare per un ragazzo di 30 anni che suona la chitarra come molte delle star della musica della sua generazione nemmeno si sognano di poter fare!!!
Buon Natale e felice anno nuovo da tutta la Big Boss Band!!! Ci vediamo nel 2008!
Stevolaz
CLASSIC ROCK (Novembre 2007)
Io sono un fan di Bruce Willis!
Le star di Hollywood, eccezion fatta per pochi casi, si preoccupano di essere facilmente riconoscibili per il pubblico e, per questo motivo, nell'arco della loro carriera tendono a tratteggiare le diverse fisionomie di un solo carattere, in modo che i fan sappiano fin da subito che, quando vanno a vedere un film con quella star, sarà un film “di” quella star.
Anche Bruce è vittima di questo perfido ingranaggio. Nonostante sia uno dei pochi attori di film d'azione che si sia cimentato con successo anche in altri generi, il pubblico lo associa automaticamente al “duro” tutto d'un pezzo di turno. Ed è giusto che sia così, perché Willis non passerà alla storia del cinema per i ruoli brillanti che ha interpretato, ma per i film d'azione in cui l'eroe, cioè Bruce Willis, salva la sua famiglia e il mondo sventando un attacco terroristico o risolvendo una situazione con ostaggi o scoprendo di essere un supereroe che non può stare male… tutto suo malgrado! Il bello del suo personaggio è tutto qui! Bruce non cerca mai i guai, ma sono i guai che lo trovano… è un predestinato… uno che si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato! Non vuole fare, ne tantomeno essere, un eroe… ma deve diventarlo per forza! E lui è sempre lì ad ammazzare cattivi, con quell'espressione come a dire “…ma che diavolo ci faccio io qui!!!”.
Questi giorni mi sono ritrovato al cinema a guardare l'ultima fatica del mio eroe:”DIE HARD VIVERE O MORIRE”. Mentre scorrevano le prime scene e guardavo le varie pose e le espressioni facciali, ho pensato… non ci sono più attori così! Bruce è della vecchia scuola, quella dei John Wayne, dei Clint Eastwood, degli Steve McQueen… eroi diversi, da ciascuno dei quali ha preso qualcosa, l'ha rimescolata, metabolizzata e riproposta secondo le sue proprie caratteristiche! Per fortuna che ci sono ancora eroi così… gente che non parla molto… arriva subito al sodo e sà sempre cosa fare quando c'è un momento di crisi! Certo hanno i loro fantasmi, i loro demoni personali che ne hanno indurito la scorza e che non li rendono persone “facili”… ma sono un po' come il nostro papà: possiamo litigarci e non comprenderlo, ma, se abbiamo bisogno, sappiamo che c'è!
C'è una scena in particolare che mi ha fatto saltare sulla poltrona: Bruce è in macchina con il co-protagonista, un ragazzino che potrebbe essere suo figlio… ebbene, stanno ascoltando la radio e il dj mette “Fortunate Son” dei Creedence! Bruce alza il volume e il ragazzino borbotta qualcosa… allora il nostro gli fà notare che quelli sono i Creedence… i Creedence Clearwater Revival… classic rock… CAPITE??!!??!?!?!?!?
Ecco com'è Bruce Willis: classic rock! Non una frociatina di canzone moderna tutta compressa fatta per essere ascoltata su di un lettore mp3 o su uno schifoso i-pod… ma un cazzo di pezzo rock anni '70, con il basso e la batteria che pestano come dannati e con delle chitarre distorte, e forse nemmeno perfettamente accordate, che gli urlano sotto, una voce maleducata ed irriverente ed un sound che ti fa venire voglia di alzare il volume… un sound adatto ad essere suonato su di un Hi-fi gigantesco ed ingombrante che però ti permette di entrarci dentro a questa cavolo di musica meravigliosa!!!!!
Questo è Bruce Willis! Classic rock appunto!
Ciao,
Stevolaz.
SONO UNA TESTA DI C…!!! (Ottobre 2007)
B.B. King ha detto “…non esiste musica buona o cattiva… ma soltanto musica! Tutto è nelle mani del musicista: se sarà bravo avremo buona musica, altrimenti avremo cattiva musica”.
Il filtro è quello che conta. Praticamente B.B. ci dice che la musica c'è… esiste come entità… poi il musicista è una sorta di messia incaricato di diffondere il verbo. Sarà colpa o merito suo se il verbo sarà diffuso bene o male.
Condividete? Io in parte.
B.B. è sempre stato aspramente criticato dai puristi di blues, perché considerato troppo morbido, troppo disponibile alle influenze esterne ed alle contaminazioni. Per contro, secondo me questa è sempre stata una sua grande qualità… anzi, io credo che questo gli abbia impedito di fossilizzarsi in un'esclusività di genere che lo avrebbe reso simile a mille altri da un lato, e gli avrebbe precluso grosse fette di pubblico dall'altro. Il fatto che B.B. abbia creato un “suo” modo di fare blues, aprendo le sue frontiere mentali e musicali, ha contribuito in modo determinante a creare il suo mito e a farlo entrare di diritto nella storia della musica.
Ma allora, direte voi, che cavolo trovi di non condivisibile nella sua affermazione?
Semplice. Il fatto che io sono una gran testa di cazzo! Infatti se mi parlate di musica… io non intendo la musica in senso generale. Esiste della musica che proprio io non riesco a considerare. A me non me ne frega un bel niente della musica pop italiana, della musica brasiliana, afro, punk, dark… e chi ne ha più ne metta. Non voglio dire che non sia bella… ma a me non piace. Esiste solo una musica che m'interessa ed è il rock'n'roll!
Partendo perciò da questo presupposto (limitante… ne sono consapevole!), non riesco a considerare bello ciò che non mi interessa. Non posso dire, di una cosa che non mi appassiona e non mi piace, che ha comunque valore. Ripeto… magari, oggettivamente, lo ha il valore… ma non per me. Conseguenza: mi fa schifo!
Dove voglio arrivare? Ecco, ecco… ci arrivo.
Il mese scorso a Genova c'è stata la “notte bianca”… un evento in cui la città ha mostrato vitalità per 24 ore di fila. Il centro storico era disseminato di spettacoli e ad ogni angolo di strada c'era uno show da seguire. Molto bene. Al Porto Antico c'era un bellissimo palco sul mare e all' una di notte, come personaggio principale della serata, c'era lui: Tiziano Ferro!
Non ho idea di come sia successo… ma fatto stà che mi sono ritrovato a guardare quasi tutta la sua esibizione. Canta benissimo, divinamente! Balla come un professionista di danza moderna! Con il pubblico è veramente molto disinvolto! Un artista completo. Tutti erano pazzi di lui!!! Bravo, bravo, bravo! Sono sincero.
Ma mi ha fatto SCHIFO!!!
Musica atroce… canzonette pop di bassa fattura con arrangiamenti ammiccanti… per metà concerto non si è visto un musicista: non si capiva se erano nascosti da qualche parte o se cantava su delle basi… ma il peggio… il fondo… è stato toccato quando Tiziano, commosso ed orgoglioso, si è esibito in un duetto virtuale con Dean Martin che, poverino, si sarà rivoltato nella tomba a sentire un sua meravigliosa interpretazione mozzata e rovinata.
Insomma… per me è stata una serata schifosa, ma oggettivamente è stato un grande successo!
Ma non date retta a quello che dico io… io sono solo un povero invasato di rock'n'roll… se mi togliete quello, cado nel panico totalmente!
Ascoltate un po' quello che vi pare! L'importante è che sia fatto bene… come dice B.B.!
Ciao,
Stevolaz
SAVED! (Settembre 2007)
Io credo nel potere salvifico della musica! La musica salva l'umanità! La musica salva il mondo!!!
Non è una questione sociale o politica… attenzione! La questione è strettamente privata.
Proviamo ad affrontare la cosa da un punto di vista puramente scientifico!
Secondo me il mondo è governato dalla matematica. Quando vogliamo certificare qualcosa oppure scoprirne le origini o le dinamiche di esistenza, ci serviamo di strumenti squisitamente matematici. Perché? Ma è molto semplice… perché la matematica non mente. Come diceva mia madre, la matematica non è opinabile. Non è una questione di interpretazione… è così e basta. Punto.
Benissimo… la fisica, che altro non è se non una scienza matematica, ci dice che ogni cosa esistente su questa benedetta terra… ma di più… su questo immenso universo… è materia. Sappiamo tutti che la materia è un composto di elementi, che sono composti da altri elementi, che sono ancora altri elementi più piccoli… e così via… fino a raggiungere l'elemento primario, quello più piccolo e fondamentale. Il meno importante ad una prima occhiata, perché non è appariscente ed è piccolissimo… ma com'è ben noto, la prima occhiata, la maggior parte delle volte, è quella che inganna. Infatti questo elemento primario è quello fondamentale per l'esistenza di tutto. Senza di lui, che è il punto di partenza più semplice, non sarebbe possibile la formazione e la crescita di qualcosa di complesso.
Il mondo e la società, per come noi oggi li conosciamo nella loro totale complessità, sono dominati da dinamiche molto complesse che spesso si presentano problematiche ed inestricabili. Ma se noi concepiamo la società mondiale in cui viviamo come un'unica, gigantesca materia e andiamo a ricercarne l'elemento primario, scopriremo che questi altri non è che l'individuo, L'essere umano. Uomini e donne. L'individuo appare così piccolo di fronte, per esempio, ad un'autorità oppure ad un Governo… ma in realtà è lui l'elemento primario semplice, senza il quale non sarebbe possibile l'esistenza di quello complesso.
Ci sono dei periodi nella vita di tutti noi in cui ci sentiamo in difficoltà. In crisi. La cosa può dipendere da un fatto scatenante, oppure da una situazione psichica privata… fatto è che ad un tratto ti ritrovi sommerso di demoni che ti occupano la mente… come direbbero giù da noi a Memphis… ti ritrovi pieno di blues!
Sono situazioni molto difficoltose, perché quando un uomo si trova a combattere con qualcosa di esterno, qualcosa che non nasce da un suo stato privato, si sente gagliardo, stimolato alla lotta, pungolato da una sfida… e questo lo rende forte e sicuro dei propri mezzi. Ma quando il nemico che ti assale si trova dentro di te… bene allora sono cazzi!!! Ti assale l'ombra, non riesci a muoverti, non sei sicuro di nulla perché la tua volontà è compromessa dal dubbio… stai male e fai stare male chi ti è accanto.
Ecco perché credo che la musica salvi il mondo. Perché quando i blues ti assalgono e tutto ti è stretto e ti trovi ad attraversare una galleria di cui non vedi l'uscita e il buio ti avvolge e ti toglie il fiato… allora stai da solo con te stesso, metti su un bel pezzo di musica… non importa quale, quello che vuoi… e abbandonati, lasciati cullare e detergi la tua anima. Allora sarai salvo e sarai pronto a ricominciare.
La musica salva il mondo. Un uomo alla volta.
Ciao,
Stevolaz
OMAGGIO AL RE (Agosto 2007)
Questo mese voglio rendere omaggio ad Elvis. Il 16 Agosto saranno passati 30 anni dalla sua morte ed io passerò la giornata ad ascoltare la sua musica.
Elvis aveva paura di non essere ricordato dopo la morte… credeva di non essere stato così speciale come invece fu. Aveva sempre odiato chi lo giudicava per il suo aspetto e non per il suo lavoro. Per lui era importantissima la stima dei colleghi.
Per questo motivo ho deciso di raccogliere, dai libri che ho letto e da articoli di giornale che ho conservato, i pensieri di alcuni grandi personaggi a proposito del Re, giusto per farvi rendereconto di quanto grande sia stata la sua influenza sulla musica per come noi oggi la conosciamo.
Stevolaz
Jimmy Carter, presidente USA 1977 (Alla nazione, in occasione della morte di Elvis)
La morte di Elvis Presley priva il nostro Paese di una parte di sé stesso. Egli era unico ed irripetibile. Più di venti anni or sono, irruppe sulle scene in un modo che è stato senza precedenti e che forse non sarà mai eguagliato. La sua musica e la sua personalità, fondendo il country bianco e il nero rhythm and blues, hanno cambiato permanentemente la faccia della cultura popolare Americana. Il suo seguito è stato immenso. Ed egli è stato un simbolo, per le persone nel mondo, della vitalità, dell'intraprendenza e del buon umore di questo Paese.
Bob Dylan
La prima volta che ho sentito la voce di Elvis ho capito che non avrei mai lavorato per nessuno, e che nessuno sarebbe stato il mio capo... Ascoltarlo la prima volta è stato come uscire da una prigione. Ringrazio Dio per Elvis Presley.
Quale è il punto culminante della mia carriera?
Beh, questa è facile...è stato quando Elvis ha inciso una mia canzone.
Tutti vogliono essere Elvis.
Non ho parlato con nessuno per un'intera settimana, dopo che Elvis morì!
Keith Richards
Prima di Elvis il mondo era in bianco e nero. Poi è arrivato, ed ecco un grandioso technicolor.
John Lennon
Prima di Elvis non c'era nulla!
Non c'era niente di importante per me, prima che ascoltassi Elvis. Senza Elvis, non ci sarebbero stati i Beatles!
Jerry Lee Lewis
Elvis è stato il Re del rock'n'roll! Io gli sono sempre stato secondo… gli dicevo sempre:”Ti prenderò, ti prenderò… hai iniziato prima, ma ti acchiapperò!” Ma non l'avrei mai raggiunto. Lui ha iniziato il rock'n'roll!
Robert Plant
Nel 1974 andammo a sentire Elvis a Los Angeles. Dopo aver cantato Love me tender, si rivolse al pubblico e disse:”…una delle mie band preferite è in sala stasera: un applauso ai Led Zeppelin!”. Più tardi il nostro manager ci portò nel backstage per conoscerlo e cantammo insieme qualche verso di Love me… che emozione!
B.B. King
Ricordo Elvis quando era un ragazzo ai Sun Studios. Ho pensato subito che avesse un tremendo talento. Il suo fraseggio, il suo approccio alle canzoni era unico, come Sinatra. Io ero un suo grandissimo fan e, quando era in vita, pensavo che la sua inventiva non avesse fine.
Johnny Cash
Elvis era un favoloso chitarrista ritmico! Quando lo senti iniziare da solo “That's All Right” con la sua chitarra, non ti serve altro!
Non fraintendermi, Scotty e Bill erano perfetti! Loro tre insieme avevano un sound unico… ho sempre preferito il sound semplice dei primi dischi che le grandi orchestrazioni degli ultimi lavori.
Nel periodo Sun, abbiamo fatto insieme diversi show. Elvis era così bravo… ogni show che ho fatto con lui, non perdevo l'occasione di stare nel backstage per guardarlo… era così carismatico!
La reazione del pubblico era sempre la stessa: le donne e le ragazze gridavano, piangevano e svenivano… per quanto gli uomini fossero gelosi, non potevano fare a meno di ammirarlo. Aveva un magnetismo personale che non ho mai più visto!
Phil Spector
Non avete idea di quanto fosse grande, non potete proprio averne un'idea. Non ne avete la capacità - è assolutamente impossibile. Non riesco a dirvi perché lui sia così grande, ma lo è. E' sensazionale.
Muhammad Alì
La gente non realizza quanto alcuni siano grandi fino a quando non li perde. Come Kennedy, non ci sarà mai nessuno come lui… come il mio amico, Elvis!
Brian Wilson
La sua musica era l'unica cosa che ci appartenesse in modo esclusivo. Non era la musica di mamma e papà… e poi la voce: la voce aveva del miracoloso!
Joe Strummer
Conosco tutto quello che c'è da sapere a proposito di Elvis!
Il Senatore Al Gore in occasione della nomina a Vice Presidente alla Convenzione dei Democratici del 1992
E' sempre stato il mio sogno andare al Madison Square Garden ed esibirmi prima di Elvis.
Elton Jhon
Puoi chiedere a chiunque. Se non fosse stato per Elvis, non ho idea di dove sarebbe la musica rock oggi. Fu lui quello che diede inizio a tutto, e, per me, fu certamente lui l'inizio di tutto.
Grazie ad Elvis ho deciso di interessarmi alla musica. Sono sempre stato un suo fan fin da ragazzo
Roy Orbison
E' stato il primo in assoluto e con il più grande talento mai esistito.
Dopo che Elvis venne in città, le cose non furono più le stesse. La sua musica era così piena di ritmo… Spero che nessuno dimentichi quanto ci abbia influenzati tutti quanti; non è stato solo un fenomeno di quel periodo, ma qualcosa destinato a durare in eterno.
Fats Domino
Elvis Presley è uno dei miei artisti preferiti ed è uno dei più grandi cantanti al mondo.
Pete Townshend
Elvis avrebbe potuto imbracciare la sua chitarra e interpretare qualsiasi canzone in modo sublime, senza l'aiuto di nessun altro musicista. Ma Elvis non era una semplice rock-star, era un uomo di spettacolo completo.
Peter Gabriel
E' stato il mio primo eroe del Rock, un grandissimo interprete, ha creato uno stile, il rock tuttavia è un mondo nel quale non sembra che gli eroi possano vivere a lungo. Parte della responsabilità deve essere additata al business musicale, perchè tratta i suoi eroi come merce e non come esseri umani.
John Landau (Recensione di Elvis 1968 TV Special)
C'è qualcosa di magico nell'osservare un uomo che ha perduto sé stesso ritrovare la strada di casa...Cantava con il vigore che la gente non si aspetta più dai cantanti di rock'n'roll…
Brian Setzer
Non esiste musicista che non sia influenzato dalla sua musica.
Bill Clinton (Campagna elettorale presidenziali U.S.A. 1992)
Sapete, Bush ( Senior ) mi ha sempre paragonato ad Elvis con modi poco lusinghieri. Non penso che a Bush sarebbe piaciuto moltissimo Elvis, e questa è proprio un'altra cosa sbagliata di lui.
Elvis Presley è il solo ed unico. Il mio artista preferito di sempre!
Cher
Il primo concerto a cui ho assistito fu un concerto di Elvis quando avevo undici anni. Persino a quell'età mi ha fatto rendere conto dell'enorme effetto che un artista può avere sul pubblico.
Eric Clapton
Elvis Presley e Chuck Berry erano i miei idoli quando era ragazzo negli anni '50.
La prima chitarra che ho avuto, era una chitarra giocattolo con le corde di plastica, la comprai perché aveva la faccia di Elvis disegnata sopra.
Sting
Non ho mai visto Presley dal vivo, a quei tempi mi sembrava più adatto alle vecchie generazioni, tuttavia gli ho sempre riconosciuto enormi qualità di interprete ed un'attrattiva magica, quasi animalesca verso il pubblico.
Louis Armstrong
Il mio più grande desiderio? Incidere un disco con Elvis Presley!
David Bowie
Elvis è stato la persona che ho ammirato di più nella mia vita.
Bono
Elvis Presley è come il Big Bang del Rock'n'Roll. E' iniziato tutto da lì e quello che tu hai in Elvis è un momento veramente interessante perché abbiamo qui, due culture che si scontrano. Abbiamo un tipo di cultura bianca, europea, e la cultura africana insieme – il ritmo, si, della musica nera e la melodica progressione degli accordi della musica bianca –Sono unite assieme come una specie....come se stessero danzando insieme.Quello è stato il momento. E' veramente quello.Fuori da quello sono venuti i Beatles e gli Stones, ma non bisogna sottovalutare quello che è accaduto. Tutto quanto riconduce ad Elvis.
Jim Morrison
Elvis è sempre stato il migliore, il più originale. Ha dato inizio al “ball rolling” per tutti noi. Merita questo riconoscimento.
Sid Vicious
Elvis è stato il primo punk della storia!
Janice Joplin
Elvis è l'uomo per me!
Sammy Davis Jr.
C'era qualcosa che rasentava quasi la maleducazione in Elvis. Non ha mai realmente fatto niente di maleducato, ma ha sempre dato l'impressione come se stesse proprio per farlo. In una scala da uno a dieci, gli darei 11.
Ronald Regan
Rappresentò l'America, e per questo gli saremo eternamente grati. Non ci sarà mai nessun altro come lui. Divertiamoci tutti con la sua musica.
Carl Perkins
Elvis è stato l'artista più importante conosciuto e famoso che sia mai esistito su questo pianeta da quando nostro Signore Gesù Cristo scese in terra.
Egli era differente da tutti noi, nel modo di apparire, di parlare, di fare spettacolo… era veramente diverso!
Mick Jagger
Nessuno, ma nessuno, è uguale a lui, o lo sarà mai. Lui è stato ed è il più grande.
Un artista unico, un originale in un mondo di imitatori.
Chuck Berry
Non ci sono proprio parole per descriverlo. Elvis fu il più grande che sia mai esistito, che esiste o che mai esisterà.
Little Richard
Elvis è stato un dono divino, non c'è altra spiegazione. Un Messia viene ogni mille anni circa, ed Elvis lo fu quella volta.
Fu un integratore, Elvis fu una benedizione. La gente non avrebbe accettato la “black music”. Lui aprì la porta alla “black music”.
Chet Atkins
Era bianco, ma cantava come un nero. Non era socialmente accettabile per i ragazzi bianchi comprare dischi di musica nera a quel tempo. Elvis ha riempito un vuoto.
Joe Cocker
Elvis è il più grande cantante blues del mondo.
Eddie Murphy
Il mio idolo è Elvis Presley. Se vieni a casa mia puoi vedere suoi ritratti su ogni parete... è stato il più grande uomo di spettacolo mai esistito.
Frank Sinatra
Io sono solo un cantante. Elvis è Cultura Americana!
James Brown
Io non ero solo un suo fan, ero suo fratello. Elvis è stato un gran lavoratore e il Signore lo amava. L'ultima volta che l'ho visto a Graceland, abbiamo cantato del gospel insieme. Gli voglio bene e spero di incontrarlo nell'aldilà.
Non ci sarà mai nessun altro come questo mio fratello dell'anima.
Ha fatto scendere dal piedistallo l'America dei bianchi!
Leonard Bernstein
Elvis è stato la più grande rivoluzione culturale del ventesimo secolo. Ha introdotto il ritmo in tutto… musica, linguaggio, look… gli anni '60 derivano da lui!
Rod Stewart
Gente come me, Mick Jagger ed altri hanno davvero solo seguito le sue orme.
Buddy Holly
Nessuno di noi l'avrebbe potuto fare senza Elvis.
Mark Knopfler
I dischi di Elvis da giovane furono davvero grandiosi!
Mick Fleetwood
Ero proprio un bambinetto ai primi passi quando sentii per la prima volta “Hound dog”. Ho imparato a suonare i tamburi ascoltandolo - battendo sui barattoli ascoltando i suoi dischi.
Paul Simon
La prima volta che ho ascoltato la sua musica, nel ‘54 o ‘55, ero in macchina e sentii l'annunciatore dire, “ Ecco un ragazzo che, quando appare sul palcoscenico nel Sud, le ragazze gridano e si precipitano sul palco”. Poi cantò “That's all right mama”. Pensai che il suo nome fosse il più originale che avessi mai sentito. Pensai che era sicuramente un ragazzo negro. In seguito mi feci crescere i capelli come lui, imitai i sui movimenti sul palco - una volta girai tutta New York per cercare una camicia color lavanda come quella che indossava in uno dei suoi album. Mi sentivo meravigliosamente quando cantava “Bridge over troubled water” pensavo che ci fosse addirittura un tocco drammatico… e così doveva essere la canzone! Quando ascoltai per la prima volta Elvis interpretare “Bridge over troubled water” fu incredibile, ed io pensai fra me… non posso proprio competere con quello!!!
Paul McCartney
E' stata veramente un'emozione sedere con il Re. Voglio dire che è sempre stato il mio idolo. Ho sempre saputo che comunque mi sentissi, ascoltare un disco di Elvis mi avrebbe reso felice. Ho sempre sognato di produrre un album per Elvis.
Quando ero un ragazzino che cercava di emerge in una difficile Liverpool, tutto quelle che desideravo era diventare come Elvis Presley, essere Elvis Presley.
Bruce Springsteen
Fu grande quanto l'intera nazione stessa, fu grande quanto l'intero sogno. Ne incarnò proprio l'essenza e fu in combattimento mortale con essa. Nessuno prenderà il posto di quest'uomo. E' stato come se fosse venuto e avesse sussurrato qualche sogno nell'orecchio di ognuno, ed in un modo o nell'altro tutti noi lo abbiamo sognato.
Aveva più talento lui nella sua unghia del piede che la maggior parte di quelli, se non tutti, che oggi sono chiamati stelle.
Ci sono stati molti ragazzi in gamba. Ci sono stati pretendenti. Ci sono stati contendenti. Ma c'è stato un solo Re.
Questo è Elvis amico. Questo è tutto. Tutto comincia e finisce con lui. Egli ha scritto il manuale.
Elvis è la mia religione!
Ecco solo alcune delle cover con cui i grandi del rock hanno pagato il loro tributo al Re:
ALABAMA SHUFFLE ( Luglio 2007 )
“Nessuno al mondo balla l'Alabama Shuffle come Bobby Long!!!” - è lo stesso Bobby Long a dirlo per bocca del suo interprete, John Travolta, nel bellissimo film del 2004 “Una Canzone Per Bobby Long”.
Il film narra una storia bellissima di crescita e maturazione, di padri e figli, di amici e poesia, tutto ambientato a New Orleans, in Louisiana. La produzione è indipendente e lo stesso Travolta, star da 20 milioni di dollari a pellicola, ha accettato di lavorare a percentuale, pur di aiutare la giovane autrice Shainee Gabel a portare a termine il suo progetto.
L'idea del film è nata quando la Gabel si trovava a New Orleans per fare la sua tesi di laurea: un documentario sulla città più famosa della Louisiana. Una sera, dopo il lavoro, andò a fare la turista con una sua collega ed entrarono in un locale. Sul palco c'era un ragazzone biondo che suonava una ballata con la sua chitarra acustica. Ascoltando la canzone, la Gabel rimase commossa dalla storia che raccontava e decise di farne un film.
Il titolo della canzone era “A Love Song For Bobby Long” e il ragazzone biondo che la cantava, e che ne era anche l'autore, si chiamava, e si chiama tutt'ora, Grayson Capps.
Quando ho visto il film al cinema, sono rimasto folgorato nell'ascolto delle canzoni di Grayson (che ha curato la colonna sonora) e dal suo stile nel fare musica. Il giorno dopo ho cercato informazioni su di lui per comprarne tutti i dischi, nella convinzione che fosse un musicista affermato. E invece no. Fino ad allora aveva fatto un solo disco auto-prodotto insieme ad un altro musicista con il nome di Stavin' Chain.
Da allora Grayson Capps, che è nato in Alabama ma vive a New Orleans, ha pubblicato due dischi. Io li ho comprati on line perché hanno una tiratura limitata, essendo produzioni indipendenti anche se pubblicate da una major.
Grayson ha un vocione possente, profondo e graffiante che lui stesso accompagna con chitarre acustiche, o con elettriche dal suono molto ruvido. Nelle sue canzoni non si fa economia nell'uso dello slide, delle dobro-guitar, delle armoniche e… credo del whiskey!
I testi fanno riferimento, sia nello stile che nei contenuti, alla poesia americana (il padre di Grayson era un narratore), alla letteratura del sud degli States ed hanno una visione del mondo che, sicuramente, parte dal basso e predilige la gente della strada, la gente comune.
I giri di accordi sono molto semplici, mutuati direttamente dalla migliore tradizione musicale americana… perciò si sentono fortissime influenze dei blues di Robert Johnson, ma anche del country e del folk made in U.S.A. Certamente , chiedendo ad uno statunitense di nascita come catalogherebbe la musica di Grayson, questi risponderebbe: “roots and american”.
Il mese scorso è venuto in Italia in occasione del “Roots and Blues Festival” che, iniziato il 2/07, si concluderà il 14/07 nei dintorni di Parma (per chi fosse interessato al calendario visiti il sito www.rootsandblues.org ).
Vedere di persona Grayson è stato magnifico. Naturalmente non per l'aspetto “divistico” (non è una star e, con molta probabilità, anche se glielo auguro, non lo sarà mai), ma per l'aspetto musicale.
Si è presentato in scena da solo, con la sua chitarra acustica, uno slide e un'armonica… si è seduto su una sedia e… BOOOOOM! Dalla pianura del Po', mi sono ritrovato in quella del Mississippi!!! Blues, country e rock'n'roll: questi sono gli ingredienti delle sue canzoni ed è ciò di cui è fatto il suo concerto! Un'ora e mezza volata via in un lampo, coinvolto completamente dal sound semplice ma bellissimo di canzoni che ti entrano dentro!
Qualcuno ha paragonato la musica di Grayson a “un whiskey impregnato fino in fondo di Tom Waits e un po' di Robert Johnson e strappato dalle profonde radici del Delta”.
I suoi dischi, per ora due, ma ad Agosto andrà in studio per registrarne un terzo, sono “If You Knew My Mind” e “Wail & Ride”. Li trovate su www.amazon.com …Vi consiglio vivamente di comprarli!
Ciao.
Stevolaz
100 ANNI (Giugno 2007)
Diversi anni or sono ero a cena con degli amici e ad un certo punto una ragazza, che non mi aveva visto mai, prima di quella sera, si meravigliò del fatto che io sapessi così tante cose di musica e cinema americani; un mio vecchio e caro amico, che era al tavolo con noi, intervenne e disse:”…ma scherzi? Ste è cresciuto a pop corn, John Wayne e rock'n'roll!!!Conosce tutto quello che c'è da sapere su Elvis, western e tutto quello che è Stati Uniti nel senso più mitologico del termine!!!”.
Senza falsa modestia: era la verità!
Non sono mai stato uno che segue le mode o le tendenze.
Sarebbe stato “fico”, questo mese, parlare del quarantennale dell'uscita di un album storico come “Stg. Pepper's Lonely Hearts Club Band”, giornali specializzati e appassionati di musica non parlano d'altro, ma io non sono un “fico” e quindi mi piace celebrare John Wayne e il centenario della sua nascita.
Cominciamo con un po' di numeri:
175 – i film in cui ha recitato;
142 – sono le volte che ha recitato in un film da protagonista. A tutt'oggi è un record incontrastato;
80 – sono i film di serie B da lui interpretati prima di diventare una star… la più lunga gavetta di qualsiasi attore che sia mai entrato nella top ten power list degli attori hollywoodiani;
36 – gli anni nell'arco dei quali, tra il 1939 e il 1975, è stato sempre nella top ten degli attori con film di maggior incasso; record imbattuto di permanenza;
1 – è la posizione che detiene tutt'oggi nella speciale classifica “Top Box Office Star” tenuta dalla Quigley Pubblications: vuol dire che gli incassi dei film da lui interpretati sono i più alti di quelli di qualsiasi altro attore al mondo;
3 – è il numero delle candidature agli Oscar: 2 come attore protagonista per “Iwo Jima Deserto di Fuoco” e “El Grinta”, 1 come regista per (“ La Battaglia di Alamo”)
1 – è il numero degli Oscar vinti; per “El Grinta” del 1969;
Non c'è dubbio che “Duke”, come lo chiamavano gli amici, sia uno dei più grandi attori di sempre! Pochi lo sanno, ma ha recitato anche Sheakspeare a teatro negli anni '20, precisamente nell' “Enrico V”. Le sue idee politiche ultra-conservatrici, condivisibili o meno, hanno però sempre condizionato il giudizio artistico che i critici davano delle sue interpretazioni. Solo nell'ultima parte della carriera, anche grazie ai riconoscimenti europei dell'allora consideratissima corrente francese denominata Nouvelle Vague, venne rivalutato e riapprezzato per le grandi prove d'attore che aveva saputo fornire.
Il primo film importante (unanimemente considerato uno dei più belli della storia) è senz'altro “Ombre Rosse”, uno dei primi esempi cinematografici in cui ai “rinnegati” è concessa l'occasione di rifarsi una vita e diventare eroi. La sua interpretazione del fuggiasco “Ringo Kid” fece scalpore. Non c'era mai stato, prima di allora, un cowboy così moderno: camicia impolverata, aspetto disordinato e pantaloni portati con un risvolto sopra gli stivali (una rivoluzione: i pantaloni dei cowboy nei film erano sempre dentro gli stivali… dopo non sarebbe stato più così!), appariva vagando a piedi nel deserto, con una sella sulle spalle e facendo roteare il fucile in aria… Poi la mitica, violenta e potente interpretazione di Tom Donsom in “Il Fiume Rosso” di Howard Hawks, che gli valse il plauso del suo maestro e mentore John Ford… ancora il pugile distrutto dal senso di colpa per aver ucciso un uomo e che, per trovare pace, ritorna nella natia Irlanda in “Un Uomo Tranquillo” di Ford… nuovamente Ford lo dirige in quella che, in un recente sondaggio dei principali organi di stampa americani, è stata considerata la miglior interpretazione maschile in un ruolo da protagonista: il grande, rabbioso, misterioso e romanticissimo Ethan Edwards de “Sentieri Selvaggi”, il suo personaggio preferito.
Pensava che “Mezzogiorno di Fuoco” fosse antiamericano, mentre gli piaceva considerare il suo “Un Dollaro D'Onore”, altro film entrato nella storia, come la risposta adeguata al film interpretato da Gary Cooper (suo grande amico).
Con il Tom Doniphon, dello struggente “L'Uomo Che Uccise Liberty Valance”, dava l'addio al West che aveva amato e che non trovava più nelle nuove generazioni dello “spaghetti western”… con il vecchio malato, ma orgoglioso, J.B. Books de “Il Pistolero”, sua ultima interpretazione del 1976, diede l'addio al mondo e alla vita.
Il pubblico lo ha sempre amato.
Io da sempre sono un grande ammiratore dei suoi film… ho sempre amato, nei personaggi da lui interpretati, l'attaccamento ad un codice morale proprio, tipico degli eroi tutti d'un pezzo… l'apparire così burbero e severo, ma essere, in fondo, buono e tenero… la lealtà e il senso di giustizia patriarcale.
Forse è proprio questo che il pubblico ha sempre trovato nei suoi personaggi: il senso di paternità. L'eroe di Wayne non ti deluderà mai… se ne avrai bisogno, stai pur certo che non si tirerà indietro e sarà sempre lì a dirti cosa fare quando sarai in difficoltà: come il nostro papà.
Durante la sua ultima apparizione pubblica, alla cerimonia degli Oscar del 1979, pochi mesi prima di morire, disse “… continuate ad amare i western e non sottovalutateli mai… sono film semplici… e le cose semplici, sono quelle che vengono meglio!!!”
Chi lo ha conosciuto diceva che in privato era come nei suoi film. Nel testamento scrisse che come epitaffio sulla sua tomba avrebbe voluto la scritta “brutto, forte e leale”.
Alla sua morte il Congresso degli Stati Uniti, allora a maggioranza Democratica, conferì a John Wayne, Repubblicano, la medaglia d'onore con la scritta “A John Wayne, un americano”.
Stevolaz
COUNTRY MUSIC! (Maggio 2007)
Oggi mi sento proprio di merda!!!
Fisicamente dico… non c'è niente di peggio che beccarsi l'influenza quando fuori c'è un bel primo caldo sole di primavera… mentre gli altri vanno in giro senza giacca e le ragazze iniziano (bontà loro!) ad indossare minigonne e cannottierine, io devo metter su giacca e sciarpetta a mezzogiorno perché ho i brividi di freddo!!! Blah, che schifo!!!
B.B. King s'incazza da matti quando la gente dice che il blues è musica triste o che è musica adatta ad accompagnare i momenti in cui ci si sente giù. Lui sostiene, e condivido in pieno questa posizione, che il blues è musica e basta. Esiste una sconfinata quantità di blues ritmati che a tutto fanno pensare tranne che al malumore!
Per quanto mi riguarda, quando mi sento di merda come oggi, la colonna sonora che preferisco è il country. Niente è più lamentoso, zuccheroso, malinconico e piagnone di un grande pezzo country!!! È perfetto per autocommiserarsi quando ci si sente così!
Perciò oggi scrivo del country! Per come lo conosco io, almeno.
Come detto in qualche altra occasione, nella mia vita precedente ero sicuramente del Tennessee, per cui il mio amore per il blues è uguagliato da quello per il country!!! Sapete… giù da noi questi due tipi di musica hanno pari valore e dignità!
Anche il country nasce da una situazione sociale piuttosto disagiata, le prime note suonate negli States, che possono essere definite come progenitrici di questo genere, furono quelle suonate dagli immigrati provenienti dall'Europa centrale, soprattutto tedeschi, inglesi e irlandesi che mischiavano le loro tradizioni folk con quelle dei messicani che vivevano al confine. Infatti il country, con riferimento alla musica americana, è unanimemente riconosciuto come il primo genere “moderno” di “southern music”.
Quelle canzoni erano sempre incredibilmente nostalgiche, strappalacrime e parlavano di lontananza da casa o di qualche innamorata lontana che forse non si sarebbe più rivista. I giri di accordi erano semplici con ritmiche cadenzate e spesso terzinate, mentre le melodie erano molto cantilenose cantate spesso con stile dolce e smielato.
La sua catalogazione “ufficiale”, come genere che vantava radio specializzate e festival a lui esclusivamente dedicati, avviene intorno agli anni '20 del secolo scorso e, partendo dal sud-ovest degli States con il nome di “country and western”, si propaga velocemente in tutto il sud prima e in tutta la nazione poi.
Gli strumenti caratterizzanti del sound di questo genere di musica erano chitarra, banjo, steel guitar, fiedle, mandolino, dobro e violini, le ritmiche di basso e batteria non erano mai violente e anche se non mancavano quelle veloci, erano sempre piuttosto leggere, mai pesanti o ingombranti. Con il passare degli anni e l'evoluzione tecnologica, anche i suoni s'irrobustirono e il sound tese a diventare più “maturo” con l'introduzione degli strumenti elettrici.
Oggi il country continua ad avere il suo pubblico, ma la comparsa del cosiddetto new country, con sonorità decisamente “pop”, ha un po' cambiato e, a mio avviso, rovinato le caratteristiche del genere originale che, in ogni caso, continua ad avere, anche se in misura ridimensionata rispetto al passato, i suoi fieri rappresentanti tra artisti e pubblico.
Onore dunque ai grandi di questo genere musicale che tanto ha dato, e continua a dare, alla musica rock! Se volete approfondirne la conoscenza, procuratevi materiale della prima superstar della musica country Jimmy Rodgers che, attivo negli anni '20, vanta successi immortali come “T For Texas” o “Frankie And Johnny” e muore giovane come ogni rock star che si rispetti.
Un altro grandissimo, da molti considerato a buon diritto uno dei padri della musica moderna, è Hank Williams Sr., esponente di punta di quello che viene definito “honky tonk style”. Le sue bellissime canzoni sono, a mio sindacabilissimo giudizio, tesoro dell'Umanità: da “Lovesick Blues” a “I'm So Lonesome I Could Cry”, da “My Bucket's Got a Hole In It” a “Jambalaya (On the Bayou)”, fino a “Long Gone Lonesome Blues”.
Infine non hanno certo bisogno di presentazione i “figli”artistici di questi pionieri che tra gli anni 50, 60 e 70 sono stati protagonisti dell'epoca d'oro della country music da Johnny Cash a Willie Nelson, da Waylon Jennings a Patsy Cline, da Dolly Parton a Kris Kristofferson, da Jerry Reed e Chet Atkins a Loretta Lynn, fino ai più recenti Garth Brooks o Dwight Yoakam e chi più ne ha, più ne metta…
Ho come l'impressione che noi europei, in generale, tendiamo a snobbare il country, considerandolo musica semplice da zotici bovari… generalmente il blues è considerato, tra i due, il più nobile.
Che immensa cazzata!!!
Ciao
Stevolaz
MEMPHIS BLUES (Aprile 2007)
Sicuramente nella mia vita precedente ero di Memphis, Tennessee! O forse lo sarò nella prossima, non saprei…
Memphis non è una metropoli, è una città di circa 600.000 abitanti… le sue dimensioni sono piuttosto modeste se paragonata alle grandi città degli Stati Uniti, ma il suo valore nella storia della musica moderna è inestimabile!
Crocevia di commercio di schiavi per la sua posizione fluviale, centrale dell'industria del commercio di cotone nel sud degli States, da sempre ha avuto una fortissima concentrazione di gente di colore… ovvio quindi che qui nascesse il blues.
Il blues nacque nei campi di cotone, dove di giorno gli schiavi cantavano delle melodie ripetitive e cadenzate per darsi un ritmo alla raccolta… di notte le cantavano per liberarsi spiritualmente e dare corpo ai demoni e alle disgrazie che li opprimevano!
Il blues è musica semplice, strutturata in dodici battute, secondo uno schema molto ripetitivo. All'inizio era solo vocale, come detto prima veniva cantata nei campi dagli schiavi… poi si iniziarono ad associare alla voce sia la chitarra acustica che l'armonica a bocca. Ecco… sostanzialmente, e molto semplicisticamente, questo è il blues di Memphis!
Infatti esistono diverse “provincializzazioni” del blues… da quello di Memphis si distinguono, per caratteristiche ben precise, sia quello di Chicago, totalmente amplificato e dalle caratteristiche stilistico/melodiche molto aggressive e i cui portabandiera sono Willie Dixon e Muddy Waters, per citarne un paio, sia quello del Texas, molto più moderno, ritmato e contaminato e il cui maggior rappresentante è senz'altro Stevie Ray Vaughan… ma innumerevoli sono i generi di blues esistenti… tutti particolari, tutti belli, tutti sanguigni, tutti profondi!
Come detto, Memphis è la culla del blues e Beale Street ne è sempre stata il centro vitale!
Beale Street si trova nel centro di Memphis e da sempre è stata il centro de